Germania, contro l'impennata dei contagi si torna verso lo smart working obbligatorio
dalla nostra corrispondente Tonia Mastrobuoni , dalla nostra corrispondente Tonia MastrobuoniBERLINO - Dopo lunghi silenzi e tentennamenti, alla luce di numeri devastanti - per la prima volta è stata superata l'incidenza di 300 contagi ogni centomila abitanti - la Germania comincia a dare segnali di risveglio. Alla vigilia di una riunione importante governo-land, dopo giorni di contagi al di sopra della soglia dei 50mila casi, i tre partiti che stanno negoziando per un esecutivo "semaforo" guidato da Olaf Scholz potrebbero essere in procinto di varare un piano anti-pandemia che sarà duro soprattutto con i non vaccinati. E un'altra legge, che dovrebbe essere approvata a parte, introdurrà l'obbligo vaccinale in alcuni posti di lavoro: "Ne avremo bisogno per determinate istituzioni, nelle case di cura o nei nidi, ad esempio", ha spiegato la capogruppo dei Verdi, Katrin Goering-Eckardtg.
BERLINO - Dopo lunghi silenzi e tentennamenti, alla luce di numeri devastanti - per la prima volta è stata superata l'incidenza di 300 contagi ogni centomila abitanti - la Germania comincia a dare segnali di risveglio. Alla vigilia di una riunione importante governo-land, dopo giorni di contagi al di sopra della soglia dei 50mila casi, i tre partiti che stanno negoziando per un esecutivo "semaforo" guidato da Olaf Scholz potrebbero essere in procinto di varare un piano anti-pandemia che sarà duro soprattutto con i non vaccinati. E un'altra legge, che dovrebbe essere approvata a parte, introdurrà l'obbligo vaccinale in alcuni posti di lavoro: "Ne avremo bisogno per determinate istituzioni, nelle case di cura o nei nidi, ad esempio", ha spiegato la capogruppo dei Verdi, Katrin Goering-Eckardtg.
Spd, Verdi e Liberali puntano a una regola "3G" per i treni e i trasporti pubblici ma anche per gli uffici (accesso a vaccinati, guariti o con tampone negativo). Tanto che il ministro del Lavoro del governo uscente, Hubertus Heil (Spd) ha già pronta una legge che dovrebbe essere approvata in settimana e che è stata anticipata da alcuni media. Dovrebbe introdurre il green pass al lavoro ma imporre anche, nuovamente, lo smart working. Nel caso si tornerebbe alla regola che impone di accettare il lavoro da casa se non ci sono motivi fondati per tornare in ufficio. L'obbligo dell'home office era stato cancellato il primo luglio scorso. E il DGB, l'associazione che raccoglie i sindacati maggiori, ha già commentato positivamente la notizia: "E' giusto che il datore di lavoro sia obbligato ad offrire l'home office ovunque sia possibile".
Secondo la legge che stanno approntando invece i partiti "semaforo", oltre che per andare al lavoro, bisognerà esibire un certificato vaccinale o di guarigione dal virus o un tampone negativo anche per prendere un bus o un treno. La Deutsche Bahn, l'azienda di trasporto ferroviario tedesca, si è già detta d'accordo.
Inoltre, sempre nei piani della coalizione "semaforo", i governatori potranno anche optare nei loro land per il "2G", limitando l'accesso ai luoghi pubblici e ai ristoranti o ai negozi soltanto a chi è vaccinato o guarito dal virus. In Sassonia, il land con il più basso tasso di vaccinati in Germania - è al di sotto del 60% - il "2G" ha già avuto successo. Migliaia di cittadini si sono precipitati nei bus mobili o dal medico per farsi inoculare il vaccino. E il presidente della Repubblica, Frank-Walter Steinmeier ha rivolto un accorato appello ai tedeschi, stamane: "Voglio rivolgermi direttamente a chi esita ancora a farsi vaccinare: cosa deve accadere, ancora, perché vi convinciate a farlo? Vi prego, ancora una volta: fatevi vaccinare".
I tre partiti "semaforo" vorrebbero però cancellare del tutto le ipotesi di lockdown generalizzati e nuove chiusure di negozi o ristoranti. Secondo indiscrezioni, le leggi anti-Covid saranno estese oltre il 29 marzo (finora Spd, Verdi e Liberali avevano intenzione di dichiarare per quella data la fine dell'emergenza) e ai governatori dei land sarà unicamente lasciata la possibilità di cancellare eventi o chiudere parchi o altri luoghi per il tempo libero. La capogruppo dei Verdi Goering-Eckardt, ha puntualizzato che "non c'è bisogno di chiudere i negozi, lo dicono anche i virologi". la stessa cosa dovrebbe valere per i ristoranti, ha aggiunto. Mentre il discorso potrebbe essere più complicato per i bar, dov'è più complicato rispettare le attuali regole di distanziamento.
Per farsi un'idea di quanto la quarta ondata si stia caratterizzando come una "pandemia dei non vaccinati" come l'ha definita il ministro della Salute, Jens Spahn, è sufficiente dare un'occhiata alle incidenze (numero di infetti ogni centomila abitanti negli ultimi sette giorni) che si registrano nei vari land. In Baviera è a quota 97 per i vaccinati e dieci volte tanto, 953, per i non immunizzati. In Baden-Wuerttenberg è 43 contro 829, ad Amburgo 20 contro 450, in Sassonia 72 contro ben 1300. Numeri spaventosi, che somigliano a quelli delle terapie intensive, dove la stragrande maggioranza di chi finisce in terapia intensiva ha rifiutato il vaccino. Tra i pazienti gravi ultra sessantenni, per fare un esempio, il 64% non è immunizzato. In generale per Bild "è chiaro che sono soprattutto i non vaccinati a contribuire alla diffusione del virus". In Germania il 67,5% della popolazione è vaccinata.
Un altro dato interessante e che somiglia a quello di altri paesi europei riguarda le fasce di età più colpite. L'incidenza in Germania tra i 10 e i 14enni è schizzata a quota 411, un terzo in più rispetto alla media nazionale. E fino ai 49 anni l'incidenza tende a essere più alta del 303 registrato mediamente. Soltanto tra gli ultra sessantenni l'incidenza comincia a cadere sotto a quella soglia.