I ministri Ue a Calais: "Troppi morti nella Manica, Frontex pattuglierà i confini"
dalla nostra corrispondente Anais Ginori , dalla nostra corrispondente Anais GinoriPARIGI – Quattro giorni dopo la più grave strage di migranti nella Manica, la Francia cerca di ottenere solidarietà dall'Europa nella gestione della frontiera con il Regno Unito. Il ministro dell'Interno Gérald Darmanin ha organizzato oggi una riunione a Calais con ministri e funzionari di Germania, Belgio e Olanda. "I morti sono troppi e non possiamo accettare che ce ne siano altri", ha detto Darmanin riferendosi alle ventisette vittime annegate nel corridoio di mare che separa l'isola britannica dal continente.
Una delle prime misure decise insieme ai colleghi europei è l'intervento di Frontex che da mercoledì …
PARIGI – Quattro giorni dopo la più grave strage di migranti nella Manica, la Francia cerca di ottenere solidarietà dall'Europa nella gestione della frontiera con il Regno Unito. Il ministro dell'Interno Gérald Darmanin ha organizzato oggi una riunione a Calais con ministri e funzionari di Germania, Belgio e Olanda. "I morti sono troppi e non possiamo accettare che ce ne siano altri", ha detto Darmanin riferendosi alle ventisette vittime annegate nel corridoio di mare che separa l'isola britannica dal continente.
Una delle prime misure decise insieme ai colleghi europei è l'intervento di Frontex che da mercoledì aiuterà le autorità francesi nel pattugliamento del confine, mettendo a disposizione un monitoraggio aereo nel tratto di mare tra le due coste - poco più di venti miglia nautiche - in cui si muovono i barconi clandestini. Il dispositivo europeo "potrà aiutare giorno e notte le polizie francese, olandese e belga", è scritto nel comunicato finale, nella lotta al traffico dei famigerati "passeurs", i trafficanti che nelle ultime settimane sono riusciti a mandare un numero record di migranti verso il Regno Unito.
Da tempo il governo di Parigi sostiene che il problema dei migranti sulle sue coste settentrionali non è di sua unica competenza perché coinvolge persone arrivate da altri paesi dello spazio Schengen e il fenomeno si è aggravato da quando c'è stato il Brexit. Alla riunione ha partecipato la commissaria europea agli Affari Interni Ylva Johansson mentre non c'era la ministra degli Interni britannica, Priti Patel, esclusa dall'incontro come ripicca dopo che il premier Boris Johnson ha pubblicato su Twitter una lettera inviata a Emmanuel Macron con la quale chiedeva di "riprendere indietro i migranti che arrivano sulle coste della Gran Bretagna". Il comportamento di Johnson, definito “inaccettabile” dal leader francese, ha portato all'ennesima rottura tra Parigi e Londra. E a un vertice che di fatto non poteva essere risolutivo visto che non c'era il principale partner con cui bisogna assicurare il controllo della frontiera.
Nelle ultime ore, il ministro francese ha cercato di abbassare i toni. "Non è stata una riunione anti-inglese - ha sottolineato Darmanin – ma filoeuropea". Nella dichiarazione finale congiunta, Germania, Belgio, Olanda e Francia fanno sapere di voler "rafforzare la cooperazione operativa" contro il traffico di migranti ma anche di "migliorare la cooperazione congiunta con la Gran Bretagna". "Dobbiamo lavorare con i nostri amici britannici - ha proseguito Darmanin - e dire loro alcune cose: prima di tutto, di aiutarci collettivamente a lottare meglio contro i passeur". Il ministro francese ha ribadito la ragione che secondo lui spinge così tanti migranti a rischiare la vita per andare nel Regno Unito: “Un mercato del lavoro in base al quale si può lavorare senza carta d'identità”. Poi ha aggiunto: “Non ci sono più strade legali per chiedere l'asilo in Inghilterra”.
Lo stesso concetto è stato espresso dal sottosegretario belga Sammy Mahdi: “Chiediamoci perché così tante persone vogliono arrivare in Gran Bretagna vista come l'eldorado". La Germania, via il sottosegretario Stephan Mayer, ha definito "urgente" l'adozione di un accordo fra l'Ue e la Gran Bretagna sulle migrazioni, invocando un "accordo post-Dublino fra l'Ue e la Gran Bretagna". Qualche segnale di pace è venuto anche dalla ministra Patel. "La morte di queste ventisette persone deve essere una chiamata a cooperare" ha detto la ministra al Sun, sostenendo che finora il lavoro congiunto di Londra e Parigi "ha impedito più di ventimila attraversamenti quest'anno" e prodotto oltre quattrocento arresti dal 2020. "Ma possiamo fare molto di più” ha concluso Patel. In base al trattato bilaterale del Touquet firmato nel 2003 la Francia riceve fondi dal Regno Unito per pattugliare il confine britannico sul continente.