A trent'anni dalla nascita delle forze militari ucraine, Kiev ha chiesto aiuto agli Stati Uniti per affrontare la più grande minaccia della sua storia recente: l'invasione della Russia. Con il presidente Vladimir Putin che, parlando della guerra nel Donbas tra separatisti filorussi e Kiev, ha evocato il "genocidio" e messo in guardia dalla "russofobia". Mentre Biden agli alleati est-europei della Nato ha assicurato: "Pronti a mutua difesa". Per ora siamo solo alla guerra delle parole. Nel giorno della telefonata tra il presidente Joe Biden e il suo omologo Volodymir Zelensky, al primo posto è emersa la volontà da parte di Washington di trovare una soluzione diplomatica che superi lo stallo al confine.
Lunedì il segretario di Stato Usa Antony Blinken aveva "preparato" Zelensky all'incontro telefonico con Biden, arrivato quarantotto ore dopo quello tra il capo della Casa Bianca e Putin. Biden aveva detto ai russi di evitare un'invasione dell'Ucraina."Rispetto al 2014 sappiamo come fare", aveva commentato un consigliere dello staff presidenziale. Sono state minacciate "severe misure economiche", ma la situazione, in una riedizione del clima da Guerra fredda, sta salendo drammaticamente di tono con il passare delle ore. "Il presidente deglli Stati Uniti - ha commentato Zelensky al termine della telefonata - mi ha informato dei contenuti delle sue negoziazioni con Putin. Abbiamo anche discusso dei possibili passi per risolvere il conflitto nel Donbass e toccato alcuni punti legati alle riforme interne necessarie in Ucraina". Il Donbas è la regione a est dell'Ucraina dove combattenti sostenuti dai russi sono in guerra con le forze ucraine dal 2014. Biden ha poi tenuto una conference call con i membri dell'Est Europa in ambito Nato, tra cui Polonia, Lituania, Ungheria, Romania e Bulgaria, preoccupati dall'attivismo russo al confine. E la Casa Bianca fa sapere che il presidente ha ribadito all'omologo ucraino "il suo impegno indefettibile per la sovranità e l'unità territoriale dell'Ucraina"
Putin, però, non sembra aver congelato i suoi passi. Il presidente russo, usando toni da avvertimento, ha detto che la 'russofobia' è il "primo passo verso il genocidio", ricordando l'invasione del 2014. "Ciò che stiamo vedendo nel Donbas, sappiamo bene tu ed io - ha detto rivolgendosi al direttore dell'agenzia di stampa Rossiya Segodnya, Kirill Vyshinsky - assomiglia moltissimo a un genocidio". Il giornalista, in passato, aveva paragonato la situazione dei combattenti russi all'Olocausto. L'attenzione della Nato alla vicenda non piace a Mosca, ma da Washington è arrivata una risposta che non lascia dubbi a interpretazioni: "E' chiaro - ha commentato la portavoce Jen Psaki - che in quell'occasione fu la Russia, e non l'Ucraina, l'aggressore". Intanto i due Paesi stanno muovendo le loro pedine. Quasi centomila soldati ucraini sono ammassati ai confini a sud, est e nord, ma senza aiuti non potranno resistere a lungo. "Non ci sono risorse sufficienti per rispondere a un attacco in larga scala dei russi", ha ammesso il generale Kyrylo Budanov, capo dell'Intelligence militare ucraina.
L'incubo è un attacco aereo e a base di lanci missilistici da parte di Mosca a cui Kiev non sarebbe in grado di rispondere. Putin ha respinto le accuse di cercare lo scontro, addossando a Stati Uniti e Nato la responsabilità di aver minacciato la sicurezza russa attraverso l'aperto sostegno all'Ucraina, garantendo armi e addestramento. "I soldati russi sono dentro i nostri confini - ha commentato seccamente il consigliere di Putin, Yuri Ushakov - non minacciano nessuno". Ma secondo Washington sono soltanto dichiarazioni di facciata. L'Intelligence americana è sicura che la Russia abbia già un piano concreto di invasione, che coinvolgerebbe circa 175 mila soldati. La disparità di forze appare evidente. L'Ucraina è inferiore a livello di jet militari: l'intero numero di aerei è minore di quelli che la Russia ha già dispiegato al confine. In più Mosca può contare su una batteria di sottomarini e fregate in navigazione nel Mar Nero e armate di missili. Secondo un esperto militare intervistato dal New York Times, Robert Lee, i russi potrebbero spianare una parte consistente delle forze ucraine in meno di un'ora.