Usa-Cina, il confronto online tra Biden e Xi. "Competizione, non conflitto"
dal nostro inviato Paolo Mastrolilli , dal nostro inviato Paolo MastrolilliWASHINGTON - A giudicare dai convenevoli pubblici che i presidenti Joe Biden e Xi Jinping si sono scambiati, prima di discutere per ore la sostanza degli attriti fra Usa e Cina, uno penserebbe che Washingon e Pechino non siano mai andate così d'accordo. E forse in fondo il vero scopo del vertice virtuale di ieri sera era proprio questo: riaprire il dialogo, per evitare che le incomprensioni sfocino in un conflitto, magari per errore. Il resto però è ancora tutto sul tavolo, e servirà un certosino lavoro di pazienza, per fare in modo che "l'intensa competizione tra i nostri Paesi non viri verso il conflitto, volontario o non. Solo semplice e diretta competizione", come si è augurato il capo della Casa Bianca.
Il faccia a faccia virtuale tra i leader delle due potenze che si sfidano per la primazia globale è cominciato poco prima delle otto di ieri sera a Washington, la mattina di oggi a Pechino. Biden indossava una crav…
WASHINGTON - A giudicare dai convenevoli pubblici che i presidenti Joe Biden e Xi Jinping si sono scambiati, prima di discutere per ore la sostanza degli attriti fra Usa e Cina, uno penserebbe che Washingon e Pechino non siano mai andate così d'accordo. E forse in fondo il vero scopo del vertice virtuale di ieri sera era proprio questo: riaprire il dialogo, per evitare che le incomprensioni sfocino in un conflitto, magari per errore. Il resto però è ancora tutto sul tavolo, e servirà un certosino lavoro di pazienza, per fare in modo che "l'intensa competizione tra i nostri Paesi non viri verso il conflitto, volontario o non. Solo semplice e diretta competizione", come si è augurato il capo della Casa Bianca.
Il faccia a faccia virtuale tra i leader delle due potenze che si sfidano per la primazia globale è cominciato poco prima delle otto di ieri sera a Washington, la mattina di oggi a Pechino. Biden indossava una cravatta rossa, che secondo gli osservatori è il colore preferito dei cinesi, e Xi una blu, che invece è il vessillo dei democratici americani.
Il rapporto fra i leader
Il primo a parlare è stato Joe, perché lui aveva chiesto il colloquio, e quindi era come se fosse l'ospite: "Forse dovrei cominciare in maniera formale, ma tu ed io non siamo mai stati formali tra di noi". Il presidente ha ricordato tutte le volte in cui si era visto con Xi quando erano entrambi vice, e ha sottolineato che "come leader di Cina e Usa mi sembra che sia nostra responsabilità evitare che la competizione diventi conflitto". Quindi ha chiarito che lo scopo del vertice era "stabilire dei parapetti di buon senso, essere chiari ed onesti dove siamo in disaccordo, e lavorare insieme dove i nostri interessi si intersecano, specialmente su questioni globali vitali come i cambiamenti climatici". E questo "non è un favore fatto ad uno dei nostri Paesi, ma solo leadership mondiale responsabile". Biden ha posto subito dei paletti: "Perciò io credo che tutti i Paesi debbano giocare secondo le stesse regole della strada. Gli Usa difenderanno sempre i nostri interessi e valori, e quelli dei nostri alleati e partner". Quindi è sceso nei dettagli dei temi caldi: "Se il passato è un prologo, sono sicuro che oggi discuteremo le aree dove abbiamo preoccupazioni, dai diritti umani all'economia, ad assicurare una regione Indo-pacifica libera ed aperta".
Poco prima un suo stretto collaboratore aveva anticipato che lo scopo del faccia a faccia virtuale non era produrre risultati concreti immediati, ma stabilire le regole condivise del dialogo. Però aveva aggiunto che questioni come il programma nucleare di Pechino, la politica aggressiva nel Mar Cinese Meridionale, e le violazioni dei diritti umani da Hong Kong e Tibet allo Xinjiang sarebbero state sul tavolo. Su Taiwan, Biden ha confermato l'impegno a rispettare la "one China" policy, a patto però che non ci siano "sforzi unilaterali di cambiare lo status quo", ossia un'invasione o altre violenze e pressioni. Quindi ha sottolineato che "è molto importante parlarci in maniera onesta e candida, per non andare mai via chiedendoci cosa l'altro stia davvero pensando".
Xi ha condiviso l'impostazione, salutando quasi con affetto Joe: "Sono molto felice di vedere il mio vecchio amico". Poi ha detto che "noi dovremmo governare bene i nostri affari domestici, ma allo stesso tempo accollarci la nostra parte di responsabilità internazionale, e lavorare insieme per far avanzare la nobile causa della pace mondiale e lo sviluppo". Anche lui però ha avvertito che per raggiungere questi obiettivi "Cina e Stati Uniti devono rispettarsi a vicenda, coesistere in pace, e perseguire la cooperazione in cui tutti vincono". Forse dopo la vittoria di Biden si sarebbe aspettato una svolta più netta rispetto all'epoca di Trump, ed è rimasto deluso. Però avrà capito che le dinamiche della politica interna condizionano il suo "vecchio amico", e quindi deve avere pazienza e disponibilità, prima di vedere risultati concreti. A meno che non cerchi lo scontro.
La versione della Cina
I media della Repubblica popolare hanno celebrato il vertice virtuale come un successo in sé, perché non era stato richiesto da Xi e nessuna concessione è stata fatta per averlo. Gli americani però hanno sottolineato che la parte privata della conversazione è stata assai più lunga e complessa, perché Biden non è stato timido nel lamentare i punti di attrito. Fra essi, la questione di Taiwan e quella dei diritti umani: Se le forze per "l'indipendenza di Taiwan" provocheranno o supereranno la linea rossa Pechino dovrà agire in modo deciso, ha sottolineato Xi. E sui diritti ha sottolineato che la Cina vuole condurre un dialogo sulla base del mutuo rispetto, ma si oppone all'uso dell'argomento per interferire negli affari interni di altri Paesi. l dialogo è appena ripreso, e solo il tempo dirà se può portare davvero ad una sana competizione che esorcizzi il rischio di un conflitto.