Una app modello Tinder per scegliere il presidente francese
dalla nostra corrispondente Anais Ginori , dalla nostra corrispondente Anais GinoriPARIGI - Spopola Elyze, l'applicazione che fa "innamorare" elettori e candidati alle presidenziali. Inventata da due studenti sul modello di Tinder ha come obiettivo di incrociare le preferenze dei cittadini con i programmi dei vari politici in corsa per l'Eliseo in vista del voto di aprile. Scaricata oltre 1,2 milioni volte in meno di due settimane, Elyze permette di scorrere alcuni temi e proposte, e ogni volta, proprio come sulla famosa applicazione d'incontri, fare uno swipe in un senso o nell'altro per dare o meno l'approvazione. Like o dislike, avanzando così in una selezione dei candidati che dovrebbero essere vicini al proprio orientamento politico.
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PARIGI - Spopola Elyze, l'applicazione che fa "innamorare" elettori e candidati alle presidenziali. Inventata da due studenti sul modello di Tinder ha come obiettivo di incrociare le preferenze dei cittadini con i programmi dei vari politici in corsa per l'Eliseo in vista del voto di aprile. Scaricata oltre 1,2 milioni volte in meno di due settimane, Elyze permette di scorrere alcuni temi e proposte, e ogni volta, proprio come sulla famosa applicazione d'incontri, fare uno swipe in un senso o nell'altro per dare o meno l'approvazione. Like o dislike, avanzando così in una selezione dei candidati che dovrebbero essere vicini al proprio orientamento politico.
"Abbiamo costruito questo strumento per riconciliare la nostra generazione con le elezioni presidenziali", ha spiegato Grégoire Cazcarra, 22 anni. Passato dall'università Sciences Po e ora studente in master nella business school Escp di Parigi, ha già pubblicato l'anno scorso un libro dal titolo "Génération engagée", generazione impegnata. Mai come questa volta, con la pandemia ancora in corso, è forte l'allarme astensionismo, in particolare tra i giovani.
La comparsa di Elyze è sembrata una innovazione benvenuta. Ma da qualche giorno sono cominciate le polemiche. Alcuni utenti hanno individuato un difetto nell'applicazione che permetteva di modificare le proposte dei candidati, un bug che è stato poi corretto dagli sviluppatori. Dei sostenitori di Jean-Luc Mélenchon hanno poi evidenziato che a parità di punteggi nelle preferenze alla fine era comunque Emmanuel Macron che arrivava in cima come candidato ideale. Il capo dello Stato tra l'altro non ha neppure ancora dichiarato di voler correre per un bis (anche se pochi dubitano) e quindi non ha un programma ufficiale per la sua rielezione. Nel suo caso, come in altri, sono state inserite non delle promesse elettorali ma semplici dichiarazioni pubbliche.
C'è poi una confusione totale sui temi: la proposta di una legge sul fine vita può apparire subito dopo la richiesta di abbandonare l'energia nucleare o ripristinare il servizio militare. Insomma, anche se Cazcarra e il suo altro socio François Mari rivendicano di essere apolitici e in buona fede, il processo per accoppiare elettori e candidati non è del tutto affidabile, e assomiglia più che altro a un gioco. Ma la cosa che ora preoccupa le autorità, visto il successo dell'applicazione, è la riservatezza garantita dagli sviluppatori del progetto. Anche in questo caso, sono state segnalate alcune falle nella sicurezza del trattamento dati e il timore che informazioni private siano cedute a piattaforme o soggetti terzi, magari proprio organizzazioni politiche. La Commission nationale de l'informatique et des libertés (Cnil), l'autorità pubblica indipendente incaricata di garantire il rispetto dei dati personali, ha deciso di verificare se Elyze è conforme alle regole.