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La Bulgaria torna al voto per la terza volta in un anno

(ansa)
Dalle elezioni anticipate di aprile e luglio non è uscita alcuna maggioranza e lo stallo politico ha ostacolato la lotta al Covid. Adesso la sfida è tra l'oligarca Bojko Borissov e due quarantenni imprenditori di successo, Kiril Petkov e Asen Vassilev
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BERLINO - Questa domenica 14 novembre si vota in Bulgaria per le terze elezioni parlamentari anticipate nel corso dell'anno e insieme per l'elezione a suffragio universale del capo dello Stato. Sullo sfondo, la quarta ondata di Covid: con un numero basso di persone vaccinate e contagi e morti alle stelle, il piccolo Paese balcanico di 6,9 milioni di abitanti, di cui tre quarti rifiutano di farsi vaccinare, ha un disperato bisogno di governabilità.

Dalle elezioni anticipate svoltesi in aprile e in luglio non è uscita alcuna maggioranza né possibili coalizioni. Ciò ha ostacolato gravemente la lotta al covid, con misure d'emergenza quali mascherine, cer…

BERLINO - Questa domenica 14 novembre si vota in Bulgaria per le terze elezioni parlamentari anticipate nel corso dell'anno e insieme per l'elezione a suffragio universale del capo dello Stato. Sullo sfondo, la quarta ondata di Covid: con un numero basso di persone vaccinate e contagi e morti alle stelle, il piccolo Paese balcanico di 6,9 milioni di abitanti, di cui tre quarti rifiutano di farsi vaccinare, ha un disperato bisogno di governabilità.

Dalle elezioni anticipate svoltesi in aprile e in luglio non è uscita alcuna maggioranza né possibili coalizioni. Ciò ha ostacolato gravemente la lotta al covid, con misure d'emergenza quali mascherine, certificato, test e locali chiusi o limiti agli assembramenti, che il governo provvisorio caretaker ha potuto adottare solo come norme temporanee. Adesso la sfida è tra l'eterno oligarca Bojko Borissov, del partito Gerb, membro dei Popolari europei, e due quarantenni imprenditori di successo reduci da Harvard dove erano compagni di studi, Kiril Petkov detto "John Travolta" per il suo aspetto fisico e il suo amico e compagno di studi Asen Vassilev.

"John Travolta" e Asen Vassilev, già membri del governo provvisorio, hanno fondato un nuovo partito filo-occidentale e riformista, chiamato "Continuiamo il cambiamento", e i sondaggi indicano che potrebbero avere almeno il ruolo decisivo di kingmakers e di possibile partner-chiave di una coalizione. Le indagini di opinione li danno infatti al 16% dei consensi, in testa a testa col Partito socialista (ex comunista).

Quello che fino a dopo il voto di luglio sembrava il volto nuovo, la rockstar Slavi Trifonov col suo partito "Esiste un simile popolo" è in crollo nei sondaggi, dal 24% ottenuto a luglio a circa l'11%. Bojko Borissov appare intramontabile e tenace come si conviene a un abile oligarca con ottimi contatti in Europa: il suo partito Gerb è al 24%. Ma nessun'altra forza politica vuole formare coalizioni con lui. Un'ipotesi di governabilità che viene avanzata dagli osservatori è dunque di una versione bulgara della "coalizione-semaforo" tedesca. Cioè il partito dei due reduci di Harvard, i socialisti e almeno uno tra i partiti sorti dopo le proteste anti-corruzione dell'estate dell'anno scorso.

Petkov e Vassilev promettono serietà e determinazione, e gettano sul piatto della loro popolarità sia la loro solida formazione accademica, sia la loro reputazione di imprenditori moderni, sia la promessa di fare sul serio: il primo punto del loro programma politico dopo la lotta al Covid è "arrivare a costruire una Bulgaria a corruzione zero". Dicono ogni giorno: "Diciamo quello che pensiamo e siamo decisi a realizzarlo". Compito non facile, dopo gli anni del potere di Borissov, e visto che la Bulgaria è il più povero e corrotto Paese membro di Unione europea e Nato. Gli analisti più attenti, come Andrej Ratcev dell'istituto Gallup, intervistato sulle elezioni dalla tv pubblica, ha detto con toni pessimisti: "Non riesco a immaginare e accettare che i partiti siano ancora cosí folli e stupidi da non voler trovare accordi o compromessi".

Sui risultati regna comunque la massima incertezza, come sulla partecipazione al voto. Non si sa se si avranno indicazioni chiare domenica sera dopo la chiusura dei seggi o soltanto lunedí. Incerto è anche il possibile risultato delle presidenziali a suffragio universale. Il presidente uscente, l'ex capo dell'aviazione e pilota da caccia generale Rumen Radev, gode di stima e popolarità anche per le sue denunce della corruzione del "sistema Borissov" e i suoi appelli a votare per volti nuovi.

Ma nei sondaggi è poco sopra il 47%, cioè sotto il 50% richiesto al primo turno. Rischia dunque di dover affrontare al ballotaggio, due settimane dopo, il rettore dell'Università della capitale Sofia, indipendente ma candidato del Gerb di Borissov. La situazione è talmente carica di nervosismo che Dobromir Jivkov, analista dell'Istituto di studi politici e sociologici Market Links, afferma: "Temo che dobbiamo prepararci a nuove ennesime elezioni l'anno prossimo"".