Migranti, la Ue inasprisce le sanzioni contro la Bielorussia. Colpito anche Lukashenko
dal nostro corrispondente Claudio Tito , dal nostro corrispondente Claudio TitoBRUXELLES - E’ ancora scontro tra la Ue e la Bielorussia. Sebbene la tensione si stia lievemente abbassando rispetto alla scorsa settimana. Resta il fatto che oggi l’Ue ha deciso di inasprire le sanzioni contro Minsk. La posizione è stata concordata durante la riunione del Consiglio dei ministri degli Esteri per “poter rispondere alla strumentalizzazione dei migranti dal regime bielorusso a fini politici".
Con le nuove sanzioni l’Unione europea potrà colpire individui ed entità che organizzano o contribuiscono ad attività del regime di Lukashenko che facilitano l'attraversamento illegale delle frontiere esterne dell'Ue. Sotto osservazione a questo punto finiranno 166 persone e 15 entità che collaborano con le attività illegali di Lukashenko. Tra queste, ovviamente, lo stesso presidente bielorusso. E si stanno anche cercando le prove del comportamento doloso di alcune compagnie aeree che hanno trasportato f…
BRUXELLES - E’ ancora scontro tra la Ue e la Bielorussia. Sebbene la tensione si stia lievemente abbassando rispetto alla scorsa settimana. Resta il fatto che oggi l’Ue ha deciso di inasprire le sanzioni contro Minsk. La posizione è stata concordata durante la riunione del Consiglio dei ministri degli Esteri per “poter rispondere alla strumentalizzazione dei migranti dal regime bielorusso a fini politici".
Con le nuove sanzioni l’Unione europea potrà colpire individui ed entità che organizzano o contribuiscono ad attività del regime di Lukashenko che facilitano l'attraversamento illegale delle frontiere esterne dell'Ue. Sotto osservazione a questo punto finiranno 166 persone e 15 entità che collaborano con le attività illegali di Lukashenko. Tra queste, ovviamente, lo stesso presidente bielorusso. E si stanno anche cercando le prove del comportamento doloso di alcune compagnie aeree che hanno trasportato fraudolentemente i migranti in Bielorussia.
"La decisione odierna – ha spiegato l’Alto Rappresentante Borrell - riflette la determinazione dell'Unione europea a resistere alla strumentalizzazione dei migranti a fini politici. Stiamo respingendo questa pratica disumana e illegale. Allo stesso tempo, continuiamo a sottolineare l'inaccettabile repressione in atto da parte del regime contro la propria popolazione e noi risponderemo di conseguenza". Secondo l’Alto rappresentante, però, la situazione al confine tra Bielorussia e Polonia sta migliorando. Perché la l’Ue è riuscita a fermare "quasi" tutti i voli che portavano i migranti dal Medio Oriente in Bielorussia: la situazione "sta tornando sotto controllo".
La replica del dittatore di Minsk non si è fatta attendere. Sebbene sia stata articolata secondo un doppio registro: duro contro le sanzioni, ma più disponibile al dialogo. “Pensano che scherzi, che abbia parlato e basta. Niente del genere – avverte -. Ci difenderemo. Non arretreremo". Nello stesso tempo sottolinea che non punta ad un conflitto al confine e che è pronto a rimandare i migranti nei paesi d’origine se la Polonia aprirà dei corridoi umanitari. “In patria – aggiunge un po' beffardo – o in Germania”.
In sua difesa poi è scesa nuovamente la Russia che considera un errore riversare sulla Bielorussia tutta la responsabilità di questa crisi. Però suggerisce di evitare di bloccare le forniture di Gas verso l’Europa come aveva minacciato Lukashenko la scorsa settimana.