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Il capo dell'Fbi lancia l'allarme: "La Cina è la minaccia più grave per gli Stati Uniti"

(afp)

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"Non sono un tipo che si lascia impressionare facilmente, ma le cose che ho visto mi hanno fatto saltare sulla sedia", ha raccontato Christopher Wray.  "La portata del loro programma di hacking e la quantità di dati personali e aziendali che hanno rubato è maggiore di qualsiasi altro Paese messo insieme"
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NEW YORK - Tutta l'attenzione in questi giorni è concentrata sulla Russia, perché secondo l'intelligence americana l'invasione dell'Ucraina potrebbe scattare in ogni momento, ma la minaccia più grave per gli Stati Uniti resta la Cina. L'avvertimento viene dal direttore dell'Fbi, Christopher Wray, che lo ha lanciato durante un'intervista con la televisione Nbc. "Non sono un tipo che si lascia impressionare facilmente - ha detto - ma le cose che ho visto mi hanno fatto saltare sulla sedia".

Il capo del Bureau ha rivelato che i suoi colleghi aprono un'inchiesta di contro spionaggio su Pechino in media ogni 12 ore, e infatti al momen…

NEW YORK - Tutta l'attenzione in questi giorni è concentrata sulla Russia, perché secondo l'intelligence americana l'invasione dell'Ucraina potrebbe scattare in ogni momento, ma la minaccia più grave per gli Stati Uniti resta la Cina. L'avvertimento viene dal direttore dell'Fbi, Christopher Wray, che lo ha lanciato durante un'intervista con la televisione Nbc. "Non sono un tipo che si lascia impressionare facilmente - ha detto - ma le cose che ho visto mi hanno fatto saltare sulla sedia".

Il capo del Bureau ha rivelato che i suoi colleghi aprono un'inchiesta di contro spionaggio su Pechino in media ogni 12 ore, e infatti al momento ne hanno oltre 2.000 in corso. Nella maggior parte dei casi si tratta di operazioni di spionaggio finalizzate a rubare segreti commerciali, tecnologici, industriali o militari, condotte attraverso agenti infiltrati sul terreno, oppure con gli strumenti digitali. Nel novembre scorso, ad esempio, Xu Yanjun è stato condannato per aver cercato di trafugare i protocolli sui materiali con cui la GE costruisce le pale dei motori per gli aerei. Alle volte vengono usati gli studenti mandati negli Stati Uniti con la scusa di frequentare le università, da cui poi conducono le loro operazioni. In altri casi gli attacchi vengono condotti da hacker per via digitale. E sarebbe un errore pensare che si tratta solo di un'offensiva commerciale, perché al centro delle attività spionistiche sulla tecnologia c'è la sfida geopolitica lanciata da Pechino contro Washington, allo scopo di rimpiazzarla come super potenza dominante nel mondo.  

"Non c'è Paese - ha detto Wray - che rappresenti una minaccia più ampia e più grave per la nostra innovazione, le nostre idee e la nostra sicurezza economica della Cina". Quindi ha aggiunto: "La portata del loro programma di hacking e la quantità di dati personali e aziendali che hanno rubato è maggiore di qualsiasi altro Paese messo insieme. La Cina potrebbe essere il primo Paese a combinare questo tipo di ambizione autoritaria con capacità tecniche all'avanguardia. È come l'incubo di sorveglianza della Germania dell'Est combinato con la tecnologia della Silicon Valley". Il capo dell'Fbi ha chiarito che l'obiettivo del suo allarme non sono i cittadini, ma l'apparato statale: "Non mi riferisco al popolo cinese, alle persone di discendenza o eredità cinese. Quello di cui stiamo parlando qui è il governo cinese e il Partito Comunista Cinese".