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Cuba, timore disordini alla "marcia per il cambiamento". L'opposizione di Garcia sfida le autorità

(afp)
Il leader del gruppo Archipielago bloccato in casa da provocatori. Le autorità negano l'autorizzazione per i cortei indetti oggi a L'Avana e altre sei province. Arresti preventivi e accrediti revocati ai giornalisti. Il presidente Diaz-Canel si siede tra gli studenti comunisti e denuncia "una campagna contro l'ordine interno"
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L'AVANA - Si temono forti tensioni a Cuba dove, nel giorno in cui il Paese si riapre ai turisti stranieri e gli studenti tornano a scuola, il gruppo di opposizione che si raccoglie attorno all'associazione culturale "Archipielago" ha annunciato di voler tenere a L'Avana e in varie altre città dell'isola la cosiddetta "Marcia civica per il cambiamento".

Alla vigilia all'oppositore cubano Yunior Garcia Aguilera è stato impedito di marciare da solo all'Avana, mentre il presidente Miguel Diaz-Canel ha denunciato la volontà di "sconvolgere l'ordine interno".

Yunior Garcia bloccato in casa

Intorno alle 15.00 locali di ieri (le 21 in Italia), ora prevista per la marcia di Yunior Garcia, diverse decine di persone hanno gridato "Io sono Fidel" di fronte al suo edificio in un cosiddetto atto di "ripudio", come vengono chiamate le manifestazioni contro i dissidenti organizzate dal governo. Lo di…

L'AVANA - Si temono forti tensioni a Cuba dove, nel giorno in cui il Paese si riapre ai turisti stranieri e gli studenti tornano a scuola, il gruppo di opposizione che si raccoglie attorno all'associazione culturale "Archipielago" ha annunciato di voler tenere a L'Avana e in varie altre città dell'isola la cosiddetta "Marcia civica per il cambiamento".

Alla vigilia all'oppositore cubano Yunior Garcia Aguilera è stato impedito di marciare da solo all'Avana, mentre il presidente Miguel Diaz-Canel ha denunciato la volontà di "sconvolgere l'ordine interno".

Yunior Garcia bloccato in casa

Intorno alle 15.00 locali di ieri (le 21 in Italia), ora prevista per la marcia di Yunior Garcia, diverse decine di persone hanno gridato "Io sono Fidel" di fronte al suo edificio in un cosiddetto atto di "ripudio", come vengono chiamate le manifestazioni contro i dissidenti organizzate dal governo. Lo dimostra un video trasmesso su Twitter dalla televisione venezuelana Telesur.

Fin dal mattino il drammaturgo 39enne, che nell'ultimo anno è diventato la punta di diamante di una nuova generazione di dissidenti cubani promossa dall'ascesa dei social network, è rimasto isolato nella sua abitazione nel popolare quartiere di Coronela.

"Oggi mi sono svegliato con la mia casa sotto assedio, l'intero edificio è circondato da agenti statali in abiti civili", ha annunciato in un video su Facebook. Un team dell'agenzia francese Afp ha osservato che la sua strada era bloccata da una forte presenza di agenti in borghese, sulla carreggiata e sui tetti degli edifici.

Mentre uomini esibivano gigantesche bandiere cubane sulla facciata del suo palazzo, il dissidente si è affacciato dalla finestra alla cui inferrita ha legato una rosa bianca, con la quale intendeva sfilare.

Il presidente Diaz-Canel tra gli studenti comunisti

"Cuba vivrà in pace", ha promesso dal canto suo il presidente Miguel Diaz-Canel di fronte a circa 70 studenti comunisti che da venerdì sera hanno organizzato un sit-in al Parque Central, vicino al Campidoglio, a sostegno della governo.

Indossando una sciarpa rossa al collo come gli studenti, si è seduto a gambe incrociate in mezzo a loro, promettendo di "difendere il (ri)socialismo" e di "condannare campagne per sconvolgere l'ordine interno, campagne mediatiche contro Cuba".

Le autorità accusano Yunior Garcia e altri organizzatori della protesta prevista per lunedì - che hanno vietato - di essere agenti addestrati e finanziati da Washington per provocare un cambio di regime.

L'appello di Blinken

Domenica il segretario di Stato americano Antony Blinken ha invitato "il governo cubano a rispettare i diritti dei cubani, consentendo loro di riunirsi pacificamente".

Blinken "deve imparare una volta per tutte che il governo cubano è in debito con il suo popolo e rifiuta l'intromissione degli Stati Uniti per suo conto", ha risposto via Twitter il ministro degli Esteri Bruno Rodriguez.

Gli arresti preventivi

Nel pomeriggio, due uomini che gridavano "Libertà" e "Democrazia" al Parque Central sono stati arrestati dalla polizia, ha osservato un giornalista dell'Afp.

Yunior Garcia aveva programmato di camminare da solo lungo le strade dell'Avana domenica, nonostante la minaccia di essere arrestato, perché temeva le violenze che potrebbero scoppiare lunedì durante la manifestazione indetta dall'opposizione all'Avana e in sei province per chiedere il rilascio dei prigionieri politici.

Il gruppo di dibattito politico su Facebook Archipiélago, da lui creato, con oltre 30mila membri dentro e fuori Cuba, mantiene il suo appello a marciare lunedì. Ma secondo Garcia, da sabato la polizia ha impedito ad almeno sei coordinatori del gruppo di uscire di casa. Il dissidente Guillermo Fariñas è stato arrestato venerdì.

La riapertura ai turisti e l'anniversario

L'evento coinciderà con la riapertura dell'isola al turismo internazionale, il ritorno a scuola degli alunni delle scuole elementari e la celebrazione del 502esimo anniversario dell'Avana. E arriva quattro mesi dopo le storiche proteste dell'11 luglio, al grido di "Siamo affamati" e "Libertà", che aveva provocato un morto, decine di feriti e 1.270 persone arrestate, di cui 658 ancora in stato di detenzione, secondo l'ong Cubalex. Domenica circa 200 persone hanno marciato in segno di solidarietà a Miami dove vive gran parte della comunità cubana in esilio.

Internet a Cuba

La manifestazione, che è diventata il grande argomento di dibattito a Cuba, è stata pianificata quasi esclusivamente via Internet su cellulare, arrivato a Cuba solo alla fine del 2018. Per questo motivo molti temono lunedì un taglio di Internet, come quello avvenuto durante le proteste dell'11 luglio.

Accrediti revocati ai reporter stranieri

Sabato le autorità cubane hanno ritirato gli accrediti di cinque giornalisti dall'agenzia di stampa spagnola Efe a L'Avana, citando "regolamenti sulla stampa estera", senza fornire una ragione precisa, ha detto il caporedattore Atahualpa Amerise ad Afp per poi annunciare su Twitter che un giornalista e il cameraman avevano recuperato gli accrediti dopo "trattative".

A Madrid, le autorità spagnole hanno convocato l'incaricato d'affari dell'ambasciata cubana per "chiedere spiegazioni", secondo fonti diplomatiche. È intervenuta anche l'ambasciata spagnola all'Avana. Reporters sans frontières ha condannato "un fatto gravissimo".