Ucraina, Mosca promette: "Nessuna invasione". Ma Biden non si fida
dal nostro corrispondente Paolo Mastrolilli , dal nostro corrispondente Paolo MastrolilliNEW YORK - Di buono c'è che Usa e Russia si sono sedute al tavolo di Ginevra, almeno a parole Mosca ha detto che non vuole invadere l'Ucraina, e hanno deciso di continuare il dialogo. Tutto il resto però rimane in sospeso e le distanze sono significative, tanto sul piano procedurale, quanto su quello della sostanza.
Sul primo punto, Washington ha ripetuto che per aprire un vero negoziato sono necessari segnali di serietà, ossia il ritiro delle truppe ammassate ai confini col territorio di Kiev, che il Cremlino non ha dato. Sul secondo, Biden non ha ancora capito se Putin vuole una trattativa autentica, oppure cerca la scusa per giustificare un nuovo intervento militare, sempre nell'ottica di ristabilire l'influenza dell'ex impero sovietico.
Di sicuro i punti di partenza sulla sostanza sono distanti, perché mentre gli americani sono disposti a discutere solo i limiti alle esercitazioni militari, lo schieramento dei missili in Europ…
NEW YORK - Di buono c'è che Usa e Russia si sono sedute al tavolo di Ginevra, almeno a parole Mosca ha detto che non vuole invadere l'Ucraina, e hanno deciso di continuare il dialogo. Tutto il resto però rimane in sospeso e le distanze sono significative, tanto sul piano procedurale, quanto su quello della sostanza.
Sul primo punto, Washington ha ripetuto che per aprire un vero negoziato sono necessari segnali di serietà, ossia il ritiro delle truppe ammassate ai confini col territorio di Kiev, che il Cremlino non ha dato. Sul secondo, Biden non ha ancora capito se Putin vuole una trattativa autentica, oppure cerca la scusa per giustificare un nuovo intervento militare, sempre nell'ottica di ristabilire l'influenza dell'ex impero sovietico.
Di sicuro i punti di partenza sulla sostanza sono distanti, perché mentre gli americani sono disposti a discutere solo i limiti alle esercitazioni militari, lo schieramento dei missili in Europa e il controllo degli armamenti convenzionali e nucleari, i russi chiedono che l'Ucraina resti fuori dalla Nato, l'Alleanza rinunci a qualsiasi espansione verso Est, rimuova gli asset schierati nell'ex Patto di Varsavia, e torni all'architettura della sicurezza esistente prima del 1997. Su queste basi un'intesa è impossibile, ma avendo incassato il risultato di costringere Biden ad ascoltarlo, è difficile che Putin sia pronto a rinunciare alla leva della minaccia militare contro Kiev.
I colloqui di ieri a Ginevra sono durati otto ore. Alla fine il vice ministro degli Esteri russo Ryabkov ha detto che "non abbiamo intenzione di invadere l'Ucraina", ma "se la Nato procederà con lo schieramento di capacità in Europa, ciò richiederà una risposta militare. Non abbiamo più spazio per arretrare". Su questo a Ginevra "non abbiamo fatto progressi. Ma pensiamo che gli americani abbiano preso molto seriamente le proposte russe".
La controparte Wendy Sherman ha risposto che queste proposte, i due trattati offerti da Mosca a Usa e Nato, sono "nonstarter", ossia inaccettabili. Infatti non c'è stato neppure l'inizio di una trattativa. La vice segretaria di Stato ha ribadito che se il Cremlino fa sul serio, la Casa Bianca è pronta a discutere "i limiti reciproci alle esercitazioni, le armi nucleari, i controlli su quelle convenzionali", magari resuscitando il trattato sulle Intermediate-Range Nuclear Forces.
È escluso invece che la Russia abbia il veto sulle attività della Nato, il numero di truppe schierate in Europa, i paesi che aderiscono, i suoi rapporti con l'Ucraina. Per negoziare seriamente bisognerebbe togliere la pistola dalla tempia della controparte, ossia avviare la de-escalation, che secondo Sherman significa "riportare nelle caserme i 100.000 uomini schierati" ai confini con Kiev. Mosca replica che quei soldati sono sul suo territorio, dove è libera di fare come crede, ma Washington replica che se è un'esercitazione, il Cremlino dovrebbe chiarirne portata, obiettivo e durata.
Sherman oggi sarà alla Nato, per preparare il vertice di domani e quello dell'Osce di giovedì. Ha detto che gli alleati europei hanno manifestato "comprensione" per le dure sanzioni minacciate dagli Usa se ci sarà l'invasione. Resta da capire se Putin la sta usando come leva per ottenere concessioni negoziali, oppure prepara il fallimento della diplomazia per giustificare la guerra.