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Kyle Rittenhouse (reuters)

Razzismo negli Usa, finisce il processo al ragazzino "killer per proteggere i bianchi". A Kenosha schierata la Guardia nazionale

Kyle Rittenhouse un anno fa uccise due manifestanti durante le proteste per il ferimento di un afroamericano da parte della polizia
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NEW YORK - A Kenosha, Wisconsin, la Guardia nazionale è già schierata. Oggi si terranno le battute finali del processo a Kyle Rittenhouse. Il ragazzino che un anno fa, ancora minorenne (ma ora ha compiuto 18 anni) nell’America che bruciava dopo l’ennesimo ferimento di un afroamericano per mano della polizia (Jacob Blake colpito da un poliziotto bianco con sette colpi alla schiena davanti ai suoi bambini, mentre dopo una lite se ne risaliva sulla sua auto e da allora è paralizzato dalla cintola in giù) armato di un fucile semi automatico AR-15 uccise due manifestanti, ferendone un terzo. Era accorso dall’Illinois al vicino Wisconsin rispondendo a un appello online di miliziani bianchi dove si invitava ad accorrere per “proteggere le proprietà”. E lui, fanatico di Blue Lives Matter – ovvero un sostenitore delle forze dell’ordine – aveva risposto, presentandosi armato.

Un processo difficile, quello a Ritt…

NEW YORK - A Kenosha, Wisconsin, la Guardia nazionale è già schierata. Oggi si terranno le battute finali del processo a Kyle Rittenhouse. Il ragazzino che un anno fa, ancora minorenne (ma ora ha compiuto 18 anni) nell’America che bruciava dopo l’ennesimo ferimento di un afroamericano per mano della polizia (Jacob Blake colpito da un poliziotto bianco con sette colpi alla schiena davanti ai suoi bambini, mentre dopo una lite se ne risaliva sulla sua auto e da allora è paralizzato dalla cintola in giù) armato di un fucile semi automatico AR-15 uccise due manifestanti, ferendone un terzo. Era accorso dall’Illinois al vicino Wisconsin rispondendo a un appello online di miliziani bianchi dove si invitava ad accorrere per “proteggere le proprietà”. E lui, fanatico di Blue Lives Matter – ovvero un sostenitore delle forze dell’ordine – aveva risposto, presentandosi armato.

Un processo difficile, quello a Rittenhouse: destinato a inasprire il solco dell’America più divisa che mai.  In tribunale il ragazzo si è infatti dichiarato più volte innocente: sostenendo di aver sparato contro manifestanti violenti solo per difendersi. E mostrando tutta la fragilità della sua giovane età piangendo più volte in aula. Ma non per chi ha ucciso - Joseph Rosenbaum, 36 anni e Anthony Huber di 26 anni entrambi in piazza quel giorno, mentre Gaige Grosskreutz, 27 anni, che gli aveva puntato una pistola contro, a quanto pare “per fermarlo”, venne solamente ferito – quanto per se stesso, dipingendosi come un piccolo patriota incompreso.

Se riconosciuto colpevole rischia l’ergastolo. Ma potrebbe anche sfangarla ed essere riconosciuto colpevole solo di reati minori. Il giudice del caso, infatti, Bruce Schroeder, ha avuto più volte in aula un comportamento che i media americani non esitano a definire “controverso”. Affermando perfino che le due persone uccise da Rittenhouse non possono essere definite “vittime” giacché partecipavano a proteste violente. Non basta: le complicate regole locali in materia di minori – secondo cui in estrema sintesi un maggiorenne non può maneggiare una pistola ma può usare per la caccia un fucile semi automatico – gli hanno fatto dire ai giurati: “le regole sono così complicate da confondere pure me che mi occupo di legge da una vita. Figuriamoci un ragazzo”. Nelle stesse ore, ad aggravare la tensione, la mamma di Kyle ha parlato ai microfoni di Fox News sostenendo che il figlio “ripeterebbe certamente quegli atti, perché è sempre pronto ad aiutare le persone in difficoltà”. Non esattamente la migliore delle difese. 

Oggi sono attese le conclusioni degli avvocati, arringhe che dureranno complessivamente cinque ore. I giurati si riuniranno subito dopo. Entro la fine della settimana arriverò un verdetto che comunque vada, scontenterà qualcuno. L’estrema destra bianca che tifa per Kyle considerandolo una sorta di piccolo giustiziere. O la sinistra che lo considera alla stregua di un serial killer. Per non sbagliare, il governatore democratico Tony Evers, ha allertato la Guardia Nazionale, così da essere pronta ad aiutare gli agenti sul campo per “garantire la sicurezza pubblica” nel caso in cui ce ne fosse bisogno. Ma per non rendere l’atmosfera ancora più pesante, nelle prossime ore stazioneranno discreti fuori dalla città.