✕

Israele, non vaccinati occupano il 100% dei macchinari per l'ossigenazione

Tamponi in Israele (reuters)
Secondo un team di esperti dell’Università Ebraica di Gerusalemme, se con Omicron il vaccino si dimostra poco capace di proteggere dall’infezione, l’inoculazione rimane efficace al 90% nel prevenire i sintomi gravi
2 minuti di lettura

GERUSALEMME - Anche in Israele Omicron avanza rapidamente con una tempesta di contagi: già oltre 45,000 al giorno quelli certificati, ma la cifra potrebbe essere ben più alta con gli esperti che prevedono tra gli 800mila e i due milioni di casi attivi nel giro di pochi giorni (su una popolazione di nove milioni di abitanti). I numeri della nuova variante mettono sotto pressione il sistema Paese e soprattutto la rete ospedaliera - sono oltre 5,500 i sanitari in quarantena. Ma per quanto riguarda la malattia grave anche in Israele il problema riguarda in particolare i non vaccinati, in una nazione dove è inoculata circa l'85% della popolazione sopra i 12 anni.

Il Paese ha 257 pazienti definiti in condizioni serie, 195 dei quali sopra i sessant'anni, una fascia d'età in cui il 91% sono inoculati con almeno due dosi e l'83% anche con il booster. Eppure, coloro che non hanno ricevuto nessun vaccino sono un terzo dei casi. Sotto i 60, sono 45 i p…

GERUSALEMME - Anche in Israele Omicron avanza rapidamente con una tempesta di contagi: già oltre 45,000 al giorno quelli certificati, ma la cifra potrebbe essere ben più alta con gli esperti che prevedono tra gli 800mila e i due milioni di casi attivi nel giro di pochi giorni (su una popolazione di nove milioni di abitanti). I numeri della nuova variante mettono sotto pressione il sistema Paese e soprattutto la rete ospedaliera - sono oltre 5,500 i sanitari in quarantena. Ma per quanto riguarda la malattia grave anche in Israele il problema riguarda in particolare i non vaccinati, in una nazione dove è inoculata circa l'85% della popolazione sopra i 12 anni.

Il Paese ha 257 pazienti definiti in condizioni serie, 195 dei quali sopra i sessant'anni, una fascia d'età in cui il 91% sono inoculati con almeno due dosi e l'83% anche con il booster. Eppure, coloro che non hanno ricevuto nessun vaccino sono un terzo dei casi. Sotto i 60, sono 45 i pazienti in condizioni serie non vaccinati a fronte di sei vaccinati (e altri cinque vaccinati oltre sei mesi fa).

E anche tra i pazienti in condizioni serie, la differenza in termini di stato di salute è evidente: tutti gli individui che hanno bisogno di usufruire dei macchinari ECMO per l'ossigenazione extra corporea - 12 al momento - non sono vaccinati, così come il 58% dei pazienti intubati.

 



Secondo l'ultimo rapporto prodotto dal team di esperti dell'Università ebraica di Gerusalemme che monitora la pandemia nel paese, se è vero che l'efficacia del vaccino nel proteggere dall'infezione da Omicron è decisamente più bassa rispetto alle varianti precedenti (intorno al 10-20%), l'inoculazione rimane un'arma formidabile contro la malattia grave, con il 90% di efficacia.

Così, nonostante il numero di pazienti positivi al COVID negli ospedali stia crescendo rapidamente - anche a causa di molti individui in cura per altre ragioni che risultano infetti - i record delle ondate precedenti al momento rimangono lontani (a gennaio 2021 i pazienti in condizioni serie erano oltre 1,200).

 



Così il governo di Naftali Bennett mantiene l'approccio seguito fino a questo momento: mantenere l'economia "il più aperta possibile" nonostante le sfide e proteggere i più vulnerabili, bambini compresi.

Il premier ha categoricamente escluso l'ipotesi di un lockdown per rallentare le infezioni ("non servirebbe" ha dichiarato). La quarantena per i positivi è stata accorciata da dieci giorni a una settimana, almeno per chi non presenta sintomi negli ultimi tre giorni. I test molecolari sono stati riservati a chi ha più di sessant'anni e ai fragili per consentire di accertare l'infezione il più rapidamente possibile e somministrare uno dei trattamenti antivirali a disposizione per evitare loro lo sviluppo de sintomi gravi. E nel frattempo, la campagna per vaccinarli con la quarta dose e metterli in sicurezza procede spedita con circa 470mila individui già inoculati.

Anche qui i problemi non mancano: con la variante in circolazione sono comunque tantissimi gli israeliani in quarantena, e anche chi sta bene cerca di evitare attività non necessarie come andare al ristorante, a fare shopping o partecipare a eventi culturali. Bennett promette che se necessario il governo sarà pronto a offrire sostegno economico a settori specifici, anche se sia lui che il ministro delle Finanze Avigdor Liberman escludono aiuti a pioggia. L'economia israeliana è forte e si riprenderà in fretta, spiegano.