Tonga, nuova eruzione del vulcano. L'isola teme per l'acqua potabile e per il veleno delle ceneri
Daniele Mastrogiacomo , Daniele MastrogiacomoChe fine ha fatto Tonga, l’isola del sud del Pacifico colpita dall’eruzione del vulcano sottomarino? Non ci sono notizie chiare e complete. La violentissima esplosione ha messo fuori uso il cavo internet che collega l’atollo con la Nuova Zelanda e l’Australia. Ha resistito solo la rete interna. I governi dei due Paesi hanno spedito aerei di ricognizione sull’area per tentare di fare un primo bilancio. Le operazioni si presentano più difficili del previsto anche perché la notte scorsa, prime ore del mattino sul luogo, c’è stata una nuova eruzione dal vulcano Hunga Tonga-Hunga Ha?apai. L’ha registrata il Volcanic Ash Advisory Center di Camberra. Le poche notizie che arrivano dal posto raccontano di ingenti danni alle strutture ma per fortuna non alle persone. Si segnala un morto, una donna di origine britannica spazzata via dalle onde dello tsunami provocato dall’eruzione.
Che fine ha fatto Tonga, l’isola del sud del Pacifico colpita dall’eruzione del vulcano sottomarino? Non ci sono notizie chiare e complete. La violentissima esplosione ha messo fuori uso il cavo internet che collega l’atollo con la Nuova Zelanda e l’Australia. Ha resistito solo la rete interna. I governi dei due Paesi hanno spedito aerei di ricognizione sull’area per tentare di fare un primo bilancio. Le operazioni si presentano più difficili del previsto anche perché la notte scorsa, prime ore del mattino sul luogo, c’è stata una nuova eruzione dal vulcano Hunga Tonga-Hunga Ha?apai. L’ha registrata il Volcanic Ash Advisory Center di Camberra. Le poche notizie che arrivano dal posto raccontano di ingenti danni alle strutture ma per fortuna non alle persone. Si segnala un morto, una donna di origine britannica spazzata via dalle onde dello tsunami provocato dall’eruzione.
Il mare si è scagliato sulle coste e ha letteralmente spazzato via il resort Ha’atafu Beach, sulla penisoma di Hihifo, 21 km a ovest della capitale Nuku’alofa. Angela Glover viveva nelle vicinanze. Gestiva un negozio di tatuaggi. Con il marito sono andati a recuperare i loro cani nel rifugio per animali che avevano allestito ma sono stati sorpresi dallo tsunami. L’uomo, James, è riuscito a fuggire verso l’alto in mezzo alla boscaglia; Angela non ce l’ha fatta ed è stata travolta da una prima ondata.
"Case scagliate in giro"
Grazie ai social, Facebook soprattutto, sono cominciate ad arrivare alcune immagini e le prime notizie. Il ministro australiano per il Pacifico, Zed Seselja, riporta la Reuters, ha sostenuto in un’intervista a una stazione radio che i primi rapporti suggerivano di una vera strage anche nel Paese ma che la polizia aveva visitato le spiagge e confermato solo che c’erano stati danni rilevanti alle strutture con “le case scagliate in giro”. Si pensa che l’eruzione e il successivo tsunami abbiano coinvolto almeno 80mila persone. Il problema principale su Tonga è l’acqua potabile. Sono saltate le reti idriche e l’acqua disponibile potrebbe essere contaminata. Non si può bere.
È rischioso anche respirare. I veleni sprigionati dal vulcano con l’enorme nube carica di zolfo e cenere è altamente tossica. “La maggior parte della gente non lo sa”, ha detto il vice capo missione di Tonga in Australia, Curtis Tu’ihalangingie. “La cenere è tossica e fa male alla respirazione. Tutti devono indossare una mascherina”.
Solidarietà e paura
È scattata intanto subito una corsa alla solidarietà. Ma le autorità invitano alla pazienza e chiedono di non tentare di inviare prodotti di aiuto a Tonga. “Non vogliamo un’atra ondata sanitaria, uno tsunami di Covid 19”, ha spiegato il vice capo della missione. “Qualsiasi aiuto deve essere messo in quarantena e per il momento nessuno straniero è autorizzato a sbarcare sull’isola. Ci limitiamo a i sorvoli di ricognizione”.
Si stima che non prima di due settimane potrà essere ripristinata la rete sottomarina del web e questo rende più difficili le operazioni di soccorso. Katie Greenwood, capo della delegazione del Pacifico per la federazione internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, ha dichiarato alla Reuters che il vulcano ha eruttato regolarmente negli ultimi decenni. Ma quella di sabato è stata la più forte in 30 anni. È stata avvertita fino a Fiji, Nuova Zelanda, Usa e Giappone. Secondo i dati degli esperti, l’esplosione dell'Hunga Tonga-Hunga Ha’apai è paragonabile solo a quella del Monte Pinatubo nelle Filippine, avvenuta a metà degli anni 80 del secolo scorso.
Morti in Perù
I danni si sono estesi soprattutto sulle coste ovest dell’America Latina. Due donne sono morte nel nord del Perú, nella regione di Lambayeque. Si trovavano sulla spiaggia di Naylamp dove la balneazione è proibita. Ma a quelle latitudini è estate e quindi si va al mare. Sembra che non nuotassero. Un loro cugino ha detto che erano a 200 metri dalla battigia. Aver chiuso 20 porti ha evitato altre vittime. Ma le immagini delle ondate che si abbattono sulla costa travolgendo case e negozi, mercati pieni di gente, lungomare affollati, sono eloquenti. Grida, fughe precipitose, un fiume d’acqua che avanza spazzando via oggetti, persone, macchine, barche, baracche, pali della luce.