Il domestico del ministro della Difesa israeliano è stato arrestato con l'accusa di spionaggio per l'Iran
di Sharon Nizza , di Sharon NizzaGERUSALEMME - La scrupolosità attribuita ai servizi di intelligence israeliani sembra non varchi la soglia del domicilio di una delle più alte cariche dello Stato: in una rivelazione definita dalla stampa locale "scioccante", ieri è stato reso noto che nel villino del ministro della Difesa e già capo di Stato maggiore Benny Gantz, si aggirava fino a poco fa un domestico-spia. Omri Goren, cittadino israeliano 37enne di Lod, da circa due anni era impiegato, insieme alla sua compagna, come addetto alle pulizie della casa privata di Rosh HaAyin del ministro e leader del partito "Blu Bianco".
Il 4 novembre è stato arrestato in un'operazione congiunta della polizia e dello Shin Bet, i servizi interni responsabili tra l'altro dei nulla osta di sicurezza e della protezione delle figure istituzionali: l'accusa è di spionaggio a favore degli hacker di Black Shadow, identificati con l'Iran. Un gruppo che da oltre…
GERUSALEMME - La scrupolosità attribuita ai servizi di intelligence israeliani sembra non varchi la soglia del domicilio di una delle più alte cariche dello Stato: in una rivelazione definita dalla stampa locale "scioccante", ieri è stato reso noto che nel villino del ministro della Difesa e già capo di Stato maggiore Benny Gantz, si aggirava fino a poco fa un domestico-spia. Omri Goren, cittadino israeliano 37enne di Lod, da circa due anni era impiegato, insieme alla sua compagna, come addetto alle pulizie della casa privata di Rosh HaAyin del ministro e leader del partito "Blu Bianco".
Il 4 novembre è stato arrestato in un'operazione congiunta della polizia e dello Shin Bet, i servizi interni responsabili tra l'altro dei nulla osta di sicurezza e della protezione delle figure istituzionali: l'accusa è di spionaggio a favore degli hacker di Black Shadow, identificati con l'Iran. Un gruppo che da oltre un mese sta dando filo da torcere alla cyber-nation con una raffica di attacchi informatici a siti web civili da cui sono state prelevate informazioni private di centinaia di migliaia di israeliani.
A ottobre gli hacker hanno fatto tremare la comunità Lgbt locale con un massiccio trafugamento di dati sensibili dal popolare sito di incontri Atraf. Un assalto che ha avuto grande richiamo mediatico, tanto da portare Goren a congegnare il piano per trarre vantaggio dalla sua posizione privilegiata nella cerchia del ministro. Così, secondo l'atto di accusa presentato oggi, a ottobre, sotto falsa identità, è riuscito a prendere contatto tramite Telegram con gli hacker di Black Shadow, offrendo di spiare - a pagamento - una delle figure più classificate dell'establishment israeliano e proponendo persino di installare un malaware sul computer del ministro.
Ghiottissima proposta che però, si legge nell'atto della procura, ha incontrato la titubanza degli hacker cosicché Goren, per dare dimostrazione delle proprie capacità, "il 2 novembre, ha fotografato dalla casa del ministro e inviato al contatto una serie di oggetti", tra cui: un computer, un tablet, una cassaforte, foto della famiglia Gantz, alcuni souvenir dai tempi dell'esercito e una bolletta dell'Ici dell'abitazione. Tre settimane fa, un altro gruppo di hacker collegato con Teheran, noto come "Moses Staff", ha pubblicato alcune (vecchie) foto di Gantz, minacciando di "essere sulle sue tracce". Ancora non è chiaro se ci sia una connessione con le foto mandate da Goren, ma le tempistiche coincidono.
Lo Shin Bet si sarebbe imbattuto nella corrispondenza del domestico con gli hacker su Telegram nell'ambito dell'indagine avviata il mese scorso dopo il mega furto di dati e non come conseguenza di un'operazione avviata ad hoc. Anche perché - e questo è l'elemento più inquietante della vicenda - Goren non era considerato un soggetto sospetto, nonostante un corposo passato criminale: cinque condanne tra il 2002 e il 2013 per reati penali, tra cui rapina e furto con scasso, con tanto di quattro pene detentive alle spalle, una di quattro anni.
I Gantz avevano assunto Goren e compagna, su raccomandazione di amici, quando l'ex numero uno dell'esercito era un privato cittadino, nel periodo a cavallo tra la fine della carriera militare e l'inizio di quella politica, avvenuta con la discesa in campo del gennaio 2019. Seguirono poi tre tornate elettorali e il Covid, e solo nel maggio 2020 vennero definiti i ruoli del governo precedente, in cui Gantz copriva l'incarico di ministro della Difesa nonché premier alternato.
Incarichi che richiedevano senza ombra di dubbio la classificazione di tutto l'entourage, mentre per Goren non risulta effettuato il procedimento di nulla osta. Lo Shin Bet ha affermato che avvierà una revisione interna sui controlli eseguiti per scegliere i lavoratori nelle case dei ministri, per "limitare la possibilità che casi come questo si ripetano in futuro". Resta una lacuna inconcepibile che ora solleva seri interrogativi sul processo di selezione dei dipendenti in posizioni sensibili.