La Polonia verso il disgelo con la Ue?
dalla nostra corrispondente Tonia Mastrobuoni , dalla nostra corrispondente Tonia MastrobuoniBERLINO - Dalla Polonia arrivano due importanti segnali di disgelo nei confronti dell’Europa. Il premier Mateusz Morawiecki è volato a Praga per firmare un’intesa con il suo omologo ceco Petr Fiala sulla discussa miniera di carbone di Turow. E il presidente della Polonia, Andrzej Duda, ha presentato a Varsavia una legge per smantellare la controversa commissione disciplinare per i giudici della Corte suprema polacca, l’”Inquisizione dei giudici”.
La Polonia si impegna dunque a chiudere due dossier su cui la Commissione europea aveva aperto contenziosi che si erano tradotti anche in multe salate inflitte dalla Corte di…
BERLINO - Dalla Polonia arrivano due importanti segnali di disgelo nei confronti dell’Europa. Il premier Mateusz Morawiecki è volato a Praga per firmare un’intesa con il suo omologo ceco Petr Fiala sulla discussa miniera di carbone di Turow. E il presidente della Polonia, Andrzej Duda, ha presentato a Varsavia una legge per smantellare la controversa commissione disciplinare per i giudici della Corte suprema polacca, l’”Inquisizione dei giudici”.
La Polonia si impegna dunque a chiudere due dossier su cui la Commissione europea aveva aperto contenziosi che si erano tradotti anche in multe salate inflitte dalla Corte di Giustizia Ue. Ed è significativo che il governo Morawiecki si avvicini all’Europa in un momento di tensioni alle stelle tra Russia e Ucraina.
Quello dell’apertura a Bruxelles sembra un altro segnale di spaccatura del fronte dei Visegrad, nei giorni in cui il premier ungherese Viktor Orbán è volato a Mosca per rinsaldare i rapporti con Putin e Morawiecki spinge quotidianamente per un trattamento più duro e una deterrenza preventiva nei confronti del Cremlino.
L'accordo sulla miniera di carbone di Turow
L'accordo tra Polonia e Repubblica ceca prevede che sulla miniera di carbone di Turow Varsavia si impegni “nella costruzione di una barriera sotterranea che impedisca l'afflusso di acqua dalle falde acquifere ceche al territorio polacco", ha precisato il premier ceco Fiala.
L'intesa include anche la costruzione di "un terrapieno che tuteli gli abitanti dall'inquinamento atmosferico, sonoro e di polveri" e un impegno per "tentare di ridurre l'inquinamento e a prendersi cura del benessere degli abitanti della regione". Finché la miniera resterà attiva, verranno monitorati i rumori, il livello di inquinamento dell'aria, gli smottamenti di terra e anche il livello di acqua nelle falde.
Proprio oggi, dopo le multe già inflitte dall’Ue, l’Avvocato generale della Corte Priit Pikamae aveva ribadito che il prolungamento delle estrazioni di carbone nella miniera di Turow senza una valutazione del suo impatto ambientale viola la normativa dell'Unione europea.
Nel ricorso presentato all’inizio del 2021 la Repubblica ceca aveva chiesto di chiudere la miniera perché metterebbe a rischio l’accesso idrico degli abitanti della regione di Liberec, oltre a diffndere rumori e polveri tossiche. La Corte aveva condannato in autunno la Polonia a pagare 500mila euro per ogni mancato giorno di mancata sospensione delle estrazioni.
La Commissione disciplinare presso la Corte suprema polacca
Sempre in autunno i giudici europei avevano condannato la Polonia anche a pagare una sanzione quotidiana da un milione di euro per non aver abolito la Commissione disciplinare insediata presso la Corte suprema polacca e che aveva il potere di rimuovere giudici scomodi.
Anche in questo caso la Polonia si era rifiutata di pagare, finora, i quasi 70 milioni di euro di multa. E Bruxelles ha minacciato di detrarre quelle somme, come quelle dovute per il mancato stop alla miniera di Turow, dai fondi europei destinati a Varsavia.