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Filippine, il presidente Duterte si candida al Senato

(afp)
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MANILA - Il presidente delle Filippine, Rodrigo Duterte, si è candidato last minute al Senato, alle elezioni in programma nel 2022, che segneranno la conclusione dell'unico mandato presidenziale che gli consente la Costituzione del Paese. Lo ha fatto pochi minuti prima della scadenza dei termini per la presentazione.

L'annuncio della candidatura lo ha dato Melvin Matibag, segretario generale del partito di governo Pdp-Laban. Duterte aveva rinunciato alla vicepresidenza per lasciare spazio alla figlia Sara, e il mese scorso aveva annunciato il ritiro dalla politica.

Sara Duterte, sindaca della città di Davao City, ha formalizzato ieri la propria candidatura alla vicepresidenza delle Filippine. La figlia …

MANILA - Il presidente delle Filippine, Rodrigo Duterte, si è candidato last minute al Senato, alle elezioni in programma nel 2022, che segneranno la conclusione dell'unico mandato presidenziale che gli consente la Costituzione del Paese. Lo ha fatto pochi minuti prima della scadenza dei termini per la presentazione.

L'annuncio della candidatura lo ha dato Melvin Matibag, segretario generale del partito di governo Pdp-Laban. Duterte aveva rinunciato alla vicepresidenza per lasciare spazio alla figlia Sara, e il mese scorso aveva annunciato il ritiro dalla politica.

Sara Duterte, sindaca della città di Davao City, ha formalizzato ieri la propria candidatura alla vicepresidenza delle Filippine. La figlia del presidente, attualmente in testa nei sondaggi di gradimento, aveva annunciato la scorsa settimana che non si sarebbe ricandidata a sindaco. La sindaca sarà quindi il braccio destro del senatore Bong Go, figura politica vicina al presidente.


Tra i candidati alle presidenziali, oltre alla vicepresidente Leni Robredo, nota come una tra le più strenue oppositrici politiche di Rodrigo Duterte, il figlio dell'ex dittatore Marcos, Ferdinand "Bongbong" Marcos Jr, la star filippina della boxe Manny Pacquiao, e il sindaco di Manila Isko Moreno.

Le divisioni interne al partito Pdp-Laban, incapace di coalizzarsi attorno ad una singola candidatura, e l'impossibilità del presidente Duterte di candidarsi ad un nuovo mandato, avevano contribuito a complicare lo scenario politico filippino all'inizio del mese di settembre.

All'interno della maggioranza di governo conservatrice, il ritiro di Duterte dalla politica ha allargato lo spazio a disposizione di Panfilo Lacson, presidente della commissione Difesa e sicurezza del Senato filippino ed ex capo della Polizia nazionale di quel Paese, che ha già tentato senza successo la candidatura alla presidenza nel 2004.

La candidatura di Lacson è stata seguita da quella del celebre pugile filippino Manny Pacquiao, che ha deciso di appendere i guantoni al chiodo e tentare la scalata politica. Vincitore di 12 titoli mondiali, Pacquiao ha intrapreso la propria carriera politica come deputato della Camera dei rappresentanti nel 2007, dopo aver intrapreso studi di governance e diritto presso l'Accademia di sviluppo delle Filippine.