Libia: il premier Dbeibah sotto attacco, scontro sul nuovo governo
di Vincenzo Nigro , di Vincenzo NigroIN LIBIA la “Camera dei rappresentanti” continua i suoi lavori nella città di Tobruk con un obiettivo principale: sostituire il governo del premier Abdelhamid Dbeibah con un nuovo esecutivo, guidato da un primo ministro indicato al termine delle votazioni che si svolgeranno nel Parlamento. Sarebbe un altro governo provvisorio, incaricato di portare il paese ad elezioni. Un governo la cui nascita avrebbe un solo obiettivo non dichiarato: eliminare dalla competizione politica il premier Dbeibah, che quando aveva accettato l’incarico nel marzo 2021 aveva promesso di non candidarsi alle elezioni. Impegno non mantenuto.
Dopo il rinvio delle elezioni che erano previste per il 24 dicembre, la “Camera dei rappresentanti” ha adottato nuove leggi che indicano le procedure per la formazione dei nuovi governi. Le nuove indicazioni prevedano che i canditati primi ministri si presentino alla Camera grazie al sostegno di alcuni deputati. In questa fase sono alme…
IN LIBIA la “Camera dei rappresentanti” continua i suoi lavori nella città di Tobruk con un obiettivo principale: sostituire il governo del premier Abdelhamid Dbeibah con un nuovo esecutivo, guidato da un primo ministro indicato al termine delle votazioni che si svolgeranno nel Parlamento. Sarebbe un altro governo provvisorio, incaricato di portare il paese ad elezioni. Un governo la cui nascita avrebbe un solo obiettivo non dichiarato: eliminare dalla competizione politica il premier Dbeibah, che quando aveva accettato l’incarico nel marzo 2021 aveva promesso di non candidarsi alle elezioni. Impegno non mantenuto.
Dopo il rinvio delle elezioni che erano previste per il 24 dicembre, la “Camera dei rappresentanti” ha adottato nuove leggi che indicano le procedure per la formazione dei nuovi governi. Le nuove indicazioni prevedano che i canditati primi ministri si presentino alla Camera grazie al sostegno di alcuni deputati. In questa fase sono almeno 3 i candidati alla sostituzione di Dbeibah: sono l'ex ministro dell'Interno Fathi Bashaga, l'ex vicepresidente Ahmed Maitig e Mohammed al Muntasser, esponente di una potente famiglia dell'Ovest che ha offerto uomini al governo della Libia durante il regno di re Idriss ma anche negli anni della dittatura di Gheddafi.
I tre candidati provengono tutti dalla città di Misurata, come lo stesso Dbeibah, ma hanno in maniera diversa collegamenti molto stretti sia con il resto della Tripolitania che con Bengasi.
Come registra l’agenzia “Nova”, un deputato eletto proprio a Misurata, Suleiman al Faqih, ha chiesto la creazione di un comitato di esperti incaricato di redigere o modificare la Costituzione libica “nell'arco di 45 giorni”. Questo della modifica della Costituzione, e della sua ratifica con un referendum, è un altro degli ostacoli sulla strada delle elezioni. Faqih sostiene che l’obiettivo della sua proposta è “una Costituzione approvata da tutti, sulla base della quale si terranno le elezioni presidenziali e parlamentari”.
Chi è naturalmente contrario al piano d’azione della Camera è l’attuale premier Dbeibah, che ha detto apertamente che “il governo continuerà a svolgere le sue funzioni fino al completamento delle elezioni”, lasciando intendere che non ha intenzione di dimettersi anche nel caso in cui i deputati scegliessero un altro premier. Ad Al Jazeera il premier ha detto che “quello che sta facendo il presidente della Camera dei rappresentanti è un disperato tentativo di creare nuove divisioni nel paese”.
Al premier ha replicato duramente il portavoce del parlamento, Abdullah Blihaq, secondo cui in base alla fiducia votata al “Governo di Unità Nazionale” nel marzo 2021, l'esecutivo avrebbe dovuto terminare il suo mandato il 24 dicembre scorso e il primo ministro Dbeibah non ha il diritto di accettare o rifiutare quanto stabilito.
Tornando ai paini del parlamento, i deputati hanno fissato l'8 febbraio una seduta per votare il nuovo primo ministro incaricato di formare un nuovo governo che dovrebbe poi ottenere la fiducia del Parlamento. Secondo i calcoli dell’agenzia Nova, l'ex ministro dell'Interno Bashaga godrebbe dell'appoggio di circa 60 voti su 108 parlamentari che dovrebbero presentarsi a Tobruk per garantire un quorum minimo. Si tratterebbe della maggioranza semplice (50 per cento + 1) dei due terzi dei seggi (108) considerati ancora attivi (162) dal presidente del Parlamento, Agila Saleh.
Bashaga, ex pilota militare e influente personalità politica di Misurata con buone entrature anche nell'Est della Libia, sembrerebbe un grado di ottenere un mandato per formare il nuovo governo. Anche per questo ieri l’ex ministro è stato in visita a Bengasi dove avrebbe incontrato lo stesso Khalifa Haftar.
Il problema è quale potrebbe essere la reazione a Tripoli una volta che il novo governo venisse votato: l’attuale premier Dbeibah ha il sostegno di alcune milizie della capitale. Sono milizie che in questi anni hanno di fatto controllato la capitale e molti dei traffici e dei commerci che si svolgono nella città da cui viene governata la Libia.