Tutti pazzi per la "pantera grigia" dei videogiochi. Ma Pechino prende provvedimenti
dal nostro corrispondente Gianluca Modolo , dal nostro corrispondente Gianluca ModoloPECHINO - Nome di battaglia: Vecchio Yang. Età: 86. Follower: 230mila. Professione: ex ingegnere in pensione diventato oggi una vera e propria star tra i gamers cinesi. Yang Binglin ha speso tutta la carriera lavorando nelle più importanti aziende petrolifere del Dragone e ora ha scoperto la sua nuova passione: i videogiochi.
Che siano le corse automobilistiche o gli “sparatutto” come Far Cry, poco importa. Un paio di volte al mese il signor Yang condivide con i suoi fan su Bilibili i video delle sue performance alla consolle. Un successo straordinario. Ma non isolato. Complice la pandemia e pure le nuove restrizioni per i minorenni, i nonni con il joystick in mano crescono a dismisura. Secondo un rapporto pubblicato quest’estate dal Baidu Institute of Marketing, i giocatori dai capelli bianchi oggi in Cina si stimano tra i 45 e i 57 milioni: il doppio rispetto ad appena un anno fa. E l’enorme mercato dell’industria dei videogioc…
PECHINO - Nome di battaglia: Vecchio Yang. Età: 86. Follower: 230mila. Professione: ex ingegnere in pensione diventato oggi una vera e propria star tra i gamers cinesi. Yang Binglin ha speso tutta la carriera lavorando nelle più importanti aziende petrolifere del Dragone e ora ha scoperto la sua nuova passione: i videogiochi.
Che siano le corse automobilistiche o gli “sparatutto” come Far Cry, poco importa. Un paio di volte al mese il signor Yang condivide con i suoi fan su Bilibili i video delle sue performance alla consolle. Un successo straordinario. Ma non isolato. Complice la pandemia e pure le nuove restrizioni per i minorenni, i nonni con il joystick in mano crescono a dismisura. Secondo un rapporto pubblicato quest’estate dal Baidu Institute of Marketing, i giocatori dai capelli bianchi oggi in Cina si stimano tra i 45 e i 57 milioni: il doppio rispetto ad appena un anno fa. E l’enorme mercato dell’industria dei videogiochi cinese (278 miliardi di yuan) sta iniziando ad accorgersene. Molte aziende stanno pensando a come sviluppare videogiochi appositamente pensati per questa particolare - e nuova - nicchia di appassionati.
Non sarà così facile, però. Quello dei videogiochi è uno dei settori entrato quest’estate nel mirino del Partito e la sospensione di nuove licenze è tuttora in vigore. “Oppio dello spirito”: così ad agosto li aveva definiti in un editoriale l’Economic Information Daily, giornale affiliato all'agenzia di stampa ufficiale Xinhua. “Nessuno può essere autorizzato a svilupparsi in modo tale da distruggere una generazione”. Chiaro messaggio a colossi come Tencent, regina incontrastata del settore: un terzo degli introiti della società di Pony Ma (6 miliardi di dollari) arriva dai videogame. E a NetEase. A settembre erano arrivate le nuove regole per i minori di 18 anni. Un’ora al giorno, tre alla settimana, soltanto il venerdì, il sabato, la domenica e durante le feste comandate. E in una fascia oraria ben precisa, che ora sarà vietatissimo sforare: dalle 20 alle 21. Poi stop, fine dei giochi, spegnere il pc, lo smartphone e via a nanna. Il Partito decide quando e quanto si può giocare.
La dipendenza da videogiochi è in effetti un problema serio nel Paese ed è per questo che già dal 2019 ai minorenni era permesso giocare solamente un’ora e mezzo al giorno (tre nei weekend) con un vero e proprio coprifuoco dalle 22 alle 8. Ma, si sa, fatta la legge trovato l’inganno. E così a molti bastava usare l’account e i documenti di un adulto per fare il login al proprio videogame preferito. E il gioco - è il caso di dirlo - era fatto.
La Cina è il primo mercato al mondo per i videogiochi (36 miliardi di dollari nel 2020) e oggi i gamers ai quattro angoli del Dragone sono 740 milioni: la popolazione di Usa, Giappone, Germania, Francia e Regno Unito messa assieme.
Alla Conferenza annuale dell'industria dei giochi in programma a Canton vedremo se saranno in arrivo nuove restrizioni. A Vecchio Yang forse più di tanto non interessa. Lui continua a giocare. “Nonno, sei il nostro idolo”, gli scrivono i giocatori più giovani. Ed è felice così.