Greta Thunberg con il popolo Sami contro la miniera di ferro
di Andrea Tarquini , di Andrea TarquiniBERLINO – Per sostenere la causa dei Sami, il popolo nomade che vive tra i paesi scandinavi soprattutto allevando renne, scende in campo Greta Thunberg. La giovane attivista per il clima e l´ambiente di fama mondiale, creatrice di Fridays for Future, ha lanciato un appello ad appoggiare lotte e proteste non violente del popolo Sami e delle sue organizzazioni contro la costruzione e l´apertura di una miniera di ferro a Kallak, in Svezia, in una zona vitale per la vita dei sami e le loro mandrie di renne. La miniera, sostengono Greta, molte Ong e i sami stessi, toglierebbe spazio vitale alla pastorizia delle renne e quindi costituirebbe un grave pericolo per la sopravvivenza del popolo nomade, la sua autonomia economica, le sue tradizioni.
(afp)
BERLINO – Per sostenere la causa dei Sami, il popolo nomade che vive tra i paesi scandinavi soprattutto allevando renne, scende in campo Greta Thunberg. La giovane attivista per il clima e l´ambiente di fama mondiale, creatrice di Fridays for Future, ha lanciato un appello ad appoggiare lotte e proteste non violente del popolo Sami e delle sue organizzazioni contro la costruzione e l´apertura di una miniera di ferro a Kallak, in Svezia, in una zona vitale per la vita dei sami e le loro mandrie di renne. La miniera, sostengono Greta, molte Ong e i sami stessi, toglierebbe spazio vitale alla pastorizia delle renne e quindi costituirebbe un grave pericolo per la sopravvivenza del popolo nomade, la sua autonomia economica, le sue tradizioni.
(afp)
L´appello è stato lanciato da Greta anche online in un messaggio-video registrato e diffuso a tutti i media, a poche settimane dall´attesa decisione del governo di minoranza socialdemocratico della premier Magdalena Andersson, che deve ancora dire se darà o no l´approvazione finale all´inizio per gli scavi della miniera di ferro, minerale di cui la Svezia già dispone in abbondanza. "Noi pensiamo – dice la giovane leader – che il clima, l´ambiente, l'aria e l'acqua pulita, il diritto di allevare renne, i diritti di ogni popolo autonomo e il futuro dell´umanità debbano avere la priorità su ogni ricerca di profitto a breve termine da parte di quasiasi azienda".
I sami sono in tutto centomila e si calcola che tra i ventimila e i quarantamila vivano soprattutto in Svezia. Altri abitano nomadi in Finlandia e Norvegia, e nella penisola russa di Kola, quindi in territori per lo piú a nord del circolo polare artico. Vivono di pastorizia delle renne, caccia e pesca, e le loro attività sono state spesso danneggiate dallo sviluppo industriale, specie in Svezia. Negli ultimi tempi le loro proteste in nome del loro diritto allo spazio economico e vitale hanno riscosso una vasta èco. In particolare, di recente i sami si sono mobilitati contro la costruzione di un campo di pale eoliche che toglierebbe uno spazio enorme alle renne, spaventando inoltre le renne a causa del rumore dei mulini.
E´ l´azienda mineraria britannica Beowulf a battersi per avere il diritto di iniziare gli scavi e aprire la miniera, precisamennte nella località di Klokkmok presso Kallak, promettendo la creazione di 250 posti di lavoro diretti e 300 impieghi indiretti per l´indotto. Secondo Stina Länta, un´abitante del vicino villaggio di Jahkagasska, che è un punto di riferimento del popolo Sami, "la miniera avrebbe gravi conseguenze negative per la pastorizia di cui viviamo, siamo preoccupatissimi e inquieti".
Il governo deve prendere una decisione finale in merito a marzo prossimo. In novembre, l´esecutivo aveva deciso la creazione di una "commissione per la verità“ per esaminare anche con dolorose autocritiche tutta la storia delle persecuzioni e discriminazioni di cui nei secoli i Sami sono stati vittime da parte degli Stati nordici. I quali specie nel ventesimo secolo hanno giudicato con disprezzo i Sami come un popolo inferiore, sottomettendoli spesso a politiche di brutale assimilazione. "Il governo deve fermare i piani di apertura di quella miniera", ha insistito Greta Thunberg nell´appello.