La missione di Macron da Putin: dare garanzie sulle regole di coabitazione con Nato e Ue per abbassare la tensione
dalla nostra corrispondente Anais Ginori , dalla nostra corrispondente Anais GinoriPARIGI - L’incontro è fissato al Cremlino e non alla dacia dove Vladimir Putin stava ultimamente per ragioni sanitarie. A poche ore dal suo arrivo a Mosca, Emmanuel Macron ribadisce di credere nella mediazione e di voler continuare sulla strada di quello che gli sherpa chiamano “dialogo esigente e strutturato”. Anche perché, dice il leader francese, se gli europei rinunciano a parlare con Putin "poi sono altri che ci parlano a nome nostro”.
Il leader francese vuole convincere il presidente russo e Zelensky a sedersi intorno a un tavolo per un vertice a Parigi del formato Normandia, e spera anche di ottenere segnali di “disarmo” sul confine ucraino, bielorusso e anche nelle tante esercitazioni ostili in corso. “Dobbiamo essere molto realisti” commenta Macron al Journal du Dimanche. “Non otterremo gesti unilaterali – prosegue - ma è indispensabile evitare che la situazione si deteriori”.
PARIGI - L’incontro è fissato al Cremlino e non alla dacia dove Vladimir Putin stava ultimamente per ragioni sanitarie. A poche ore dal suo arrivo a Mosca, Emmanuel Macron ribadisce di credere nella mediazione e di voler continuare sulla strada di quello che gli sherpa chiamano “dialogo esigente e strutturato”. Anche perché, dice il leader francese, se gli europei rinunciano a parlare con Putin "poi sono altri che ci parlano a nome nostro”.
Il leader francese vuole convincere il presidente russo e Zelensky a sedersi intorno a un tavolo per un vertice a Parigi del formato Normandia, e spera anche di ottenere segnali di “disarmo” sul confine ucraino, bielorusso e anche nelle tante esercitazioni ostili in corso. “Dobbiamo essere molto realisti” commenta Macron al Journal du Dimanche. “Non otterremo gesti unilaterali – prosegue - ma è indispensabile evitare che la situazione si deteriori”.
Nelle ultime settimane il presidente francese ha più volte criticato indirettamente i toni allarmisti che venivano da Washington pur non negando l'evidenza: lo schieramento dei centomila soldati dispiegati da Putin alle frontiere dell'Ucraina e le manovre militari sempre più attive nella regione. Ma l'analisi a Parigi e a Washington non è la stessa. Secondo Macron si tratta di una fase molto diversa da quella dell'offensiva su Georgia e Crimea, nel 2008 e 2014. “Osserviamo non un'invasione o un'operazione armata in cui dovremmo reclamare un cessate il fuoco ma una escalation di tensioni molto forti con una militarizzazione dei confini ucraini e bielorussi. In questo contesto – aggiunge il presidente francese – il nostro ruolo è preventivo: dobbiamo abbassare la tensione attraverso il dialogo ed evitare un conflitto”.
In cambio Macron è pronto a dare garanzie che la Francia non faciliterà un eventuale allargamento Nato verso Est. “L'obiettivo geopolitico della Russia – sostiene - oggi non è chiaramente l'Ucraina ma un chiarimento sulle regole di coabitazione con Nato e Ue”. Il leader francese, che ha la presidenza di turno dell'Ue, insiste sul fatto che parla per conto e in nome degli europei, in stretto coordinamento. Anche se il suo attivismo ha rubato la scena a Olaf Scholz, nello stesso giorno il presidente francese sarà a Mosca a colloquio con Putin e il cancelliere tedesco a Washington per incontrare Joe Biden. L'asse franco-tedesco ha riportato in vita i negoziati tra Ucraina e Russia nel cosiddetto formato Normandia. E Scholz e Macron dovrebbe organizzare un vertice con la Polonia nei prossimi giorni a Berlino.
Dietro le quinte, avanza nella diplomazia francese l’idea della “finlandizzazione” dell’Ucraina, concetto che si riferisce alla neutralità obbligata della Finlandia durante la Guerra Fredda e che Henry Kissinger aveva già lanciato per fare di Kiev uno Stato cuscinetto tra blocco occidentale e Russia. E’ ovviamente un concetto che non piace a molti paesi dell’Est, a cominciare dalla Polonia. Una soluzione, quindi, su cui gli stessi europei rischiano di essere divisi.
D'altronde a Parigi c'è la consapevolezza che la tregua è appesa a un filo e Mosca potrebbe cercare un pretesto per invadere l'Ucraina, come sostengono fonti Usa. “La nostra valutazione del rischio è simile a quella degli americani” osservano all'Eliseo. “Sappiamo per esperienza che la Russia ha un potenziale di destabilizzazione sul fronte dell'informazione, degli attacchi cyber ma anche di guerre ibride con miliziani che sono agli ordini di Mosca”. A due mesi dal voto per le presidenziali, Macron si gioca molto nella sua mediazione con Putin. Sarà in prima linea sia in caso di successo diplomatico, sia in caso di fallimento, o peggio di un conflitto aperto.