La Svezia elegge la prima donna premier per la seconda volta in una settimana: "Bulldozer" Andersson torna a guidare il governo
di Andrea Tarquini , di Andrea TarquiniLa defezione dei Verdi sulla Finanziaria aveva spinto la leader socialdemocratica a gettare la spugna
BERLINO – Questa volta, in seconda battuta, la leader socialdemocratica svedese Magdalena Andersson ce l´ha fatta di misura. La prima donna premier del paese torna in sella per la seconda volta in pochi giorni. Il Parlamento svedese l'ha eletta nuovamente primo ministro, cinque giorni dopo che era stata investita dello stesso incarico, durato però poche ore. La 54enne è stata votata da 101 parlamentari, in 173 si sono espressi contro mentre in 75 si sono astenuti. In Svezia non è necessario che il premier abbia la maggioranza, basta che non ci sia una maggioranza assoluta che gli voti contro.
Andersson era stata bocciata la settimana scorsa avendo per…
BERLINO – Questa volta, in seconda battuta, la leader socialdemocratica svedese Magdalena Andersson ce l´ha fatta di misura. La prima donna premier del paese torna in sella per la seconda volta in pochi giorni. Il Parlamento svedese l'ha eletta nuovamente primo ministro, cinque giorni dopo che era stata investita dello stesso incarico, durato però poche ore. La 54enne è stata votata da 101 parlamentari, in 173 si sono espressi contro mentre in 75 si sono astenuti. In Svezia non è necessario che il premier abbia la maggioranza, basta che non ci sia una maggioranza assoluta che gli voti contro.
Andersson era stata bocciata la settimana scorsa avendo perso come alleati i Verdi e a causa dell´astensione del partito moderato (conservatore, pronto a sdoganare l'estrema destra alle elezioni dell´anno prossimo). Ora è premier di un governo di minoranza di un partito unico. E alle regolari elezioni previste per il settembre 2022 tutti i sondaggi indicano una netta svolta a destra. La socialdemocrazia insomma primo partito, ma da sola, mentre moderati, liberali, forse anche Centro, sarebbero pronti ad accordi e compromessi con la destra sovranista, gli Sverige Demokraterna di Jimmie Akesson, in costante ascesa nelle indagini d´opinioni a causa della sempre piú diffusa ostilità all´immigrazione.
"Penso che questa volta Andersson dovrebbe farcela", aveva detto l´autorevole politologo Anders Sannerstedt. Mercoledí scorso Magdalena Andersson - soprannominata "il bulldozer" e ministro delle Finanze uscente nota per la sua linea durissima - era stata eletta grazie a molte astensioni del blocco rivale. Ma per una regola non scritta Andersson stessa aveva deciso di dimettersi sette ore sole dopo l´elezione, in quanto riteneva illegittimo un governo di coalizione che perde un alleato. Il partito cui ella faceva riferimento sono i Verdi, che prima hanno votato per il governo poi poche ore dopo si sono opposti alla Legge Finanziaria considerandola troppo piena di concessioni sia alla sinistra sia ai centristi.
Il presidente del Parlamento, Anders Norlen, ha fatto di tutto per arrivare alla seconda votazione di oggi, criticando come "deplorabile" quanto era accaduto la settimana scorsa e ricordando che la maggioranza degli elettori, di qualsiasi orientamento, vuole un esecutivo che assicuri il minimo di governabilità fino al settembre 2022, data prevista per le elezioni politiche regolari.
Andersson era stata in precedenza eletta nuova leader della socialdemocrazia, partito storico della Svezia e creatore appunto del modello solidale ed efficiente (mix di welfare, accoglienza inclusiva ed export competitivissimo di eccellenze). Sostituiva il premier e leader di partito dimissionario Stefan Löfven.
Governabilità, neutralità attiva a favore della Nato, forti spese militari, welfare imbattibile, export al massimo livello tecnologico, ottima istruzione e società inclusiva, tutti i valori costitutivi del modello svedese ammirato per decenni dal mondo, sono però in crisi. Il Covid ha rallentato la pur ancor forte economia della prima potenza industriale e militare nordica, e le ondate di migranti non decisi a integrarsi aumentati esponenzialmente dal 2015 nel paese che già conta nella Ue il massimo numero di residenti di origine straniera hanno fatto volare i populisti di Akesson nonostante il loro passato filonazista. Ora Akesson e i suoi si preparano a indossare il doppiopetto dello sdoganamento e della probabile partecipazione a un governo di destra-centrodestra. Con conseguenze da terremoto nel panorama politico nordico ed europeo.