✕

L'Economist: la pandemia ha indebolito la democrazia, nel mondo più regimi autoritari

Più di un terzo della popolazione mondiale vive attualmente sotto regimi autoritari in Africa, Medio Oriente, Russia e Cina, con il regime di Pechino più autoritario di quello di Mosca
2 minuti di lettura

LONDRA - Pandemia non rima bene con democrazia. È questa la diagnosi politica che il settimanale The Economist trae dopo due anni di sconvolgimenti provocati in tutto il mondo dalla crisi del Covid. Nel 2021 in particolare, a cui si riferisce un nuovo rapporto dell'Economist Intelligence Unit, la democrazia globale ha continuato il suo "precipitoso declino" e la causa principale sta nella risposta al coronavirus: nuove misure restrittive, afferma l'indagine, hanno danneggiato le libertà democratiche.

Il rapporto annuale dell'Economist, che analizza lo stato della democrazia in 167 nazioni sulla base di cinque criteri fondamentali (processo elettorale e pluralismo politico, funzionamento del governo, partecipazione all'attività politica, cultura democratica e libertà civili), ha riscontrato che più di un terzo della popolazione mondiale vive attualmente sotto regimi autoritari mentre soltanto il 6,4 per cento degli abitanti …

LONDRA - Pandemia non rima bene con democrazia. È questa la diagnosi politica che il settimanale The Economist trae dopo due anni di sconvolgimenti provocati in tutto il mondo dalla crisi del Covid. Nel 2021 in particolare, a cui si riferisce un nuovo rapporto dell'Economist Intelligence Unit, la democrazia globale ha continuato il suo "precipitoso declino" e la causa principale sta nella risposta al coronavirus: nuove misure restrittive, afferma l'indagine, hanno danneggiato le libertà democratiche.

Il rapporto annuale dell'Economist, che analizza lo stato della democrazia in 167 nazioni sulla base di cinque criteri fondamentali (processo elettorale e pluralismo politico, funzionamento del governo, partecipazione all'attività politica, cultura democratica e libertà civili), ha riscontrato che più di un terzo della popolazione mondiale vive attualmente sotto regimi autoritari mentre soltanto il 6,4 per cento degli abitanti della terra, una minuscola minoranza, gode di piena democrazia.

Il punteggio globale assegnato dall'autorevole rivista britannica allo stato della democrazia nel pianeta è sceso da 5,37 su un massimo di 10 nel 2020 a 5,28 su 10 nel 2021, un nuovo record negativo da quando è stato lanciato l'indice nel 2006. L'unico calo equivalente registrato dal rapporto negli ultimi quindici anni era avvenuto nel 2010, dopo la crisi finanziaria globale.

Naturalmente la fotografia della democrazia nel mondo scattata dall'Economist non è una critica delle misure introdotte da quasi tutti i Paesi per contenere il Covid: il settimanale è tra quanti hanno appoggiato sia una campagna di vaccinazione globale in tutti i continenti, sia i lockdown e altre restrizioni per limitare i contagi nelle fasi più acute della pandemia. Ma il coronavirus ha permesso a regimi autoritari di stringere ancora di più la morsa sulla popolazione, ha oggettivamente limitato gli spazi di discussione democratica, costringendo in alcuni casi a chiudere il parlamento o a riunirlo soltanto in accesso remoto, e ha portato alla diffusione di un crescente numero di fake news, con contestazioni antidemocratiche delle stesse misure restrittive che qualche volta sono sconfinate nella violenza e in una generale sfiducia verso le istituzioni.

Anche per questo, conclude il rapporto, è importante uscire al più presto dalla crisi e tornare alla normalità: non solo affinché possa riprendere in pieno l'attività economica, ma pure per ridare alla democrazia tutte le sue sedi, permettendo di nuovo una piena partecipazione del popolo e dei suoi rappresentanti.

L'indice dell'Economist divide il mondo in quattro parti per quello che riguarda democrazia e libertà: i regimi autoritari; i regimi ibridi; le democrazie imperfette; e le piene democrazie. Da questo punto di vista i Paesi più democratici della terra nel 2021 risultano essere quelli scandinavi, il Canada, l'Australia e la Nuova Zelanda, seguiti da Europa e Stati Uniti. Alle democrazie imperfette appartengono il Sud America e l'India. Tra i regimi ibridi, ovvero dove convivono democrazia e autoritarismo, figurano il Messico e la Turchia. Diverse gradazioni di autoritarismo si manifestano invece in Africa, Medio Oriente, Russia e Cina, con il regime di Pechino più autoritario di quello di Mosca.