La Farnesina invita gli italiani a lasciare l'Ucraina
di Vincenzo Nigro , di Vincenzo NigroSEGUI LA DIRETTA
ROMA – Anche il ministero degli Esteri italiano, come quelli di altri Paesi della Ue, ha consigliato ai connazionali di lasciare l’Ucraina o comunque di non entrarvi per timore che nei prossimi giorni scoppi una guerra ai confini con la Russia o addirittura nel cuore del Paese.
Il suggerimento agli italiani è stato affidato all’Unità di Crisi della Farnesina: “In considerazione dell'attuale situazione, in via precauzionale, si invitano gli italiani a lasciare temporaneamente l'Ucraina con i mezzi commerciali disponibili”, dice il ministero. “Considerata, inoltre, la situazione di incertezza ai confini, si raccomanda di posticipare tutti i viaggi non essenziali verso l'Ucraina e di mantenersi costantemente aggiornati sui mezzi d'informazione e sul sito Viaggiare Sicuri gestito dall'Unità di Crisi del ministero”. Gli italiani presenti attualmente in Ucraina sono crica duemila. La maggio…
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ROMA – Anche il ministero degli Esteri italiano, come quelli di altri Paesi della Ue, ha consigliato ai connazionali di lasciare l’Ucraina o comunque di non entrarvi per timore che nei prossimi giorni scoppi una guerra ai confini con la Russia o addirittura nel cuore del Paese.
Il suggerimento agli italiani è stato affidato all’Unità di Crisi della Farnesina: “In considerazione dell'attuale situazione, in via precauzionale, si invitano gli italiani a lasciare temporaneamente l'Ucraina con i mezzi commerciali disponibili”, dice il ministero. “Considerata, inoltre, la situazione di incertezza ai confini, si raccomanda di posticipare tutti i viaggi non essenziali verso l'Ucraina e di mantenersi costantemente aggiornati sui mezzi d'informazione e sul sito Viaggiare Sicuri gestito dall'Unità di Crisi del ministero”. Gli italiani presenti attualmente in Ucraina sono crica duemila. La maggioranza è concentrata a Kiev. L'Unità di crisi aggiunge anche che "i viaggi a qualsiasi titolo nelle regioni di Donetsk e Luhansk e in Crimea sono sconsigliati"
L'ambasciata italiana rimane aperta
Parallelamente, il ministero ha deciso di non chiudere l‘ambasciata a Kiev, ma di ridurre il personale e di far partire i familiari dei diplomatici per l’Italia, in maniera da poter gestire eventuali momenti di crisi in maniera meno complicata.
La decisione di oggi del governo italiano è stata presa in coordinamento con gli altri Paesi Ue. In mattinata a Kiev c’è stata una riunione di tutti gli ambasciatori dell'Unione, per decidere insieme sul da farsi. È una decisione che non ha soltanto un valore pratico: nelle ultime ore addirittura il governo ucraino aveva chiesto discretamente agli alleati americani di non continuare a lanciare segnali di allarme sul peggioramento della situazione e sul pericolo di un attacco imminente della Russia. Lo stesso presidente ucraino Volodimir Zelenskij ha detto ai giornalisti “se qualcuno ha informazioni aggiuntive su un'invasione il 16 febbraio è pregato di informare il governo ucraino, il migliore amico dei nemici è il panico”. Il riferimeno è a fonti di intelligence Usa che addirittura avrebbero indicato la data dell’inizio dell’invasione russa, appunto il 16 febbraio, mercoledì prossimo.
Il vertice telefonico con Draghi
Della possibile escalation militare si è discusso anche nella video-conferenza di venerdì sera convocata dal presidente americano Joe Biden. Alla riunione hanno partecipato i capi di governo di Germania, Francia, Gran Bretagna, Italia, Canada, Polonia assieme ai dirigenti della Ue e della Nato. Il presidente del Consiglio Mario Draghi aveva sintetizzato così la posizione italiana: “Sì a sanzioni anche dure, ma resti il dialogo con Mosca e si attuino gli accordi di Minsk”. Confermando solidarietà alla Nato, ma con un'attenzione strategica a mantenere ogni possibile canale di negoziato percorribile con Mosca.
Venerdì pomeriggio la Casa Bianca aveva convocato questa video-conferenza per tenere informati gli alleati, per provare a tenerli unti, e anche per continuare a fare pressioni su Putin. Secondo una fonte italiana, Biden e i suoi collaboratori avrebbero condiviso con i capi di governo europei informazioni di intelligence che confermano che la macchina militare russa è pronta a un’azione “anche durante le Olimpiadi cinesi”. Su questo una fonte europea sostiene che già da tempo le valutazioni di intelligence di Francia e Germania non vedono la possibilità di un’invasione russa generalizzata in Ucraina così come fanno gli americani. “Ma in questo ci sarà sicuramente una interpretazione politica di segnali di intelligence che si prestano appunto a interpretazioni diverse”, dice un funzionario italiano.
Il danno delle sanzioni per l'Italia
Il secondo scopo della riunione è stato quello di mettere in sintonia tutti i Paesi alleati sulle sanzioni economiche. E qui l’allarme di Draghi sta salendo: da giorni Palazzo Chigi ha chiesto ai suoi tecnici di coordinare un lavoro con il Ministero degli Esteri, dell’Economia e Finanza, con il Mise, e con la Banca d’Italia. Il quadro che Draghi ha sotto gli occhi è del peso che sanzioni anti-russe produrrebbero sull’economia italiana. Questo ha portato il presidente del Consiglio a dire in videoconferenza con Biden che “l’Italia sostiene sanzioni durissime, ma solo dopo un’azione militare russa”. Ovvero Roma rimane contraria a sanzioni “preventive”, attivate non è chiaro sulla base di quale azione russa ostile all’Ucraina.
Washington da settimane ha messo sul tavolo sanzioni economiche anche molto dure per chi in Europa dovrà applicarle. È il caso del congelamento del “Nord Stream 2”, che è il nuovo gasdotto russo-tedesco appena costruito. Nelle analisi preparate per Draghi ci sono anche tutte le penalizzazioni che subirebbe l’economia italiana: in questo momento per il governo l’allarme principale è per il prezzo del gas. “Gli stoccaggi italiani sono pieni, e l’inverno verrebbe superato”, dice una fonte del governo, “ma se il prezzo del gas esplode avremo comunque colpi pesantissimi alle nostre economie”.