NEW YORK - Dichiarare l’emergenza nazionale, accusare potenze straniere ostili come Cina e Venezuela di aver interferito nelle elezioni presidenziali americane del 2020, proclamare non validi tutti i voti espressi per via elettronica, e chiedere al Congresso di individuare un rimedio costituzionalmente accettabile. Sono gli elementi principali di quello che suona come un vero e proprio colpo di stato, ed era girato alla Casa Bianca alla vigilia dell’assalto al Congresso del 6 gennaio. Non ci sono prove che qualcuno abbia cercato di metterlo in pratica, ma il capo di gabinetto Mark Meadows, lo stesso che in quei giorni aveva ordinato al Pentagono di indagare sull’Italygate, lo aveva presentato a Trump con un PowerPoint di una quarantina di pagine.
Questa notizia raggelante è stata pubblicata dal New York Times e dal Guardian, che hanno messo le mani sul documento, consegnato alla Commissione di inchiesta parlamentare sull’attacco del 6 gennaio. Il testo si intitola "Election Fraud, Foreign Interference & Options for 6 Jan", e in sostanza indica un percorso da seguire per impedire a Biden di diventare presidente. Come prima cosa Trump avrebbe dovuto proclamare lo stato d’emergenza, sostenendo che potenze straniere come Cina e Venezuela avevano manipolato le elezioni. Quindi avrebbe annullato tutti i voti espressi per via elettronica, perché erano quelli che avevano aiutato il rivale democratico a vincere. A quel punto il Congresso avrebbe dovuto rifiutare di certificare il successo di Biden, su ordine del vice presidente e leader del Senato Pence, e discutere un’alternativa praticabile in base al dettato costituzionale. Trump così non avrebbe mai lasciato la Casa Bianca. Non si parla dell’uso di forze armate, che però avrebbero dovuto assicurare comunque l’ordine, mentre tutto questo caos avveniva.
Meadows aveva ricevuto il piano e lo aveva fatto circolare alla Casa Bianca e tra alcuni parlamentari, ma ora sostiene di non averlo mai preso sul serio e di non aver agito in alcuno modo per metterlo in pratica. Lui però è la stessa persona che aveva ordinato al Pentagono di indagare sull’Italygate, ossia la screditata teoria complottistica secondo cui i satelliti della compagnia italiana Leonardo erano stati usati per cambiare i voti da Trump in favore di Biden. proprio in questi giorni Meadows è impegnato in una disputa legale con la Commissione di inchiesta, perché ha rifiutato la domanda di collaborare con l’indagine.
Secondo il New York Times, il documento era stato scritto o comunque fatto circolare da Phil Waldron, un ex colonnello dell’Esercito molto influente nel movimento che voleva contestare l’esito delle elezioni. Il 4 gennaio alcuni collaboratori di Waldron avevano illustrato il piano ad un gruppo di senatori, il 5 era stato distribuito in maniera più estesa, e il giorno dopo c’era stato l’assalto al Congresso. Magari Trump non aveva mai preso sul serio questa ipotesi, ma aveva incitato i manifestanti. E il piano "Election Fraud, Foreign Interference & Options for 6 Jan" dimostra quanto la democrazia americana sia arrivata vicina al punto di non ritorno.