Dopo lo tsunami il Covid: a Tonga con gli aiuti sono arrivati i contagi
di Enrico Franceschini , di Enrico FranceschiniLONDRA – Quello che si temeva è accaduto: gli aiuti internazionali forniti a Tonga per affrontare le conseguenze dello tsunami hanno portato nell’arcipelago, insieme a acqua, cibo e medicinali, anche il Covid.
Fino a prima dell’eruzione del vulcano sottomarino che il mese scorso ha provocato un’onda anomala nel Pacifico meridionale, la cinquantina di isole abitate di questo piccolo stato della Polinesia erano riuscite a rimanere libere dal coronavirus: un po’ per l’enorme distanza che le separa dal resto del mondo, riducendo i contatti con l’esterno, un po’ per le rigide misure applicate, fra cui tre settimane di quarantena sotto controllo per qualunque viaggiatore in arrivo.
Ma l’assistenza offerta da Australia, Nuova Zelanda, altri paesi e organizzazioni umanitarie ha introdotto a Tonga i primi casi della pandemia: martedì due lavoratori portuali sono risultati positivi, oggi altre tre, tutti loro familiari. In una…
LONDRA – Quello che si temeva è accaduto: gli aiuti internazionali forniti a Tonga per affrontare le conseguenze dello tsunami hanno portato nell’arcipelago, insieme a acqua, cibo e medicinali, anche il Covid.
Fino a prima dell’eruzione del vulcano sottomarino che il mese scorso ha provocato un’onda anomala nel Pacifico meridionale, la cinquantina di isole abitate di questo piccolo stato della Polinesia erano riuscite a rimanere libere dal coronavirus: un po’ per l’enorme distanza che le separa dal resto del mondo, riducendo i contatti con l’esterno, un po’ per le rigide misure applicate, fra cui tre settimane di quarantena sotto controllo per qualunque viaggiatore in arrivo.
Ma l’assistenza offerta da Australia, Nuova Zelanda, altri paesi e organizzazioni umanitarie ha introdotto a Tonga i primi casi della pandemia: martedì due lavoratori portuali sono risultati positivi, oggi altre tre, tutti loro familiari. In una minuscola nazione di 100 mila abitanti, con strutture sanitarie ridotte a cui si aggiunge la situazione di emergenza provocata dallo tsunami, che ha distrutto abitazioni e strutture, anche un pugno di contagi fanno squillare un campanello d’allarme, nonostante il fatto che l’83 per cento degli abitanti abbiano ricevuto almeno due dosi di vaccino.
Così il primo ministro Siaosi Sovaleni ha ordinato immediatamente un lockdown totale dell’arcipelago per limitare la diffusione del virus e, se possibile, fermare sul nascere il focolaio. Le missioni di soccorso, per via aerea e per via di mare, hanno fatto di tutto per evitare o ridurre al minimo i contatti con la popolazione, ma evidentemente il Covid è passato lo stesso, colpendo non a caso proprio i lavoratori del porto. Dove tra l’altro è arrivata una nave australiana che nel corso del viaggio aveva avuto una esplosione di contagi.