Usa, torna l'incubo razzismo: assolto il ragazzino-killer di Kenosha. Trump si congratula, Biden invita alla calma
dal nostro corrispondente Paolo Mastrolilli , dal nostro corrispondente Paolo MastrolilliNEW YORK - Dunque un ragazzino di 17 anni che imbraccia un fucile da guerra, va in una città dove non abita a fare il vigilantes, spara in strada, ammazza due persone e ne ferisce una terza, non merita neppure una tirata di orecchie, per non parlare poi di una condanna per omicidio. Perché lo ha fatto per difendersi, anche se non aveva nulla di personale da difendere, e non avrebbe avuto alcun motivo per trovarsi dove stava. Magari in punto di diritto ha ragione la giuria di Kenosha, perché assolvendo ieri Kyle Rittenhouse ha interpretato la legge alla lettera. Questo però non fa altro che dimostrare i limiti delle leggi e della cultura, che regolano la vita in parecchi angoli degli Stati Uniti.
Il 23 agosto del 2020 Jacob Blake, un nero di 29 anni, era stato colpito 7 volte dai proiettili sparati dal poliziotto bianco Rusten Sheskey a Kenosha, in Wisconsin. L'agente era stato chiamato per una disputa famigliare e aveva temuto di essere so…
NEW YORK - Dunque un ragazzino di 17 anni che imbraccia un fucile da guerra, va in una città dove non abita a fare il vigilantes, spara in strada, ammazza due persone e ne ferisce una terza, non merita neppure una tirata di orecchie, per non parlare poi di una condanna per omicidio. Perché lo ha fatto per difendersi, anche se non aveva nulla di personale da difendere, e non avrebbe avuto alcun motivo per trovarsi dove stava. Magari in punto di diritto ha ragione la giuria di Kenosha, perché assolvendo ieri Kyle Rittenhouse ha interpretato la legge alla lettera. Questo però non fa altro che dimostrare i limiti delle leggi e della cultura, che regolano la vita in parecchi angoli degli Stati Uniti.
Il 23 agosto del 2020 Jacob Blake, un nero di 29 anni, era stato colpito 7 volte dai proiettili sparati dal poliziotto bianco Rusten Sheskey a Kenosha, in Wisconsin. L'agente era stato chiamato per una disputa famigliare e aveva temuto di essere sotto attacco. Blake non era morto, ma era rimasto paralizzato.
Quelli erano i giorni dell'estate infuocata dalle proteste per l'omicidio di George Floyd, soffocato da un poliziotto nella vicina Minneapolis. Subito quindi la gente era andata in strada per manifestare contro le violenze delle forze dell'ordine. Non tutti però avevano intenzioni pacifiche. Kenosha era finita in stato d'assedio, con negozi e proprietà assaltate. Allora Kyle Rittenhouse, diciassettenne bianco che viveva ad Antioch, cittadina dell'Illinois ad una trentina di chilometri dal Wisconsin, aveva deciso di pensarci lui. Si era messo un fucile semiautomatico Smith & Wesson M&P 15 a tracolla, e il 25 agosto era andato a Kenosha. Il resto è documentato dai video ripresi in quella drammatica notte. Prima si vede Kyle che corre sopra un marciapiede verso una persona, e nascosto dalle auto spara. Poi Kyle scappa e parecchia gente lo insegue. Cade a terra e spara ancora. Joseph Rosenbaum di 36 anni e Anthony Huber di 26 muoiono, mentre Gaige Grosskreutz ( 27) resta ferito.
Le vittime sono tutte bianche, ma la tragedia si carica subito di risvolti politici. Joe Biden avanza il sospetto che Rittenhouse fosse un simpatizzante dei suprematisti, mentre Donald Trump lo difende dicendo che era stato aggredito.
Un anno dopo, il processo ha girato tutto intorno a questo punto, la legittima difesa. L'accusa di aver imbracciato illegalmente il fucile è caduta per una ragione ridicola. In Wisconsin i minorenni non possono portare armi, ma solo se sono di una certa misura: quello di Kyle era più lungo e quindi non violava la legge. Gli altri 5 capi di accusa, per omicidio e per aver messo a rischio la sicurezza di altre persone, sono caduti per la legittima difesa. In Wisconsin per riconoscerla basta che l'imputato dica di essersi sentito in pericolo: Kyle lo ha fatto e ciò è bastato a salvarlo. Anche perché due delle sue vittime sono morte e quindi non potevano parlare, mentre il ferito si è squalificato ammettendo che aveva una pistola e l'aveva puntata accidentalmente contro Rittenhouse.
"Congratulazioni a Kyle Rittenhouse per essere stato dichiarato innocente per tutte le accuse: è stato dichiarato non colpevole e se questa non è difesa personale, niente lo è", ha commentato l'ex presidente Donald Trump. Il governatore del Wisconsin Tony Evers, che ha schierato la Guardia Nazionale per evitare scontri, ha detto che "il verdetto riapre ferite mai rimarginate". Biden ha sottolineato che "anche se il verdetto lascerà molti furiosi e preoccupati, me compreso, dobbiamo riconoscere che la giuria ha parlato. Resto impegnato a fare tutto in mio potere per garantire che ogni americano sia trattato con eguaglianza, equità e dignità davanti alla legge. Sollecito tutti ad esprimere i loro punti di vista pacificamente. Violenza e distruzione non hanno posto in democrazia". Ma pare che pesino meno, quando ad esercitarle è un bianco.