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Stati Uniti, al via il processo all'ereditiera Maxwell accusata di aver procurato minorenni per i festini di Epstein

Il Metropolitan Detention Center a Brooklyn dove è detenuta Ghislaine Maxwell (afp)
La donna è detenuta da 500 giorni in cella di isolamento. I suoi legali: "Trattamento disumano, diverso da quello riservato a criminali uomini". Ma la gudice teme la fuga, sono molti i personaggi famosi che preferirebbero non facesse altri nomi
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NEW YORK - Prenderà il via fra poche ore - nella mattinata americana - l'attesissimo processo a Ghislaine Maxwell, 59 anni, l'ereditiera figlia dell'ex editore del tabloid The Daily Mirror e deputato britannico Robert Maxwell - morto in circostanze misteriose nel 1991 - ed ex compagna del miliardario pedofilo Jeffrey Epstein suicidatosi in carcere nell'agosto 2019.

Arrestata un anno fa dopo una clamorosa fuga durata mesi, secondo l'accusa reclutò per il compagno decine di minorenni provenienti da ambienti difficili ed economicamente disagiate, ben sapendo che questi ne avrebbe abusato sessualmente. E avrebbe anche partecipò attivamente alle violenze avvenute sia nella casa di Epstein a Manhattan che nelle defilate ville di questo a Palm Beach e in New Mexico.

NEW YORK - Prenderà il via fra poche ore - nella mattinata americana - l'attesissimo processo a Ghislaine Maxwell, 59 anni, l'ereditiera figlia dell'ex editore del tabloid The Daily Mirror e deputato britannico Robert Maxwell - morto in circostanze misteriose nel 1991 - ed ex compagna del miliardario pedofilo Jeffrey Epstein suicidatosi in carcere nell'agosto 2019.

Arrestata un anno fa dopo una clamorosa fuga durata mesi, secondo l'accusa reclutò per il compagno decine di minorenni provenienti da ambienti difficili ed economicamente disagiate, ben sapendo che questi ne avrebbe abusato sessualmente. E avrebbe anche partecipò attivamente alle violenze avvenute sia nella casa di Epstein a Manhattan che nelle defilate ville di questo a Palm Beach e in New Mexico.

Alle udienze preliminari, dove è apparsa visibilmente provata, lei si è dichiarata innocente: sostenendo di essere stata solo una dipendente di Epstein. E i suoi fratelli Ian e Kevin da settimane stanno tentando di gettare una luce differente sul suo caso: sostenendo che si tratta di un processo "mediatico e non onesto. Tutto è già stato deciso. Vogliono farla a pezzi". Denunciandone poi l'isolamento totale "che dura da oltre 500 giorni" nel Metropolitan Detention Center di Brooklyn, dove è chiusa in una cella di 2 metri per 3, priva di luce naturale, e dotata di un letto di cemento dove non riesce a dormire perché è sorvegliata 24 ore su 24 da quattro guardie e 10 telecamere nel timore che anche lei si suicidi. E che ha smesso di fare la doccia perché le guardie la osservano anche nei suoi momenti più intimi. Il giudice poi le ha più volte negato il rilascio su cauzione, hanno poi scritto in una lettera indirizzata alle Nazioni Unite dove chiedono di indagare su quello che hanno definito un trattamento "disumano". Eppure, insistono, "criminali ben più famosi e infami sono stati in passato rilasciate su cauzione prima di essere riarrestati. Gente come l'agente Derek Chauvin assassino di George Floyd, il mafioso John Gotti, i molestatori Harvey Weinstein e Bill Cosby, il truffatore Bernie Madoff. Tutti uomini. A Ghislaine, una donna, non è stato concesso lo stesso". Un trattamento, in realtà sempre spiegato dalla giudice Alison Nathan - già consigliera di Barack Obama per le questioni Lgbt - negatole a causa dei suoi contatti altolocati e i suoi passaporti di tre diverse nazionalità (britannica, francese e americana). 

Non solo: il timore di fuga è stato finora avvalorato pure dai nomi di potenti che potrebbero avere interesse a non farla testimoniare in questo processo. Il caso ha infatti ricevuto enorme attenzione mediatica perché ha coinvolto, anche se solo marginalmente, diverse personalità importanti del mondo della politica e dello spettacolo compreso il principe Andrea, terzogenito della regina Elisabetta II, il miliardario e fondatore di Microsoft Bill Gates e l'ex presidente degli Stati Uniti, Bill Clinton. Il processo è cominciato ufficialmente il 16 novembre nell'aula 318 della Thurgood Marshall Courthouse di Manhattan, con la selezione della giuria, che la giudice ha deciso di rendere pubblica in nome del diritto all'informazione, nonostante i legali di Maxwell avessero chiesto che fosse fatta a porte chiuse per evitare di dare maggiore pubblicità al caso già di altissimo profilo. Nathan, d'altronde ha respinto quasi tutte le richieste della difesa. Per esempio togliere l'anonimato alle vittime che testimonieranno in sala sotto pseudonimo: solo una di loro, la psicologa Annie Farmer, ha infatti deciso di essere identificata con il suo nome. Le altre saranno chiamate Minor Victim 1, 2 e 3. E per tutelarne l'identità è stato anche vietato che vengano ritratte dai disegnatori (giacché nelle aule dei tribunali americani non si possono fare fotografie).