Ue, interrogazione a von der Leyen e Borrell sull'attacco di Zakharova a Repubblica
di Giovanna Casadio , di Giovanna CasadioApproda alla Commissione Ue l'attacco della portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova contro Repubblica e il direttore Maurizio Molinari. In una interrogazione, promossa dalla dem Pina Picierno, e firmata da tutti gli eurodeputati del Pd, dai liberali di Renew Europe Carlo Calenda, Sandro Gozi, Nicola Danti, ma anche, a sorpresa, dal Movimento 5Stelle, si chiede alla presidente della commissione Ursula von der Leyen e al capo della diplomazia europea Josep Borrel quali azioni intendano intraprendere per fermare l'ingerenza di uno Stato terzo nei confronti della libera stampa europea, in questo caso italiana.
I 5Stelle fanno retromarcia dopo lo scontro tra il Pd e il presidente grillino della commissione Esteri del Senato, Vito Petrocelli, che aveva rilanciato in un tweet la posizione della portavoce russa e chiesto provocatoriamente se poteva mai essere un giornalista a guastare il rapporto tra gli Stati. Ora tutto il gruppo pentastellato, guidato dal v…
Approda alla Commissione Ue l'attacco della portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova contro Repubblica e il direttore Maurizio Molinari. In una interrogazione, promossa dalla dem Pina Picierno, e firmata da tutti gli eurodeputati del Pd, dai liberali di Renew Europe Carlo Calenda, Sandro Gozi, Nicola Danti, ma anche, a sorpresa, dal Movimento 5Stelle, si chiede alla presidente della commissione Ursula von der Leyen e al capo della diplomazia europea Josep Borrel quali azioni intendano intraprendere per fermare l'ingerenza di uno Stato terzo nei confronti della libera stampa europea, in questo caso italiana.
I 5Stelle fanno retromarcia dopo lo scontro tra il Pd e il presidente grillino della commissione Esteri del Senato, Vito Petrocelli, che aveva rilanciato in un tweet la posizione della portavoce russa e chiesto provocatoriamente se poteva mai essere un giornalista a guastare il rapporto tra gli Stati. Ora tutto il gruppo pentastellato, guidato dal vicepresidente dell'Europarlamento Fabio Massimo Castaldo, si schiera contro "la vocazione all'intimidazione" mostrata nell'attacco al gruppo Gedi. Calenda rilancia: "Il mio primo atto al Parlamento europeo è stato chiedere una commissione contro le ingerenze elettorali di Paesi stranieri. Il tema resta attuale. L'intimidazione nei confronti di Repubblica e del suo direttore non può essere lasciata senza risposta". Aggiunge: "Con la Russia bisogna dialogare, ma sempre da una posizione forte e assertiva".
Nel governo prende posizione il sottosegretario Benedetto Della Vedova: "Da Mosca una reazione totalmente irrituale: quel tipo di linguaggio fotografa il regime di Putin. Se l'intenzione era intimidire Molinari, l'effetto sarà opposto". La nota di Zakharova era la risposta all'editoriale di Molinari del 14 novembre che analizzava la morsa di Putin sull'Europa, con l'invito al direttore, "se non ama il gas russo", a scaldare casa "con le copie di Repubblica". Toni "denigratori": sono definiti nell'interrogazione. "Un'intimidazione" che coincide da un lato con "il tentativo di Lukashenko di esercitare pressioni sui confini della Ue, con la costante violazione dello Stato di diritto in Bielorussia" e dall'altro con "il dispiegamento militare dell'esercito russo al confine con l'Ucraina". Infine si ricorda che "il leitmotiv è attaccare la libertà e il sistema democratico dell'Europa". A seguire le 32 firme di eurodeputati. Forza Italia non ha sottoscritto l'interrogazione.