Esteri

Usa, corte federale sospende l'obbligo di vaccino o test nelle grandi aziende

Schiaffo all'amministrazione Biden. Nell'annunciare il provvedimento il presidente aveva detto: "La nostra pazienza si sta esaurendo"
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Una corte federale sospende l'obbligo di vaccino anti-Covid o di test nelle aziende private con oltre 100 dipendenti. La Corte d'appello del Quinto Circuito, composta da un giudice nominato da Ronald Reagan e da due scelti da Donald Trump, conferma lo stop temporaneo deliberato nel fine settimana e infligge un duro colpo alla strategia dell'amministrazione Biden nella lotta alla pandemia.

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Secondo la corte, che ha sede a New Orleans, l'obbligo "è incredibilmente esagerato, una mazza" che non tiene conto "delle differenze tra posti di lavoro (e lavoratori)". L'amministrazione, e i fautori dell'obbligo vaccinale, sostengono che in questo modo si frenerà la diffusione del virus e che lo stop "costerà decine o addittura centinaia di morti ogni giorno". Nel provvedimento, il giudice Kurt Kurt Engelhardt dà di fatto ragione a chi si oppone alla norma voluta dalla Casa Bianca affermando che viola la Costituzione e limita le libertà individuali. "L'interesse pubblico si serve anche mantenendo il nostro ordine costituzionale e la libertà degli individui di prendere decisioni strettamente personali in base alle proprie convinzioni - persino, o forse in modo particolare, quando tali decisioni non sono gradite a rappresentanti del governo", scrive il magistrato.

Parole forti che riecheggiano quelle altrettanto dure pronunciate da Biden in settembre per annunciare l'obbligo di vaccinazione oppure di test settimanali e uso della mascherina in tutte le aziende con almeno 100 dipendenti. "La nostra pazienza si sta esaurendo", aveva detto il capo della Casa Bianca riferendosi a quanti rifiutano di vaccinarsi.

Contro la scelta dell'amministrazione, divenuta effettiva il 4 novembre, almeno 27 Stati, così come privati cittadini e organizzazioni religiose, si sono rivolti ai tribunali. E ora i legali del governo federale sostengono che non c'è motivo di sospendere l'obbligo fin quando non sarà stabilito quale corte avrà l'ultima parola.

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