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Ho paura per la democrazia

"Temo che ciò che a costo di dure battaglie siamo riusciti a ottenere a livello globale — il diritto a elezioni libere, giuste e svincolate da politici prepotenti — in America sia diventato pericolosamente fragile", dice l'ex presidente americano
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Un anno fa, un'onda violenta guidata da politici senza scrupoli prendeva d’assalto il Campidoglio, e per poco non è riuscita a impedire il trasferimento democratico dei poteri. Noi, i quattro ex presidenti, abbiamo condannato quelle azioni, affermando la legittimità delle elezioni del 2020.

A un anno da quegli avvenimenti, coloro che avevano sostenuto la calunnia secondo cui i risultati elettorali erano stati il frutto di brogli hanno assunto il controllo di un partito politico e continuano ad alimentare la sfiducia nel nostro sistema elettorale. Queste forze esercitano potere e influenza tramite un’incessante opera di disinformazione, che continua a mettere gli americani gli uni contro gli altri.

Nel mio Stato natale, la Georgia, così come in Texas e Florida, i politici hanno sfruttato a proprio vantaggio il clima di sfiducia da loro creato per promulgare leggi che consentono di intervenire nei procedimenti elettorali. Vogliono vincere a tutti i…

Un anno fa, un'onda violenta guidata da politici senza scrupoli prendeva d’assalto il Campidoglio, e per poco non è riuscita a impedire il trasferimento democratico dei poteri. Noi, i quattro ex presidenti, abbiamo condannato quelle azioni, affermando la legittimità delle elezioni del 2020.

A un anno da quegli avvenimenti, coloro che avevano sostenuto la calunnia secondo cui i risultati elettorali erano stati il frutto di brogli hanno assunto il controllo di un partito politico e continuano ad alimentare la sfiducia nel nostro sistema elettorale. Queste forze esercitano potere e influenza tramite un’incessante opera di disinformazione, che continua a mettere gli americani gli uni contro gli altri.

Nel mio Stato natale, la Georgia, così come in Texas e Florida, i politici hanno sfruttato a proprio vantaggio il clima di sfiducia da loro creato per promulgare leggi che consentono di intervenire nei procedimenti elettorali. Vogliono vincere a tutti i costi. Temo che ciò che a costo di dure battaglie siamo riusciti a ottenere a livello globale — il diritto a elezioni libere, giuste e svincolate da politici prepotenti — in America sia diventato pericolosamente fragile.

Io stesso nel 1962 mi trovai a fare i conti con questa minaccia: il capo di una contea tentò di farmi perdere le elezioni al Senato della Georgia falsificando schede elettorali. A partire da quell’episodio, la salvaguardia e il progresso della democrazia hanno sempre rappresentato per me una priorità. Uno dei miei obiettivi principali, da presidente, è stato di istituire — in Africa ma non solo — un governo della maggioranza. Dopo aver lasciato la casa Bianca e fondato il Carter Center ho lavorato per promuovere in tutto il mondo lo svolgimento di elezioni libere, eque e regolari.

A ogni elezione, mia moglie Rosalynn ed io ci siamo commossi di fronte a migliaia di cittadini che andavano a votare per la prima volta in elezioni libere. Ho anche visto, però, come sistemi democratici possano finire nelle mani di giunte militari o despoti affamati di potere. Sudan e Myanmar lo dimostrano.

Affinché la democrazia americana possa sopravvivere, dobbiamo esigere che i nostri leader e i nostri candidati difendano gli ideali della libertà e adottino un comportamento integerrimo. Le persone di ogni orientamento devono credere ai principi fondamentali della Costituzione. Le elezioni devono svolgersi pacificamente, al riparo da intimidazioni e violenze. In secondo luogo, dobbiamo esigere riforme che garantiscano la precisione dei risultati.

Le false rivendicazioni di voti illegali e i conteggi ripetuti e insensati non fanno che minare gli ideali democratici. Terzo: dobbiamo opporci alla polarizzazione in ambito politico. Siamo tutti umani, siamo tutti americani, e nutriamo tutti speranze comuni. Dobbiamo tornare a dialogare. Quarto: non c’è posto per la violenza nella politica, e dobbiamo urgentemente approvare o rafforzare leggi che ribaltino la propensione alla diffamazione e all’intimidazione. Occorre infine affrontare il tema della disinformazione, diffusa soprattutto sui social media. Dobbiamo riformare queste piattaforme.

La nostra grande nazione è sull’orlo di un precipizio. Se non agiamo subito rischiamo un conflitto civile e la perdita della nostra preziosa democrazia. Gli americani devono mettere da parte le differenze e lavorare insieme, prima che sia troppo tardi.

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