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Un’oasi per le farfalle al confine del Texas è nel mirino delle bugie dell'estrema destra

Messo al centro delle teorie cospiratorie sul traffico sessuale di bambini, il National Butterfly Center è stato per ora costretto a chiudere. Tutti i problemi sono iniziati quando si oppose alla costruzione del muro di Trump
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MISSION, TEXAS - Per quasi vent’anni, il National Butterfly Center è stato un luogo magico lungo le rive del Rio Grande. Curiosi e appassionati della natura venivano qui da tutto il Paese per osservare creature delicate come la xami hairstreak volteggiare sui fiori e posarsi sui tronchi. Tra coloro che diffondono online stravaganti teorie cospiratorie di destra, però, si dice che il Centro sia qualcos'altro: una copertura per il contrabbando umano, il traffico di sesso e lo sfruttamento dei bambini. Le bugie si sono diffuse così tanto negli ultimi anni che oggi il centro riceve visitatori totalmente disinteressati alle farfalle.

Il mese scorso, un candidato repubblicano al Congresso della Virginia è venuto al Centro alla ricerca di un sito di contrabbando umano e ha avuto un violento alterco con il suo direttore. Alcuni giorni dopo, un uomo appartenente a un'organizzazione mediatica emergente associata a Steve Bannon ha registrato un video fu…

MISSION, TEXAS - Per quasi vent’anni, il National Butterfly Center è stato un luogo magico lungo le rive del Rio Grande. Curiosi e appassionati della natura venivano qui da tutto il Paese per osservare creature delicate come la xami hairstreak volteggiare sui fiori e posarsi sui tronchi. Tra coloro che diffondono online stravaganti teorie cospiratorie di destra, però, si dice che il Centro sia qualcos'altro: una copertura per il contrabbando umano, il traffico di sesso e lo sfruttamento dei bambini. Le bugie si sono diffuse così tanto negli ultimi anni che oggi il centro riceve visitatori totalmente disinteressati alle farfalle.

Il mese scorso, un candidato repubblicano al Congresso della Virginia è venuto al Centro alla ricerca di un sito di contrabbando umano e ha avuto un violento alterco con il suo direttore. Alcuni giorni dopo, un uomo appartenente a un'organizzazione mediatica emergente associata a Steve Bannon ha registrato un video fuori dai cancelli dell’oasi naturalistica, sostenendo che esistono “minacce credibili di un traffico per l’abuso di minori che passa attraverso il Centro per le farfalle”. A conferma della sua denuncia, teneva in mano una piccola scarpa.



Mercoledì scorso, mentre le farfalle svolazzavano sull'erba scurita dall'inverno, i responsabili hanno freneticamente inscatolato gli schedari, risposto ai messaggi dei sostenitori preoccupati e appeso un cartello al cancello: “Chiuso fino a nuovo avviso”. Nelle vicinanze, una torretta di guardia della polizia appena installata mandava lampi rossi e blu.

Il precedente del Pizzagate

In un Paese dove molti credono che i pedofili adoratori di Satana gestiscano il governo e che la resurrezione di John F. Kennedy Jr. ripristinerà una presidenza Trump, il centro naturalistico è diventato l'ultima vittima della disinformazione selvaggia e delle vere e proprie bugie che si diffondono rapidamente online. È diventato una versione di confine del Comet Ping Pong, la pizzeria di Washington al centro della teoria infondata del Pizzagate, che sosteneva che i democratici vi gestissero un traffico di abusi sui minori. Questa bugia si era diffusa talmente da spingere un uomo della North Carolina a recarsi fino alla pizzeria, entrare e sparare con un fucile d'assalto.



Le false accuse e le dicerie hanno terrorizzato e fatto infuriare il personale del Centro per le farfalle, tanto che alcuni hanno dovuto prendere provvedimenti per proteggersi online e sul lavoro. “Questo genere di falsità ha già provocato delle reazioni orribili in cui qualcuno ci ha rimesso la pelle”, dice il dottor Jeffrey Glassberg, presidente della North American Butterfly Association, l’organizzazione non profit che gestisce il centro per le farfalle a Mission. Glassberg teme che qualcuno, credendo alle menzogne, possa ricorrere alla violenza e cita la strage in un supermercato Walmart a El Paso, nel 2019, in cui persero la vita 20 ispanici, mentre ferveva un violento dibattito sulla sicurezza dei confini.

“Sappiamo che è una bugia pericolosa”, ribadisce Glassberg, 74 anni, biologo amante delle farfalle da tutta la vita, che ha anche inventato un procedimento per l’identificazione del Dna dalle impronte digitali. “Si mettono a dire che stai violentando i bambini e poi ti trovi davanti uno squilibrato”. Quando hanno cominciato a presentarsi al Centro per le farfalle, ha deciso che doveva fare di più per garantire la sicurezza del personale e dei visitatori. Per questo rimarrà chiuso, dice, finché non sarà più chiaro che cosa bisogna fare.

Il muro di Trump

Creata circa vent’anni fa da Glassberg, l’oasi per le farfalle di Mission è stata costruita sul sito di un ex campo di cipolle. I problemi sono iniziati nel 2017, quando l'allora presidente Donald Trump volle costruire un ampliamento del muro di confine. Il Centro si oppose alla costruzione del muro che avrebbe attraversato la sua proprietà di 100 acri. Il Centro e il suo personale hanno subìto attacchi da parte di personaggi del mondo conservatore e da “We Build the Wall” di Bannon, la cui campagna di crowdfunding ha raccolto milioni per costruire una barriera di confine su terreni privati accanto al Centro per le farfalle. Bannon e Brian Kolfage, un veterano della guerra in Iraq impegnato in questa campagna, sono stati incriminati dai procuratori federali nel 2020 con l'accusa di frode. (Bannon è stato graziato da Trump).



Durante la campagna per il finanziamento del muro, Kolfage ha attaccato ripetutamente il Centro per le farfalle sui social media. “Invece di permettere che donne e bambini siano vittime di traffico sessuale come fa #NatButterflies, noi entriamo in azione! Questa è una guerra per il controllo del Paese più potente del mondo”, si legge in un post del suo account Twitter nel 2019. “Quando accettai questo lavoro lo feci pensando che avrei potuto passare molto tempo all'aperto: osservare le farfalle, gli uccelli, educare i bambini, concedere borse di studio”, dice Marianna Trevino Wright, direttore esecutivo del Centro dal 2012. “Ora, ogni giorno, i miei figli si preoccupano se riuscirò letteralmente a sopravvivere a una giornata di lavoro”.

Prima della chiusura di mercoledì, i dipendenti hanno portato via gli schedari e hanno discusso su come continuare il loro lavoro da casa. Un giardiniere si è offerto di prendersi cura del serpente corallo del Centro, portandolo in un grande rettilario di vetro con due ratti congelati per cibo. Wright ha risposto ai giornalisti che chiamavano da tutto il Paese e si è occupata delle pratiche dell'ultimo minuto. Tutto questo, con la pistola in una fondina di pelle sul fianco destro. Sul tavolo delle riunioni, accanto a un bicchiere di vino rosso, ci sono pile di adesivi per paraurti e cartelli di protesta contro il muro di confine. “Il consiglio direttivo disapproverà quest'arma”, dice Wright, 52 anni, nata nel sud del Texas e figlia di un messicano immigrato quando era ancora un giovane medico. Ma quelli che attaccano il Centro, aggiunge, “devono sapere che non sono gli unici a portare armi”.


Wright racconta di aver iniziato a portare una pistola al lavoro dopo il suo alterco, nella variopinta area di ricevimento del Centro, con Kimberly Lowe, candidata al Congresso della Virginia. Lowe, accompagnata da un'altra donna, si presentò al Centro il mese scorso, sperando di raggiungere a piedi il Rio Grande. Wright, dopo aver visto i post di Lowe su Facebook, le cacciò dalla proprietà e poi scostò lo smartphone di Lowe quando iniziò a filmare. A quel punto, Wright fu “spinta a terra”, l’altra donna le prese il telefono, e la Lowe per poco non investì il figlio di Wright con la sua auto.

Lowe ha negato di aver messo in atto comportamenti illeciti e ha accusato Wright di essere stata lei ad aggredirla. “Le bugie di Marianna mi hanno fatto perdere del tempo prezioso per mandare avanti la nostra campagna e ha attirato su di me continue molestie e minacce di morte”, ha detto in una dichiarazione. Un portavoce del dipartimento di polizia di Mission ha detto che la lite in questione è ancora sotto inchiesta. Qualche giorno dopo, un raduno sulla sicurezza dei confini attirò numerosi attivisti conservatori nella vicina McAllen. C’erano oratori come Michael Flynn, l'ex generale e consigliere di Trump per la Sicurezza nazionale, e il musicista Ted Nugent. Il 30 gennaio, un centinaio di loro ha marciato verso un tratto del muro in prossimità del Centro. Alcuni erano armati di fucili, altri cantavano “Amazing Grace”.

La battaglia legale contro Bannon

A quel punto, il consiglio direttivo ha votato per chiudere il Centro per le farfalle, pur continuando a pagare il personale. L’associazione non profit è impegnata da anni in una battaglia legale con il governo federale sull'attività delle pattuglie di confine e contro il gruppo di Bannon, che accusa di diffamazione. Mentre le cause si trascinano, la costruzione del muro di confine si è avvicinata alla proprietà del Centro, dove c’è una macchia selvatica e piante native coltivate per attirare le farfalle. Il bip dei veicoli usati per la costruzione si poteva sentire anche nell’oasi, mentre gru e macchine per la movimentazione della terra lavoravano sull'argine vicino a due tratti del muro, ognuno a meno di mezzo miglio di distanza.

Le truppe della Guardia Nazionale, schierate al confine dal governatore Greg Abbott l'anno scorso, hanno preso posizione su un argine, a più di un miglio dal confine ma appena fuori da un cancello posteriore del Centro. Le truppe sono dotate di un Humvee mimetico, hanno fucili d'assalto a tracolla e controllano chiunque possa sembrare un migrante che abbia attraversato illegalmente. Il Centro ha in qualche modo accettato di avere un improbabile ruolo nell'acceso dibattito politico sul confine. “Orgoglioso 'teppista' di sinistra che simula interesse per le farfalle'”, si legge su una tazza in vendita nel negozio di souvenir che cita frasi prese dall'account Twitter di Kolfage.

Ma la maggior parte dei visitatori viene per la natura, non per la politica. Mercoledì, nelle ore prima che il Centro chiudesse, alcune persone vagavano nei giardini dove non c’erano più attività. “Sono venuta qui da Galveston per il Centro delle farfalle”, dice Christine Balboni, 63 anni, capitano della Guardia Costiera in pensione. “Ho visto le farfalle anche in altri posti, ma se vuoi osservare delle farfalle tropicali incredibili è qui che devi venire”.

traduzione di Luis E. Moriones

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