Ucraina, Macron: "Ho ottenuto il sì di Putin alla de-escalation". Ma il Cremlino frena: "Nessun accordo"
dalla nostra corrispondente Anais Ginori , dalla nostra corrispondente Anais GinoriPARIGI - Un percorso a tappe per una de-escalation. È quello che Emmanuel Macron è andato a proporre a Vladimir Putin in un lungo incontro, cinque ore a porte chiuse, senza sherpa e con l'interprete come unica testimone dei colloqui intorno a un immenso tavolo bianco. Il leader francese è entrato al Cremlino "ragionevolmente ottimista" anche se prima del suo arrivo un portavoce del Cremlino aveva escluso "progressi decisivi" in uno scenario ancora molto teso. Il presidente russo ha accolto Macron con parole di elogio per i suoi "grandi sforzi" nella mediazione sulla crisi. "In tutti questi anni, la Francia è stata attiva nel risolvere questioni fondamentali sulla sicurezza in Europa", ha osservato Putin, presentando il leader francese come un interlocutore privilegiato.
Il faccia a faccia con Putin è proseguito fino a tarda sera, con una cena a base di mele agli scampi, sorbetto allo zenzero, st…
PARIGI - Un percorso a tappe per una de-escalation. È quello che Emmanuel Macron è andato a proporre a Vladimir Putin in un lungo incontro, cinque ore a porte chiuse, senza sherpa e con l'interprete come unica testimone dei colloqui intorno a un immenso tavolo bianco. Il leader francese è entrato al Cremlino "ragionevolmente ottimista" anche se prima del suo arrivo un portavoce del Cremlino aveva escluso "progressi decisivi" in uno scenario ancora molto teso. Il presidente russo ha accolto Macron con parole di elogio per i suoi "grandi sforzi" nella mediazione sulla crisi. "In tutti questi anni, la Francia è stata attiva nel risolvere questioni fondamentali sulla sicurezza in Europa", ha osservato Putin, presentando il leader francese come un interlocutore privilegiato.
Il faccia a faccia con Putin è proseguito fino a tarda sera, con una cena a base di mele agli scampi, sorbetto allo zenzero, stufato di renna, sorseggiando il vino Rebo della tenuta presidenziale di Divnomorskoe di cui Aleksej Navalnyj aveva denunciato l'opulenza in un famoso video. La discussione è stata serrata, tanto che il presidente Putin ha ironizzato: "Macron mi ha quasi torturato".
Il presidente francese ha indicato una road map con due tappe fondamentali. Primo: una "de-escalation politico-militare" sull'Ucraina, attraverso i negoziati nel formato diplomatico Normandia e avviando segnali di disarmo anche in Bielorussia e in tutta la regione. Secondo: cominciare a costruire un "nuovo ordine di sicurezza europeo" in cui sono cruciali gli accordi su uso di missili e armi non convenzionali ma anche la questione dell'eventuale allargamento a est della Nato.
La Francia ha già fatto sapere di poter dare garanzie politiche a Mosca in questo senso, ma Putin vuole impegni scritti e intanto ha definito la Nato come una "organizzazione non pacifica". "Certe armi non dovrebbero essere dispiegate vicino ai nostri confini", ha aggiunto. E sul conflitto in Donbass ha scaricato le responsabilità su Kiev: "Sono le autorità ucraine che non vogliono applicare gli accordi di Minsk", ha detto a proposito dell'intesa firmata nel 2015 che proponeva una serie di riforme sulle repubbliche separatiste. Putin però non chiude. E a proposito della road map lanciata da Macron ha detto: "Alcune delle proposte sono fattibili e ne possiamo parlare".
E a proposito della road map lanciata da Macron commenta: "Alcune delle proposte sono fattibili e ne possiamo parlare". Come segno di buona volontà, secondo l'Eliseo il presidente russo ha promesso di non lanciare nessuna nuova iniziativa militare al confine con l'Ucraina e di ritirare i soldati russi in Bielorussia al termine dell'esercitazione in corso. Sono questi per Macron i primi "segnali di de-escalation" ottenuti nel corso dell'incontro a porte chiuse anche se Mosca al momento non conferma.
Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, martedì mattina ha però precisato che non c'è ancora "nessun accordo" su una de-escalation e che Putin non ha preso nessun impegno sul non condurre nuove manovre militari al confine con l'Ucraina. Quanto al ritirto delle truppe dalla Bielorussia dopo le esercitazioni, Peskov ha chiarito che era già previsto, senza tuttavia specificare una data.
Macron continua a credere in questo "nuovo ordine di sicurezza europeo", espressione che ha sostituto a quella usata fino a poco tempo fa, "nuova architettura di fiducia e sicurezza", che ricordava troppo le proposte del presidente Dmitrij Medvedev nel 2008. I venti di guerra alla frontiera dell'Ucraina hanno già permesso a Mosca di mettere con prepotenza il tema sul tavolo. È quello di cui hanno parlato ieri il segretario dell'Alleanza, Jens Stoltenberg, e Recep Tayyip Erdogan. Anche il presidente turco ambisce a un ruolo di mediazione e ha proposto di organizzare un incontro tra Putin e Volodimir Zelenskij. Ed è quello di cui il presidente francese dovrà parlare oggi nella sua tappa a Kiev prima di un vertice in serata a Berlino con Olaf Scholz e il leader polacco Andrzej Duda, ostile a qualsiasi apertura verso Mosca.
Macron e Putin non si vedevano dal 2019, quando il presidente russo era stato invitato in Francia, nella residenza estiva Fort Bregançon. Già allora il leader francese aveva provato un "reset" nelle relazioni con Mosca. All'epoca la sua iniziativa era stata lanciata in relativa solitudine, indisponendo Angela Merkel e i Paesi dell'Est, mentre ora l'Eliseo insiste sul coordinamento con le altre cancellerie. Negli ultimi giorni Macron, che ricopre la presidenza di turno del Consiglio Ue, ha sentito più volte Scholz, atteso a Mosca la settimana prossima, e ha condiviso la sua strategia con i vari leader Ue e con Joe Biden, chiamato qualche ora prima di volare a Mosca.
"Ci sono prime convergenze sulle posizioni e i prossimi giorni saranno determinanti", insiste il presidente francese promettendo nuove consultazioni nel fronte occidentale e sostenendo di aver ricevuto garanzie da parte di Putin sul rispetto dell'integrità territoriale dell'Ucraina. A due mesi dal voto per la presidenziale, il leader francese si gioca tutto. Cinque anni fa i russi avevano organizzato un attacco hacker contro lo staff elettorale dell'allora candidato Macron, con una serie di leak. Oggi nella mediazione diplomatica convergono interessi a breve termine di Parigi e Mosca. Macron vuole guadagnare tempo per evitare un conflitto nel mezzo della campagna elettorale. E se davvero Putin vuole la guerra ha bisogno di preparare meglio un'eventuale operazione militare contro l'Ucraina, mostrando intanto che la Russia è aperta al dialogo.