Israele, polizia sotto accusa: usava Pegasus per spiare anche lo staff e il figlio di Netanyahu
di Vincenzo Nigro , di Vincenzo NigroPegasus, ovvero il Watergate di Israele? La portata dello scandalo che è esploso negli ultimi mesi Israele potrebbe essere potente come quella che portò alla fine della presidenza di Richard Nixon. Ma la storia è diversa: con il software Pegasus qui ad essere spiato, tra gli altri, c'era lo staff dell'ex primo ministro Bibi Netanyahu.
C'era suo figlio e c'erano i testimoni chiave nelle inchieste che poi hanno portato il premier ad anni di tormenti giudiziari. Che gli sono costati il posto di premier. Una rivelazione che Bibi naturalmente ha già iniziato a utilizzare per destabilizzare il governo attuale e preparare un suo nuovo ritorno al potere, un'ossessione che non lo abbandona
Veniamo agli ultimi fatti: da tempo la società informatica "Nso" è sotto accusa per aver venduto alle polizie di tutto il mondo software che permettevano di spiare criminali, ma che sono stati usati massicciamente per controllare dissi…
Pegasus, ovvero il Watergate di Israele? La portata dello scandalo che è esploso negli ultimi mesi Israele potrebbe essere potente come quella che portò alla fine della presidenza di Richard Nixon. Ma la storia è diversa: con il software Pegasus qui ad essere spiato, tra gli altri, c'era lo staff dell'ex primo ministro Bibi Netanyahu.
C'era suo figlio e c'erano i testimoni chiave nelle inchieste che poi hanno portato il premier ad anni di tormenti giudiziari. Che gli sono costati il posto di premier. Una rivelazione che Bibi naturalmente ha già iniziato a utilizzare per destabilizzare il governo attuale e preparare un suo nuovo ritorno al potere, un'ossessione che non lo abbandona
Veniamo agli ultimi fatti: da tempo la società informatica "Nso" è sotto accusa per aver venduto alle polizie di tutto il mondo software che permettevano di spiare criminali, ma che sono stati usati massicciamente per controllare dissidenti o semplici avversari politici di regimi e dittatori vari.
Il problema adesso è che si scopre che il software "Pegasus" è stato introdotto dalla polizia israeliana non solo nei cellulari di sospetti avversari come militanti di Hamas o Hezbollah, ma anche in quelli di funzionari di governo, sindaci, attivisti sociali, giornalisti. Anche nei telefoni dello staff di Netanyahu e di testimoni nei suoi processi.
La rivelazione è stata fatta in alcuni articoli del Calcalist, il quotidiano economico dello Yedioth Ahronoth Group. Il quotidiano ha anche una versione on line, Calcalist-tech, che è la bibbia del mondo dell'informatica israeliano, il media sicuramente più inserito nel mondo delle start up a cui sicuramente appartiene Nso.
Ieri il premier Naftali Bennett è stato costretto ad ammettere che la faccenda "non resterà senza risposte, dobbiamo dei chiarimenti agli israeliani".
Il ministro della Sicurezza pubblica Omer Bar Lev (il ministro che controlla la polizia) e il capo della polizia Yaakov Shabtai hanno creato una commissione governativa di controllo, affidata a un magistrato in pensione. La polizia avrebbe adoperato il Pegasus a suo piacimento, senza nessuna autorizzazione o controllo della polizia.
Secondo Calcalist tutto inizia con la nomina nel 2015 del nuovo capo della polizia. L'uomo era Roni Alsheikh che arrivava nell'incarico direttamente da quello di capo dello Shin Bet, l'efficientissimo servizio di sicurezza interna di Israele. Per caprici, lo Shin Bet è quello che infiltra uomini e software spia ovunque ritenga ci siano nemici mortali di Israele, terroristi o miliziani di ogni tipo. Ma Alsheik avrebbe dato mano libera ai suoi uomini nella polizia di adoperare Pegasus in tutte le inchieste in cui spiare i telefonini poteva essere utile, anche se erano di cittadini israeliani. Senza controllo della magistratura.
L'elenco degli "attenzionati" è lungo: innanzitutto il figlio di Netanyahu, Avner. Poi ex direttori dei ministeri delle Finanze, della Giustizia, dei Trasporti. L'uomo d'affari Rami Levi, amico di Netanyahu, e anche l'ex direttore del sito di informazioni Walla, il sito che aveva garantito copertura favorevole a Bibi. Spiata anche Iris Elovitch, che è imputata assieme a Netanyahu in uno dei processi penali in cui l'ex premier è coinvolto.
L'ex premier ha alzato immediatamente i toni: "È successa una cosa impensabile. un giorno nero per Israele: Pegasus era nato per neutralizzare il terrorismo e i nostri nemici e non i cittadini. È come se l'esercito usasse gli aerei invece che contro l'Iran, Hamas ed Hezbollah per bombardare i cittadini di Israele".
Che la vicenda possa avere riflessi sull'attuale quadro di governo è un rischio che i ministri della maggioranza e lo stesso premier Bennett hanno visto immediatamente.
Proprio ieri il governo ha approvato la nomina di Gali Baharav-Miara come nuova procuratrice generale del paese. Sostituisce Avichai Mandelblit, che era stato capo dello staff di Netanyahu al governo ma poi, rientrato in magistratura, era stato designato proprio come procuratore ed era stato l'inquisitore del suo ex capo.
Bennet adesso si affida alla procuratrice perché con un'inchiesta senza omissioni venga chiarito che lui, Bennet, e la sua maggioranza con questa storia non hanno nulla a che fare. Bibi Netanyahu farà di tutto per provare l'esatto contrario. E che solo grazie a "Pegasus" lui è stato fatto scendere dal trono di Israele.