Esteri

Egitto, scarcerata Sanaa Seif, attivista per i diritti umani sorella di Alaa Abdel Fataf

Sanaa Seif a casa con il suo cane subito dopo il rilascio in un'immagine diffusa dalla famiglia 
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CAIRO - L'attivista egiziana Sanaa Seif, 28 anni e' stata scarcerata dopo la fine della sua pena detentiva di un anno e mezzo con l'accusa di "diffusione di notizie false e abuso dei social media". Lo ha annunciato sui profili social Mona Seif, la sorella Sana, pubblicando la foto che mostra il rilascio della sorella minore. Sanaa Seif e' la sorella dell'attivista Alaa Abdel Fattah, figura centrale della rivolta del 2011, che lunedi' 20 dicembre è stato condannato a cinque anni di carcere da un tribunale eccezionale del Cairo per "diffusione di informazioni false". Inoltre, il giovane è stato condannato al pagamento di una multa di 200.000 sterline egiziane (circa 13.000 dollari).

 

La giovane, che tre giorni fa ha compiuto 29 anni, ha scontato la condanna a 18 mesi di reclusione per divulgazione di notizie false tramite i social media e offesa a pubblico ufficiale. Membro di una tra le famiglie più in vista in Egitto per la difesa dei diritti e per la democratizzazione del Paese, Sanaa Seif è stata arrestata nel 2020 davanti alla sede della procura generale di polizia, al cairo, dove si era recata per denunciare un'aggressione subita insieme alla madre e alla sorella. Da alcuni giorni le tre donne avevano deciso di accamparsi all'ingresso del carcere di tora, dove era rinchiuso il fratello Alaa, per protestare contro il fatto che da tempo non ricevessero notizie sulle sue condizioni da parte delle autorità carcerarie.


 Come suo fratello Alaa Abdel Fattah, anche Sanaa è stata tra i membri più attivi del movimento popolare per la democrazia che nel 2011 condusse alla fine del trentennale regime di Hosni Mubarak, divenendo poi tra i più fermi oppositori del generale Abdel Fatah al Sisi, divenuto presidente dopo aver deposto nel 2013 il presidente eletto mohammad morsi. Proprio qualche giorno fa, Abdel Fath si è visto comminare da un tribunale speciale una pena non appellabile a cinque anni di reclusione per diffusione di false notizie, dopo essere stato arrestato nel 2019