La Francia mette fuorilegge le terapie di conversione per gli omossessuali
dalla nostra corrispondente Anais Ginori , dalla nostra corrispondente Anais GinoriPARIGI - Quarant'anni dopo la depenalizzazione dell'omosessualità in Francia, il parlamento vara una legge che reprime le cosiddette "terapie di conversione", pratiche che pretendono di "curare" le persone Lgbt. Il testo crea un nuovo reato nel codice penale, con fino a due anni di reclusione (tre in caso di circostanze aggravanti) e una multa tra 30mila e 45mila euro. "Abbiamo voluto mandare un segnale forte" spiega Laurence Vanceunebrock, deputata della maggioranza e tra le promotrici della legge. "Condanniamo formalmente - prosegue - tutti coloro che considerano come una malattia il cambiamento di sesso o di identità". L'approvazione del testo è stata bipartisan. Quasi tutti i rappresentanti politici hanno ripetuto in tribuna: "Non c'è niente da curare". Anche Emmanuel Macron ha celebrato l'approvazione della legge. "Essere se stessi non è un crimine, non c'è nie…
PARIGI - Quarant'anni dopo la depenalizzazione dell'omosessualità in Francia, il parlamento vara una legge che reprime le cosiddette "terapie di conversione", pratiche che pretendono di "curare" le persone Lgbt. Il testo crea un nuovo reato nel codice penale, con fino a due anni di reclusione (tre in caso di circostanze aggravanti) e una multa tra 30mila e 45mila euro. "Abbiamo voluto mandare un segnale forte" spiega Laurence Vanceunebrock, deputata della maggioranza e tra le promotrici della legge. "Condanniamo formalmente - prosegue - tutti coloro che considerano come una malattia il cambiamento di sesso o di identità". L'approvazione del testo è stata bipartisan. Quasi tutti i rappresentanti politici hanno ripetuto in tribuna: "Non c'è niente da curare". Anche Emmanuel Macron ha celebrato l'approvazione della legge. "Essere se stessi non è un crimine, non c'è niente da curare" ha scritto in un tweet il capo di Stato.
Non esiste un'indagine nazionale in Francia per valutare la portata del fenomeno. Nel corso del dibattito parlamentare sono state menzionati un centinaio di casi nel 2019 ma secondo alcune associazioni tante vittime faticano a denunciare gli abusi, spesso nati dentro alla famiglia. Le "terapie di conversione", termine nato negli anni Cinquanta negli Stati Uniti, vengono spesso esercitate da militanti anti Lgbt con terapie elettroshock, sessioni di esorcismo, abusi che hanno effetti psicologici o addirittura fisici duraturi sulle vittime, spesso molto giovani. In teoria queste "pratiche barbare", come le ha definite la ministra per l'uguaglianza Elisabeth Moreno, erano già punibili attraverso altri reati come le molestie morali o la violenza e pratica illegale della medicina. Moreno è convinta che la legge avrà un effetto dissuasivo e darà alle vittime il coraggio di "varcare più facilmente la porta di un commissariato di polizia" per sporgere denuncia.
A tre mesi dalle elezioni presidenziali, per Macron e la maggioranza la misura è un segnale inviato agli elettori di centrosinistra, come già le proposte di legge sull'uguaglianza professionale tra uomini e donne, l'estensione della durata legale dell'aborto o la contraccezione gratuita per le donne sotto i 25 anni. Ma la Francia segue anche una tendenza europea. Germania, Malta e Spagna hanno già approvato misure ad hoc per reprimere questo fenomeno e altre leggi sono in discussioni in Belgio, Paesi Bassi e Regno Unito. "Da oggi in Francia, le terapie di conversione, torture inflitte alle persone omosessuali perché cambino orientamento, sono reato. Con il sostegno quasi unanime del Parlamento. Questo è ciò che accade in Europa" ha twittato il deputato italiano Alessandro Zan