Elisabetta, la ragazza dal carattere di ferro che divenne la più amata delle regine
di Enrico Franceschini , di Enrico FranceschiniLONDRA - C’era una volta una giovane donna che quando salì su un albero era una principessa e quando ne ridiscese era una regina. L’albero — un gigantesco fico — non esiste più: in seguito lo abbatterono i guerriglieri Mau-Mau che lottavano per l’indipendenza dal British Empire. Ma la regina è ancora lei, che celebra stamane i settant’anni sul trono, record di longevità per un monarca britannico.
La festa ufficiale per il Giubileo di Platino si farà a giugno, in coincidenza con il giorno della sua incoronazione. Eppure, il regno di Elisabetta II era già iniziato quel 6 febbraio 1952, mentre l’allora 25enne principessa visitava il Kenya insieme al marito Filippo…
LONDRA - C’era una volta una giovane donna che quando salì su un albero era una principessa e quando ne ridiscese era una regina. L’albero — un gigantesco fico — non esiste più: in seguito lo abbatterono i guerriglieri Mau-Mau che lottavano per l’indipendenza dal British Empire. Ma la regina è ancora lei, che celebra stamane i settant’anni sul trono, record di longevità per un monarca britannico.
La festa ufficiale per il Giubileo di Platino si farà a giugno, in coincidenza con il giorno della sua incoronazione. Eppure, il regno di Elisabetta II era già iniziato quel 6 febbraio 1952, mentre l’allora 25enne principessa visitava il Kenya insieme al marito Filippo. Scendendo dalla tree-house, la casa sugli alberi costruita nell’Aberdare National Park per guardare rinoceronti e bufali, non sapeva che a Londra era appena morto suo padre, re Giorgio VI, e che dunque ne era automaticamente diventata il successore: le comunicazioni difettavano e la notizia le fu comunicata solo qualche ora più tardi.
Nessuno se l’aspettava: il sovrano balbuziente che animò la nazione parlando alla radio durante la guerra contro il nazismo, come ricorda il film premio Oscar "Il discorso del re", era malato, ma non sembrava in fin di vita. Ancora più sorprendente era stato il destino che aveva designato Elisabetta come futura regina: l’imprevista abdicazione nel 1936 di re Edoardo, suo zio e primogenito tra i figli di Giorgio V, per poter sposare una divorziata americana, Wallis Simpson. Corsi e ricorsi della storia: quella ragazzina non poteva certo immaginare che un giorno, dopo le nozze con un’altra divorziata americana, un suo nipote si sarebbe allontanato dalla famiglia reale in modo simile a Edoardo.
Il suo primo tutore fu Winston Churchill: l’artefice della vittoria nella Seconda guerra mondiale la prese subito in simpatia, presentendo nella pur acerba regina un carattere di ferro analogo al proprio. Al ritmo di un colloquio alla settimana, di primi ministri britannici Elisabetta ne ha conosciuti quattordici: potrebbe arrivare a quindici, visti gli odierni guai di Boris Johnson. Con le due uniche donne, Margaret Thatcher e Theresa May, non andava tanto d’accordo, ma è stato un premier uomo a farle cambiare idea: Tony Blair, convincendola a dimostrare cordoglio per la morte della principessa Diana, unico momento in cui Sua Maestà non seppe riflettere l’umore del popolo. Una crisi che fece da epilogo del precedente “annus horribilis”, come lei stessa definì il 1992: quando tre dei suoi quattro figli divorziarono e un incendio danneggiò gravemente Windsor, il suo castello più amato, dove risiede adesso stabilmente a causa della pandemia.
Non che il resto sia stato una passeggiata: Elisabetta ha regnato durante il crollo dell’Impero britannico (ma rimane formalmente capo di Stato di una dozzina di ex-colonie, tra cui Australia, Canada e Nuova Zelanda), la guerra per riprendere le isole Falkland occupate dall’Argentina, i Troubles ovvero la guerra civile in Irlanda del Nord (poi sanata dalla pace del 1998), la Brexit che ha portato il Regno Unito fuori dall’Unione europea. Ha conosciuto cinque papi e quattordici presidenti degli Stati Uniti, per tacere dei leader di altri Paesi. L’anno scorso, con la morte del quasi centenario marito, è rimasta vedova; in aprile compirà 96 anni, con qualche disturbo che l’ha costretta a un ricovero in ospedale e a ridurre gli impegni pubblici, ma determinata a «servire il popolo» finché ne avrà la forza. Forse anche perché teme che il suo erede Carlo la farà rimpiangere.