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Kazakistan: petrolio, gas e rinnovabili, quanti affari con l’Italia

Il presidente kazako Kassym-Jomart Tokayev (afp)
Le relazioni commerciali tra i due Paesi
2 minuti di lettura

Un faticoso recupero. In cui si sta cercando di inserire le nuove opportunità offerte dalla lotta ai cambiamenti climatici, il tutto nella complicata intersezione con il dopo-Covid. Così si può sintetizzare lo stato delle relazioni commerciali fra Italia e Kazakistan, sempre che resti senza conseguenze la "rivolta del gas". Le esportazioni italiane erano ben lanciate prima della pandemia: nel 2018 avevano superato il miliardo (1.086,35 milioni di euro) e spaziavano dagli attrezzi ginnici di Technogym ai pregiati lampadari di Murano dell'azienda I Dogi. L'anno dopo ancora meglio: 1 miliardo e 88 milioni. L'Italia era il primo partner fra i Paesi Ue, la protagonista all'ExpoAstana ogni estate, l'Eni inaugurava il centro culturale Enrico Mattei.

Un faticoso recupero. In cui si sta cercando di inserire le nuove opportunità offerte dalla lotta ai cambiamenti climatici, il tutto nella complicata intersezione con il dopo-Covid. Così si può sintetizzare lo stato delle relazioni commerciali fra Italia e Kazakistan, sempre che resti senza conseguenze la "rivolta del gas". Le esportazioni italiane erano ben lanciate prima della pandemia: nel 2018 avevano superato il miliardo (1.086,35 milioni di euro) e spaziavano dagli attrezzi ginnici di Technogym ai pregiati lampadari di Murano dell'azienda I Dogi. L'anno dopo ancora meglio: 1 miliardo e 88 milioni. L'Italia era il primo partner fra i Paesi Ue, la protagonista all'ExpoAstana ogni estate, l'Eni inaugurava il centro culturale Enrico Mattei.


Poi, inevitabile, la frenata. Nell'horribilis 2020 l'export si è dimezzato a 565,5 milioni, e ora fatica a riprendersi: se nei primi nove mesi del 2020 si era riusciti a raggiungere i 428 milioni di vendite, nello stesso periodo (gennaio-settembre) del 2021 ci si è fermati a 362,4 milioni. Una diminuzione del 15% a confermare quanto sia difficile riattivare rapporti economici assai ardui da costruire. Veleggiano solo le importazioni in Italia: avevano raggiunto i 2,1 miliardi nel 2019, sono scese a 1,2 miliardi nel solito 2020, ma già nei primi nove mesi dell'anno scorso hanno nuovamente sfiorato il miliardo. Qui il discorso è più semplice perché si limita a una voce: petrolio, anzi petrolio e gas.


Proprio sul fronte energetico l'Italia però si gioca la partita più prestigiosa. L'Eni opera in Kazakistan da subito dopo l'indipendenza, nel 1992, e ha raggiunto i 40 milioni di barili di greggio di produzione e 2,9 miliardi di metri cubi di gas in due giacimenti: l'offshore nel Caspio di Kashagan (in cui ha il 16,8% in joint venture con Shell, Total, Exxon, ConocoPhillips e dove si punta ad arrivare a 450 milioni di barili complessivi), e Karachaganak nel nord-ovest (qui ha il 29,2% con Shell, Lukoil e Chevron). La riserva accertata di competenza Eni supera i 1.200 milioni di barili complessivi. I pozzi lavorano finora, sembra, senza interruzioni. Il gruppo del cane a sei zampe ha poi lanciato nel 2020 un progetto sulle rinnovabili avviando il parco eolico Badamsha da 48 MW nella regione di Aktobe: l'anno scorso ha prodotto elettricità per 195 GWh con un risparmio di 172mila tonnellate da CO2. Il progetto è tanto piaciuto alle autorità locali che è già cominciata la costruzione della seconda unità per altri 48 MW. Non è finita: l'anno scorso l'Eni ha avviato i lavori per un impianto fotovoltaico da 50 MW a Shaulder nel sud del Paese e ha firmato in luglio con la KazMunaiGas un altro accordo per progetti nell'idrogeno e nei biocarburanti.


Ma le collaborazioni possibili non si limitano all'energia. "In Kazakistan ci sono ampie zone temperate che si prestano a tante coltivazioni alimentari", spiega Luigi Scordamaglia, a capo di Filiera Italia, un'alleanza fra Coldiretti e gruppi industriali come Inalca, De Rica, Amadori, De Cecco, Antinori. "Il nostro contributo in termini di know-how e tecnologia può essere decisivo per la modernizzazione delle tecniche agricole e dell'industria di trasformazione". Per ora l'Italia ha esportato in Kazakistan prodotti per 17 milioni nei primi nove mesi del 2021, fra cui 3 milioni di vino, e importato cereali e mangimi per 35 milioni. Cifre che possono rapidamente moltiplicarsi.