Draghi-Macron: l’Ue difenda i confini. E ora l’obiettivo è allargare l’intesa
di Tommaso Ciriaco e Anais Ginori , di Tommaso Ciriaco e Anais GinoriROMA - Nove bandiere, tre per ciascun protagonista del giorno: Italia, Francia, Europa. A Villa Madama la sintonia tra Emmanuel Macron e Mario Draghi è talmente ostentata da far sembrare un po' artificiale un rapporto che, in realtà, funziona davvero e rappresenta la traccia politica da seguire nei prossimi mesi. "Vogliamo disegnare il nostro futuro - è il progetto politico di Draghi - e disegnarlo come vogliamo noi europei". E dall'enfasi dei toni si capisce che il Trattato del Quirinale per una "cooperazione rafforzata" è solo "l'inizio di un percorso", come sottolinea Macron. Sulla strada ci sono compagni di viaggio obbligati, a cominciare dalla Germania, e forse il patto bilaterale con Parigi potrebbe essere replicato, in forma diversa, anche con Berlino. Gli sguardi sono rivolti al nuovo governo Scholz, ma se i tempi coincidono si potrebbe saldare un vagone di testa della locomotiva Europa con prima fermata la …
ROMA - Nove bandiere, tre per ciascun protagonista del giorno: Italia, Francia, Europa. A Villa Madama la sintonia tra Emmanuel Macron e Mario Draghi è talmente ostentata da far sembrare un po' artificiale un rapporto che, in realtà, funziona davvero e rappresenta la traccia politica da seguire nei prossimi mesi. "Vogliamo disegnare il nostro futuro - è il progetto politico di Draghi - e disegnarlo come vogliamo noi europei". E dall'enfasi dei toni si capisce che il Trattato del Quirinale per una "cooperazione rafforzata" è solo "l'inizio di un percorso", come sottolinea Macron. Sulla strada ci sono compagni di viaggio obbligati, a cominciare dalla Germania, e forse il patto bilaterale con Parigi potrebbe essere replicato, in forma diversa, anche con Berlino. Gli sguardi sono rivolti al nuovo governo Scholz, ma se i tempi coincidono si potrebbe saldare un vagone di testa della locomotiva Europa con prima fermata la riscrittura delle regole del Patto di Stabilità. A poche settimane dall'inizio della sua presidenza di turno della Ue, la Francia sta preparando un documento da portare a Bruxelles in cui coinvolgere Italia, Germania, Spagna e Paesi Bassi. Dentro ci sono alcune proposte concrete su temi come il fiscal compact e la golden rule verde e digitale.
Ancora troppe le incognite per sbilanciarsi su un'ipotesi di trattato con la Germania che ricalchi esattamente quello del Quirinale. E d'altra parte la relazione che l'Italia ha con la Francia è molto diversa, in particolare al livello economico. I tedeschi non sono mai stati dipinti come dei "predatori" del capitalismo italiano, a differenza dei cugini francesi. Se davvero si arriverà a strutturare un'intesa bilaterale con Berlino, potrebbe essere anche un patto di consultazione o un'altra formula diplomatica che possa far vivere un direttorio europeo a tre. O forse a quattro, visto che l'Italia potrebbe fare da asse e ponte con la Spagna.
Tanto dipenderà anche dal ruolo che riuscirà a giocare la Germania del dopo Merkel, senza la quale nulla è possibile costruire. Lo sostengono entrambi i leader, anche se Macron lo ribadisce di più, raccontando di aver chiamato la Cancelliera poco prima di salire al Colle. "In Francia - sorride il Presidente - si dice che quando le cose vanno male con la Germania, si guarda all'Italia. Ma non funziona così: l'Europa si costruisce a 27, non bisogna cercare nelle diverse alleanze i sostituti di uno o dell'altro". Roma, insomma, non può e non riuscirebbe comunque a sostituire Berlino. Ma l'arrivo di Draghi ha modificato il peso specifico dell'Italia. L'intesa sullo Spazio, dove Roma e Parigi erano concorrenti fino a poco fa, sembra uno delle tante svolte dell'intesa bilaterale. Come il sostegno deciso alla costruzione di una difesa europea per garantire all'Unione la capacità di reagire con tempestività alle sfide: "Per essere sovrana - aggiunge il presidente del Consiglio - l'Europa deve essere capace di proteggersi e difendere i propri confini".
Facile a dirsi, difficile a realizzarsi. Anche per questo nasce l'esigenza di saldare un nocciolo duro di paesi che possa superare veti e resistenze. Nell'accordo firmato ieri, Macron e Draghi insistono sulla necessità di estendere l'uso della maggioranza qualificata nel Consiglio Ue. I due leader si sono già allineati sulla revisione del Patto di stabilità. "Le nuove regole - chiarisce l'ex banchiere centrale - devono riflettere sul passato da correggere e sul futuro che occorre disegnare. Se prima una revisione delle regole era necessaria, oggi è inevitabile. Tutto questo va fatto con l'Unione europea, insieme". A Parigi è in corso di stesura una prima bozza di proposta da presentare a Bruxelles a dicembre, qualche settimana prima dell'inizio della presidenza francese dell'Ue.
Il documento, di cui hanno cominciato a parlare i ministri dell'Economia Franco e Le Maire, indica tre obiettivi per la nuova governance economica. Il primo è la revisione del fiscal compact nella "regola del ventesimo", secondo cui (nel nome del vecchio rigore) ciascun paese è costretto a ridurre di un ventesimo all'anno lo stock di debito eccedente la soglia del 60% del Pil. In questo caso, la Francia vuole proporre una differenziazione dei percorsi di riduzione. Il secondo obiettivo è quindi permettere a ciascuno Stato membro di concordare con la Commissione un cammino "su misura" pluriennale di riduzione dello stock di debito pubblico, sulla base di un piano che Bruxelles dovrebbe monitorare periodicamente. Il terzo punto - quello su cui verosimilmente sarà più facile allargare il consenso - è la golden rule, ovvero un trattamento differenziato della spesa pubblica per investimenti nella transizione verde e digitale. Si procederà a Bruxelles per strappi e ricomposizioni. Peserà la variabile della pandemia, che proprio in queste ore torna a mordere. E tanto dipenderà anche dal ruolo che riuscirà a giocare la Germania del dopo Merkel. E però, la sfida del debito comune resta: andrà strutturato il meccanismo che è alla base della filosofia del Recovery, Liberali tedeschi permettendo.