Le bandiere nere dello Stato islamico sulle rovine di Palmira, in Siria nel 2013. La distruzione della moschea al Nuri di Mosul nel 2017 da parte degli stessi estremisti. E poi ancora le rovine della civiltà della regina di Saba a Marib, nello Yemen. L’elenco dei luoghi simbolo del patrimonio culturale mondiale che negli ultimi anni sono stati distrutti o danneggiati a causa delle guerre potrebbe continuare a lungo. A più riprese sui giornali e sulle televisioni sono rimbalzati appelli per preservare questi e tanti altri luoghi, ma una volta spenti i riflettori, il loro destino è avvolto nell’oblio, salvo poi tornare d’attualità quando, in un punto imprecisato del globo, emerge un reperto archeologico che è chiaramente frutto di saccheggi e traffici illegali.
Per tentare di dare una risposta coordinata al problema da oggi si incontreranno a Roma alcuni dei maggiori esperti mondiali in materia: “Cultural Heritage: from the midst of war to the brink of peace” è il titolo del seminario internazionale organizzato dall’università La Sapienza di Roma e dalla McGill university di Montreal con il sostegno del ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale.
La peculiarità dell’evento sta nella prospettiva usata per inquadrare il tema: in cattedra - ma anche in modalità ibrida, per rispondere alle esigenze dettate dall’emergenza Covid – non si alterneranno solo studiosi, archeologi e storici dell’arte, ma anche esperti di diritto internazionale e consiglieri legali delle Nazioni Unite. Non a caso: la protezione dei beni archeologici ricade infatti sotto la giurisdizione della Corte penale internazionale (ICC), secondo quanto previsto dallo Statuto di Roma che l’ha istituito. Proprio per questo, il discorso di apertura è affidato a Fatou Bensouda (fino a pochi mesi fa procuratrice capo della ICC).
Nell’ambito dell’evento sarà inoltre lanciato il museo virtuale curato da Sergio Iovino sul patrimonio culturale italiano, un progetto si propone di consentire a chi non è in Italia di visitare alcuni dei tanti siti patrimonio Unesco presenti sul nostro territorio, da Firenze a Roma, passando per Venezia e Castel Del Monte.
Oggi a Roma saranno presenti il sottosegretario agli Affari esteri Benedetto Della Vedova e l’ambasciatrice canadese a Roma Elissa Ann Golberg. "L’Italia è in prima linea nelle attività internazionali per la tutela dei patrimoni culturali, tangibili ed intangibili. Anche in quelli che sono o sono stati teatri di guerra", spiega Della Vedova. Il ciclo si concluderà con due sessioni seminariali straordinarie, una in diretta da Il Cairo a cura dell’ambasciata Italiana in Egitto e una in diretta dal Canada.