Stati Uniti, Ivanka Trump chiamata a testimoniare sull'assalto a Capitol Hill
dal nostro corrispondente Paolo MastrolilliNew York - La Commissione parlamentare d'inchiesta sull'assalto al Congresso vuole parlare con Ivanka Trump, per capire se il padre aveva violato la legge il 6 gennaio del 2021. Se si aggiunge questa mossa alla decisione della Corte Suprema di obbligare la Casa Bianca a consegnare i documenti che possiede su quella drammatica giornata, e alla creazione di un Grand Jury in Georgia per investigare sulle pressioni fatte da Donald per cambiare il risultato delle presidenziali nello stato, si capisce che è in corso un'accelerazione sul fronte delle indagini politiche, oltre a quelle giudiziarie relative alle accuse di frode contro la Trump Organization.
Bennie Thompson, il deputato democratico del Mississippi che presiede il…
New York - La Commissione parlamentare d'inchiesta sull'assalto al Congresso vuole parlare con Ivanka Trump, per capire se il padre aveva violato la legge il 6 gennaio del 2021. Se si aggiunge questa mossa alla decisione della Corte Suprema di obbligare la Casa Bianca a consegnare i documenti che possiede su quella drammatica giornata, e alla creazione di un Grand Jury in Georgia per investigare sulle pressioni fatte da Donald per cambiare il risultato delle presidenziali nello stato, si capisce che è in corso un'accelerazione sul fronte delle indagini politiche, oltre a quelle giudiziarie relative alle accuse di frode contro la Trump Organization.
Bennie Thompson, il deputato democratico del Mississippi che presiede il Select Committee, ha inviato una dettagliata lettera di otto pagine ad Ivanka, in cui spiega perché vorrebbe la sua collaborazione volontaria nel testimoniare, possibilmente il 3 febbraio, o comunque entro la prima settimana del prossimo mese.
Thompson vuole chiarire quattro punti: primo, come si era comportato il presidente la mattina dell'assalto, per convincere il vice Mike Pence a non certificare la vittoria di Biden durante la sessione in Congresso per la conferma dei voti elettorali espressi; secondo, perché non era intervenuto subito e in maniera pubblica allo scopo di condannare e fermare le violenze in corso; terzo, se aveva dato o meno l'ordine di mobilitare la Guardia Nazionale per bloccare gli assalitori; quarto, cosa aveva fatto nei giorni successivi per evitare che simili episodi si ripetessero.
La lettera è piena di dettagli raccolti finora dagli inquirenti, che rendono necessari i chiarimenti. Ad esempio il generale Keith Kellogg, consigliere per la sicurezza nazionale di Pence, ha descritto la telefonata con cui il presidente aveva fatto pressione sul vice, accusandolo di non essere "abbastanza duro". Ivanka era presente, e secondo Kellogg aveva commentato che "Mike è una brava persona".
Chiarire che cosa era successo non è solo una questione di colore, ma di sostanza. Perché se il Select Committee fosse in grado di dimostrare che Trump sapeva di violare la legge, premendo su Pence, e aveva l'intenzione di farlo, a quel punto il caso potrebbe diventare criminale.
Il secondo quesito è importante per capire fino a che punto Donald era coinvolto nell'organizzazione dell'assalto, e perché non era intervenuto per fermarlo. Anche qui Ivanka aveva avuto un ruolo diretto, perché a lei si erano rivolti diversi consiglieri del presidente, tipo i giornalisti della Fox suoi sostenitori, affinché lo tenesse "lontano dai pazzi" che volevano spingerlo ad azioni estreme da colpo di stato.
Il terzo quesito riguarda la sua eventuale complicità, dimostrata dalla resistenza a mobilitare le forze armate per riportare l'ordine. Il quarto indaga invece le condizioni mentali di Trump e le sue responsabilità davanti al paese, ma anche la volontà di proteggere gli aggressori perché si erano mobilitati per lui.
La convocazione poi ha pure lo scopo di spaccare la famiglia, sperando che Ivanka per tutelare i propri interessi e il proprio futuro scarichi il padre. Donald ha ordinato a tutti i collaboratori di non cooperare con la Commissione d'inchiesta parlamentare, e quindi sarebbe uno smacco enorme se la figlia lo facesse. Se poi non lo farà, il Select Committee potrebbe emettere un ordine di comparizione, esponendola al rischio di serie conseguenze giudiziarie.
L'accelerazione di Thompson arriva il giorno dopo che la Corte Suprema ha dato un'altra delusione a Trump, negando la sua richiesta di poter invocare i privilegi della presidenza per non consegnare al Select Committee i documenti in possesso della Casa Bianca sull'assalto. Questo significa che la Commissione ha già ricevuto o sta ricevendo persino gli appunti scritti a mano dal capo di gabinetto Meadows, con cui potrebbe chiarire non solo quanto è successo e le dinamiche interne all'amministrazione, ma anche l'eventuale intento di violare la legge e i piani per rovesciare il risultato delle presidenziali.
Nello stesso tempo la Georgia ha creato un Grand Jury, per investigare gli interventi di Trump sui funzionari locali affinché gli trovassero i voti per vincere lo stato. Anche qui è possibile che emergano risvolti non solo politici, ma penali.
Tutto questo va in parallelo con le inchieste giudiziarie, in particolare quelle condotte dalla Attorney General dello stato di New York Letitia James e dalla procura di Manhattan. Qui è sotto la lente la Trump Organization, che aveva gonfiato o sgonfiato il valore dei propri beni, allo scopo di ottenere trattamenti favorevoli quando chiedeva prestiti, o quando doveva pagare le tasse.