Esteri

Etiopia, 56 morti in un raid aereo contro un campo profughi nel Tigray

Un bambino tra i sopravvissuti dell'attacco aereo nel Tigray
Un bambino tra i sopravvissuti dell'attacco aereo nel Tigray (reuters)
La notizia arriva poche ore dopo la decisione del premier Abiy Ahmed di liberare alcuni leader dei ribelli in occasione del Natale ortodosso
1 minuti di lettura

Almeno 56 persone sono state uccise e altre decine ferite in un attacco aereo condotto su un campo per sfollati nel nord dell'Etiopia: lo riferisce il sito della Bbc citando operatori umanitari e immagini rilanciate sui social media che mostrano cure prestate a feriti dopo un raid su una scuola nella città di Dedebit, nella regione etiope dei Tigray. Le forze governative combattono contro i ribelli nel Tigray da oltre un anno in una guerra che ha già causato migliaia di morti.

Detenuti liberati

La notizia arriva poche ore dopo che il governo etiope ha annunciato il rilascio di diversi prigionieri, tra cui esponenti del Fronte popolare di liberazione del Tigray (Tplf) e dell'opposizione Omoro e Amhara. Tra loro anche il leader Eskinder Nega, arrestato nelle violente proteste del 2020. La notizia è stata diffusa in una nota mentre il premier Abiy Ahmed ha celebrato il Natale ortodosso, sottolineando la necessità di una "riconciliazione nazionale" dopo 14 mesi di dura guerra civile nel nord. Lo "scopo" di questa iniziativa "è spianare la strada a una soluzione duratura ai problemi dell'Etiopia in modo pacifico e non violento", aveva sottolineato l'esecutivo.



"Accolgo con favore il rilascio dal carcere in Etiopia di numerosi detenuti, comprese le figure chiave dell'opposizione, e invito le parti a consolidare questo significativo passo verso il rafforzamento della fiducia concordando una cessazione delle ostilità e un cessate il fuoco duraturo, nonché avviando un dialogo nazionale credibile e inclusivo e un processo di riconciliazione". Lo aveva detto il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres. "Rimarrò attivamente impegnato con tutte le parti interessate nell'assistere l'Etiopia per porre fine ai combattimenti e ripristinare la pace e la stabilità", aveva aggiunto, sottolineando che "dopo il mio ultimo contatto con il primo ministro Abiy Ahmed, attendo anche un significativo miglioramento dell'accesso umanitario a tutte le aree colpite dal conflitto".