Arabia Saudita, l'ex imam della Mecca ora scandalizza i conservatori
di Karima Moual , di Karima MoualC'è un Imam di razza che si è vestito da attore e sta facendo fare notti insonni a molti conservatori e radicali, proprio dalla culla dell'Islam: l'Arabia Saudita.
Adil Al Kalbani, ex imam della Grande Moschea della Mecca, molto famoso non solo nel Paese ( 6.732.481 followers su twitter), ha appeso la lunga tunica bianca insieme al ghotra tradizionale che copre il capo, vestendo i panni dell'attore molto hollywoodiano, per la seconda volta; uscendo nei video di promozione per il Riad Season, il festival di intrattenimento lanciato dalla General Entertainment Autority. L'evento, per il Paese e per come vuole presentarsi all'estero, è di primaria importanza tant'è che fa parte di "Vision 2030" del Regno, promossa da Mohammed bin Salman.
Ovviamente, il volto con la lunghissima barba bianca dell'Imam Adil Al Kalbani non è passato inosservato, per la sua notorietà e il suo ruolo in ambito reli…
C'è un Imam di razza che si è vestito da attore e sta facendo fare notti insonni a molti conservatori e radicali, proprio dalla culla dell'Islam: l'Arabia Saudita.
Adil Al Kalbani, ex imam della Grande Moschea della Mecca, molto famoso non solo nel Paese ( 6.732.481 followers su twitter), ha appeso la lunga tunica bianca insieme al ghotra tradizionale che copre il capo, vestendo i panni dell'attore molto hollywoodiano, per la seconda volta; uscendo nei video di promozione per il Riad Season, il festival di intrattenimento lanciato dalla General Entertainment Autority. L'evento, per il Paese e per come vuole presentarsi all'estero, è di primaria importanza tant'è che fa parte di "Vision 2030" del Regno, promossa da Mohammed bin Salman.
Ovviamente, il volto con la lunghissima barba bianca dell'Imam Adil Al Kalbani non è passato inosservato, per la sua notorietà e il suo ruolo in ambito religioso, perché in questo caso i riflettori non sono stati puntati su di lui per un sermone o una fatwa per delineare la via al buon musulmano, ma lo ha prestato a un settore, quello artistico e cinematografico, ritenuto dagli ultraconservatori come haram ( peccato), il simbolo di Satana da cui starne alla larga, come quello del ballo o della danza solo per fare qualche esempio.
I due minuti del teaser di promozione al festival per il nuovo film sono stati un affronto così forte da non riuscire a fermare l'indignazione sui social network, che continuano da ore ad arricchire il dibattito. Ci sono i meme, gli insulti, chi gli manda versetti del Corano come monito, o sermoni di suoi stessi colleghi che condannano il cinema e chi fa cinema. Poi, chi lo apostrofa come il venduto al potere, ma c'è anche chi lo difende.
Lui intanto sul suo profilo twitter, che non a caso nella bio sceglie la frase "Molti usano l'islam mentre pochi lo servono", non polemizza in prima persona ma usa le parole del Profeta dell'Islam: " disse Dio al Suo Profeta, {A te spetta solo comunicare, a noi il conto}
In questo momento i musulmani hanno lasciato la comunicazione e si sono impegnati nell'aritmetica!!!"
Insomma a buon intenditor poche parole.
Certo è che quei comunicatori che stanno dietro le quinte del Riad Season, ma con Turki Al Sheikh che ci mette la faccia, non possono che essere dei geni. Consapevoli della sfida che li attende, in un Paese dove sino a qualche anno erano i soli conservatori a dettare legge - e certamente continueranno ad usare il loro potere per scardinare il difficile equilibrio in un Paese che è considerato il custode dell'islam- non potevano trovare miglior sponsor all'ascesa del nuovo volto che si vuole dare al Paese. Sbaglia chi pensa a questo festival come un evento artistico perché in realtà ha una portata politica importante che segna la via per il futuro dei sauditi nel loro Paese e nel mondo. E' un cavallo di Troia straordinario per poter finalmente girare pagina in uno dei Paesi più conservatori e allo stesso tempo immerso nella modernità. Chi meglio dunque di un ex Imam della Grande Moschea della Mecca, come sponsor?
Lui, Adil Al Kalbani sicuramente ne è convinto e ha scelto, la via della comunicazione, perché quella dei conti o del giudizio, poi ci penserà Allah.