Libia, corsa alle candidature. Si presentano anche l'ex vice presidente Maitig e lo speaker del Parlamento di Tobruk Agila Salah
di Vincenzo Nigro , di Vincenzo NigroDOPO le candidature del figlio di Gheddafi, Saif al Islam, e del generale Khalifa Haftar, in Libia è corsa alle candidature in vista delle elezioni presidenziali del 24 dicembre. Questa mattina l’ex vicepresidente Ahmed Maitig, un uomo d’affari di Misurata molto rispettato in Europa e in Italia, ha ritirato la sua “tessera elettorale” e immediatamente dopo ha presentato la sua candidatura alle presidenziali.
Un altro nome importante è quello di Agila Salah, l’ex magistrato che dal 2014 è presidente della Camera dei deputati di Tobruk, la città dell’est dove il Parlamento si è ritirato dopo la guerra civile a Tripoli del 2015. Ancora: ha presentato la sua candidatura l'ex premier Alì Zidan, un uomo molto rispettato che fu primo ministro della Libia dal 14 novembre 2012 all'11 marzo 2014. Zidan era ambasciatore di Gheddafi in India, ma dopo aver abbandonato il suo incarico divenne un oppositore del co…
DOPO le candidature del figlio di Gheddafi, Saif al Islam, e del generale Khalifa Haftar, in Libia è corsa alle candidature in vista delle elezioni presidenziali del 24 dicembre. Questa mattina l’ex vicepresidente Ahmed Maitig, un uomo d’affari di Misurata molto rispettato in Europa e in Italia, ha ritirato la sua “tessera elettorale” e immediatamente dopo ha presentato la sua candidatura alle presidenziali.
Un altro nome importante è quello di Agila Salah, l’ex magistrato che dal 2014 è presidente della Camera dei deputati di Tobruk, la città dell’est dove il Parlamento si è ritirato dopo la guerra civile a Tripoli del 2015. Ancora: ha presentato la sua candidatura l'ex premier Alì Zidan, un uomo molto rispettato che fu primo ministro della Libia dal 14 novembre 2012 all'11 marzo 2014. Zidan era ambasciatore di Gheddafi in India, ma dopo aver abbandonato il suo incarico divenne un oppositore del colonnello. ZIdan era premier quando il 10 ottobre 2013 subì un tentativo di sequestro da parte di una milizia che lo prelevò all'Hotel Corinthia di Tripoli con un presunto "mandato di arresto", rubandogli effetti personali e documenti confidenziali.
Altra candidatura arrivata nelle ultime ore è quella dell'ex ambasciatore di Libia negli Emirati Arabi Uniti, Aref Alì Nayed, un personaggio di rilievo sulla scena poltica. Esponente della tribù dei Warfalla, originario Bengasi, Aref Alì Nayed è molto popolare in Cirenaica, considerato vicino al generale Khalifa Haftar, ma con forti contatti in Tripolitania grazie ai legami tribali. Vicino all'Islam sunnita sufi, è stato docente di logica e spiritualità islamica nella grande Madrassa di Uthman Pasha, nel centro di Tripoli. Allo scoppio della rivoluzione, nel 2011, Aref Alì Nayed si schierò con la rivoluzione arrivando a ricoprire posizioni di rilievo nella gerarchia del Consiglio nazionale di transizione.
Ma torniamo al nome di Agila Salah: il suo consigliere per la stampa, Fathi Al Marimi, ha detto che il presidente ha presentato la candidatura alla sede della Commissione elettorale nazionale di Bengasi. La mossa di Salah è molto delicata: negli ultimi anni in Cirenaica il potere del generale Khalifa Haftar si è molto rafforzato, sino a limitare gli spazi politici per altri protagonisti. Uno di questi è proprio Agila Salah, l’anziano ex giurista (77 anni) che nel tempo ha provato a ricavarsi uno spazio autonomo dal controllo di Haftar. Non è chiaro come reagirà il generale all’annuncio della candidatura di Salah, e non è neppure chiaro se vi sia un’intesa fra i due uomini. Molti si aspettano che Haftar possa vedersi rifiutata la candidatura per il fatto di essere sotto inchiesta alla corte internazionale dell’Aja per crimini di guerra. Ma sicuramente il generale non gradirebbe il fatto che ad andare avanti fosse Agila Salah, che di fatto è diventato un suo avversario politico.
Dal campo di Haftar in queste ore arrivano altri segnali contrastanti rispetto a candidati di area "gheddafiana" che potrebbero togliere voti al generale. Il capo della sicurezza di Sebha, Muhammad Bishr, ha dichiarato che Haftar avrebbe fatto spiccare un mandato di cattura contro di lui. Proprio a Sebha, Saif al Islam Gheddafi aveva presentato la sua candidatura, e il generale Bishr era presente al momento in cui il figlo del colonnello firmava i documenti, L'ufficiale nega di aver presenziato per garantire la sicurezza di Gheddafi, ma solo perchè garantiva la sicurezza dell'ufficio della Commissione elettorale.
Il militare libico ha spiegato che Saif al Islam - arrestato dopo rivoluzione, detenuto a Zintan e liberato a seguito di un'amnistia emanata dal Parlamento di Tobruk - si e' recato al seggio elettorale di Sebha "in qualità di cittadino libico per presentare la documentazione per la candidatura alle elezioni". La mossa di Haftar contro l'ufficiale sarebbe un segnale di insofferenza quindi contro la candidatura di Saif. Ma allo stesso tempo altre fonti dicono che Saif si sarebbe spostato in aereo verso Sebha proprio con uno degli aerei che di solito vengono adoperati dal clan Haftar. Addirittura sarebbe lo stesso aereo che il figlio di Haftar, Saddam, ha utilizzato nel volo da Dubai a Bengasi che la settimana scorsa ha fatto tappa per 90 minuti in Israele.