Regno Unito: il leader Labour Starmer attaccato dai NoVax, Johnson sotto accusa per averli sobillati
di Enrico Franceschini , di Enrico FranceschiniLONDRA - Un'aggressione di dimostranti No Vax per la strada contro il leader laburista Keir Starmer suscita nuove accuse contro Boris Johnson. L'attacco è avvenuto davanti al parlamento, quando Starmer, in compagnia del deputato David Lammy, stava lasciando la camera dei Comuni per raggiungere a piedi il suo ufficio a poche centinaia di metri di distanza.
Alcune decine di manifestanti con cartelli contro i vaccini per il Covid lo hanno avvicinato, urlandogli insulti con atteggiamento minaccioso. La polizia è rapidamente intervenuta, ha fatto salire Starmer e il deputato su un'auto e li ha allontanati, arrestando due dei contestatori per resistenza a pubblico ufficiale.
LONDRA - Un'aggressione di dimostranti No Vax per la strada contro il leader laburista Keir Starmer suscita nuove accuse contro Boris Johnson. L'attacco è avvenuto davanti al parlamento, quando Starmer, in compagnia del deputato David Lammy, stava lasciando la camera dei Comuni per raggiungere a piedi il suo ufficio a poche centinaia di metri di distanza.
Alcune decine di manifestanti con cartelli contro i vaccini per il Covid lo hanno avvicinato, urlandogli insulti con atteggiamento minaccioso. La polizia è rapidamente intervenuta, ha fatto salire Starmer e il deputato su un'auto e li ha allontanati, arrestando due dei contestatori per resistenza a pubblico ufficiale.
La chiave dell'episodio è negli insulti gridati dai dimostranti: "Jimmy Savile" e "traditore" urlavano i No Vax all'indirizzo di Starmer, agitando corde con il nodo scorsoio e dicendo "queste sono per te". Jimmy Savile era un popolare dj e presentatore televisivo, scomparso nel 2011. Dopo la morte sono emerse nei suoi confronti pesanti accuse di abusi sessuali su minori, che lo hanno identificato come un pedofilo e uno stupratore seriale, distruggendone completamente l'immagine.
La settimana scorsa, in un discorso ai Comuni per rispondere alle accuse dell'opposizione sui party illegali a Downing Street durante i lockdown per la pandemia, Johnson aveva accusato apertamente il leader del Labour di non avere indagato Savile all'epoca in cui era procuratore capo d'Inghilterra. "Ha passato più tempo a processare giornalisti e ha fallito di inquisire Jimmy Savile", sono state le sue testuali parole.
L'insinuazione, chiaramente falsa perché Starmer ha preso la guida della procura prima che le accuse contro Savile venissero alla luce, ha provocato un monito a Johnson da parte dello Speaker della camera dei Comuni, proteste da deputati di tutti i partiti e le dimissioni di Munira Mirza, una dei più stretti consiglieri di Downing Street, fedelissima di Johnson accanto al quale ha lavorato per oltre un decennio, fin da quando era sindaco di Londra.
"Un'accusa falsa e scurrile, che non può avere posto nel dibattito politico", l'ha definita Mirza, chiedendo al primo ministro di ritrattarla. Johnson si è limitato a dire che la sua non era un'accusa personale per l'operato di Starmer, ma un riferimento al fallimento della Procura, di cui Starmer è stato comunque a capo e a nome della quale in seguito si era scusato per la mancata inchiesta sul dj pedofilo.
Come hanno notato subito vari commentatori, in questi casi nelle orecchie della massa dell'opinione pubblica rimane solo l'associazione iniziale, fra Starmer e Savile, l'idea del leader che si atteggia a leader integerrimo e poi lascia libero un pedofilo: quasi nessuno ricorda le precisazioni, le parziali ritrattazioni che vengono dopo. Una tecnica, gettare il sasso e ritirare la mano, di cui fanno uso molti populisti, incluso Boris Johnson.
Il risultato è che i No Vax hanno subito ripreso le parole del premier, mettendo tutto insieme, le norme contro il Covid, l'odio per le istituzioni e la storia del presentatore pedofilo. Tra l'altro la teoria del complotto secondo cui il Covid non esiste ma è una cospirazione internazionale, sbandierata dai No Vax sulle due sponde dell'Atlantico, sostiene che si tratterebbe di una macchinazione ordita proprio da politici pedofili e corrotti. Nella loro mente diventa un tutto'uno: Starmer protegge Savile, dunque è un pedofilo anche lui e insieme ad altri pedofili si inventa il Covid.
La reazione di Johnson nei guai con il suo staff
Johnson ha immediatamente condannato l'aggressione a Starmer come "completamente inaccettabile", ringraziando la polizia per essere intervenuta, ma parlamentari conservatori e laburisti gli chiedono ora di fare di più, scusandosi per essere stato lui a collegare Savile e Starmer nel discorso ai Comuni. Lammy, il deputato del Labour che era con Starmer durante l'attacco, gli dà dell'ipocrita: "Quando ti stendi a dormire con i cani non puoi meravigliarti di avere le pulci", afferma.
Il mini-rimpasto di governo
La vicenda minaccia di prolungare la crisi del primo ministro, che sta rinnovando la sua squadra di governo e il suo staff dopo le dimissioni di mezza dozzina di funzionari causate dalle polemiche sui party illeciti a Downing Street. Il premier britannico ha lanciato un rimasto parziale del suo governo nel tentativo di rafforzare la propria presa politica. Ha nominato Jacob Rees-Mogg come ministro per le Opportunità legate alla Brexit e per l'efficienza del governo e Chris Heaton-Harris come capogruppo responsabile del mantenimento della disciplina tra i deputati Tory. Mark Spencer è invece stato nominato capo della Camera dei Comuni, sostituendo Rees-Mogg.
Intanto la raccolta di firme di deputati dei Tories per indire un voto di sfiducia nei suoi confronti prosegue: ne servono 54, nessuno sa quanti abbiano già firmato, né come andrebbe una eventuale votazione. Di certo c'è che questa storia continua a fornire nuovi episodi e colpi di scena, come una telenovela.
Con aspetti di farsa: l'uomo scelto da Johnson come nuovo capo delle comunicazioni, l'ex-giornalista Guto Harri, ha rivelato che il premier, accogliendolo in ufficio, ha risposto alla sua domanda su come vanno le cose canticchiando allegramente la famosa canzone di Gloria Gaynor "I will survive". Sopravviverò: la prova del suo ottimismo ma anche, notano i giornali, di come Johnson voglia minimizzare una situazione che ai più appare invece seria e grave.
Lo stesso Harri non sembra averne colto la gravità, visto che da parte sua lo spin doctor ha aggiunto: "Boris non è del tutto un clown". Intendeva difenderlo, sostenendo che il premier è più che altro un piacione con la battuta pronta, ma implicitamente è l'ammissione che sia un clown almeno in parte: non il massimo per uno che avrebbe dovuto risollevare le comunicazioni di Downing Street in una fase difficile. La politica come spettacolino di varietà, nonostante sullo sfondo ci siano la pandemia e i rischi di guerra in Ucraina. Aspettiamo la prossima puntata.