Germania nella morsa del virus: quarta ondata violentissima. E in Austria torna il lockdown per tutti
dalla nostra corrispondente Tonia Mastrobuoni , dalla nostra corrispondente Tonia MastrobuoniBERLINO - Nella vacatio tra un governo e l’altro, la Germania ha perso la scommessa di spezzare in tempo la quarta ondata del coronavirus. I contagi corrono a un ritmo spaventoso, mai visto dall’inizio della pandemia: hanno raggiunto un picco di 65mila nuovi infetti. E l’incidenza si sta muovendo rapidamente verso i 400 casi ogni centomila abitanti negli ultimi sette giorni. Oltre ai ritardi colpevoli della politica, del governo Merkel uscente e dei partiti che stanno negoziando per formare quello entrante, Spd, Verdi e Liberali, bisogna guardare anche ai dati delle vaccinazioni per individuare alcuni dei principali responsabili di questa disfatta inquietante, per un Paese che ama considerarsi efficiente. I non vaccinati sono quasi un terzo del Paese. E otto su dieci non hanno alcuna intenzione di farsi convertire al vaccino, secondo alcuni sondaggi.
La Cortina di ferro del virus
In Germania e in Europa la pandemia ha resuscitato anche la vecchia Cortin…
BERLINO - Nella vacatio tra un governo e l’altro, la Germania ha perso la scommessa di spezzare in tempo la quarta ondata del coronavirus. I contagi corrono a un ritmo spaventoso, mai visto dall’inizio della pandemia: hanno raggiunto un picco di 65mila nuovi infetti. E l’incidenza si sta muovendo rapidamente verso i 400 casi ogni centomila abitanti negli ultimi sette giorni. Oltre ai ritardi colpevoli della politica, del governo Merkel uscente e dei partiti che stanno negoziando per formare quello entrante, Spd, Verdi e Liberali, bisogna guardare anche ai dati delle vaccinazioni per individuare alcuni dei principali responsabili di questa disfatta inquietante, per un Paese che ama considerarsi efficiente. I non vaccinati sono quasi un terzo del Paese. E otto su dieci non hanno alcuna intenzione di farsi convertire al vaccino, secondo alcuni sondaggi.
La Cortina di ferro del virus
In Germania e in Europa la pandemia ha resuscitato anche la vecchia Cortina di ferro. Nei land dell’Est la situazione è particolarmente grave: in Sassonia gli immunizzati non raggiungono neanche il 60% del totale. Di conseguenza le terapie intensive in queste regioni si sono rapidamente riempite di pazienti gravi. In tutta la Germania il numero dei malati finiti intubati è salito di un quarto rispetto a una settimana fa, a quota 3.376. E le ragioni per la situazione particolarmente grave nella vecchia Germania comunista sono molteplici: d’un lato influisce la storica diffidenza verso lo Stato - un po’ come in tutti i Paesi del vecchio blocco sovietico. Ma in questi land è enorme anche l’influenza di partiti no vax come l’ultra destra Afd, che qui è votato da un quarto o un quinto degli elettori. Ad aggravare il quadro si aggiunge però un dato pratico, che spiega anche l’impennata di casi in una regione che comunista non è mai stata come la Baviera. Tutto il confine a Est della Germania è in profondo rosso anche per i transfrontalieri che arrivano ogni giorno dalla Repubblica Ceca o dalla Polonia per lavorare in Baviera, Sassonia o in Brandeburgo e portano il virus da aree fortemente infette.
Austria infelix
L’Austria è precipitata in profondo rosso: bussa alla soglia dell’incidenza mille (988,7). I contagi sono schizzati a 15mila ogni ventiquattr’ore. E Vienna ha deciso di reintrodurre da lunedì il lockdown generalizzato in Alta Austria e Salisburgo, aree particolarmente colpite dal virus che stavano minacciando già un lockdown di qualche settimana, se il governo Schallenberg non fosse corso ai ripari.
Il punto è che il Paese che per primo ha avuto il coraggio di applicare un “lockdown per i non vaccinati” - proprio per evitare lockdown per tutti e salvare la stagione sciistica - e che ha già introdotto da due settimane il 2G in tutti i luoghi pubblici (la regola che consente di accedere a ristoranti o palestre o teatri soltanto se vaccinati o guariti), si è mosso in realtà con estrema lentezza. Ha lasciato correre per settimane, mentre i contagi galoppavano.