Tragedia nel canale della Manica, 31 migranti sono morti in un naufragio
dal nostro corrispondente Antonello Guerrera , dal nostro corrispondente Antonello GuerreraLONDRA - Almeno 31 morti al largo di Calais. È la tragedia migratoria più grave di sempre nel canale della Manica. E stavolta non è capitata tra uno stato povero e fallito come la Libia e l'Europa. Ma tra due Paesi ricchi, come Regno Unito e Francia, tra i più opulenti e industrializzati del mondo. E soprattutto, ciò avviene nel cuore dell'Europa.
Il presidente francese Macron promette che la Manica "non diventerà un cimitero", il primo ministro britannico Boris Johnson ha convocato d'urgenza il gabinetto di emergenza Cobra, invoca collaborazione con Parigi, si dice "sconvolto, disgustato e rattristato" e promette guerra ai "gangster", ossia ai trafficanti di uomini che agiscono intorno a Dunquerque (deja vù di un'altra disfatta) e sulle coste francesi. Almeno quattro sarebbero stati già arrestati stasera.
A provocare la strage di questo gommone affondato con almeno 50 persone…
LONDRA - Almeno 31 morti al largo di Calais. È la tragedia migratoria più grave di sempre nel canale della Manica. E stavolta non è capitata tra uno stato povero e fallito come la Libia e l'Europa. Ma tra due Paesi ricchi, come Regno Unito e Francia, tra i più opulenti e industrializzati del mondo. E soprattutto, ciò avviene nel cuore dell'Europa.
Il presidente francese Macron promette che la Manica "non diventerà un cimitero", il primo ministro britannico Boris Johnson ha convocato d'urgenza il gabinetto di emergenza Cobra, invoca collaborazione con Parigi, si dice "sconvolto, disgustato e rattristato" e promette guerra ai "gangster", ossia ai trafficanti di uomini che agiscono intorno a Dunquerque (deja vù di un'altra disfatta) e sulle coste francesi. Almeno quattro sarebbero stati già arrestati stasera.
A provocare la strage di questo gommone affondato con almeno 50 persone a bordo è stato l'ennesimo tentativo disperato di raggiungere la costa inglese dalla disastrata Calais, da dove oramai partono anche canoe comprate da Decathlon, la catena di articoli sportivi costretta a rimuoverli dagli scaffali nella regione. Fra gli almeno 31 morti, che non sono stati ancora identificati, ci sarebbero 5 donne e anche una bambina.
Ma la strage di oggi è anche il prodotto di un ping pong tra Francia e Regno Unito, che da mesi oramai si rimpallano le responsabilità su chi debba prendersi cura di questi migranti, rifugiati e richiedenti asilo, tra scarsa collaborazione, omissioni, fino a ricorrenti e velate minacce tra i due governi. Londra accusa Parigi di non fare abbastanza contro i trafficanti di uomini e sospetta che i francesi non oppongano poi tanta resistenza agli imbarchi, in modo da scaricare il fardello agli inglesi. Il governo Castex invece, che oggi piange la "tragedia", sostiene di fare il possibile contro l'immigrazione illegale.
Ma l'enorme tragedia umanitaria apre anche un fronte interno al partito conservatore britannico. Boris Johnson è stato eletto nel 2019 con la promessa di "riprendere il controllo delle frontiere". Ma ciò nella Manica non sta accadendo, perché migranti e rifugiati che tentano la fortuna per arrivare nel Kent sono sempre di più. Per questo, la ministra dell'Interno, falca anti-immigrazione, Priti Patel sembra ora sulla graticola, nonostante sia una favorita di Johnson. L'impressione è che persino Patel abbia perso il controllo della situazione. Difatti il leader dell'euroscetticismo inglese Nigel Farage, già accusato di xenofobia e razzismo in passato, ora ha annunciato che starebbe pensando di fondare un nuovo partito anti immigrazione illegale.