✕
Il rieletto Frank-Walter Steinmeier riceve i complimenti dalla moglie Elke Buedenbender (afp)

Germania, Steinmeier rieletto presidente: un avvertimento a Putin nel discorso di insediamento

L'esponente socialdemocratico è stato riconfermato con 1045 voti. "Mosca sciolga il cappio attorno all'Ucraina". Il suo legame speciale con Mattarella e l'Italia e il commovente amore per la moglie cui ha donato un rene.
4 minuti di lettura

BERLINO -  Frank-Walter Steinmeier è stato confermato per altri cinque anni presidente della Repubblica tedesco. Due terzi dell’Assemblea federale, 1.045 su 1.472 elettori, hanno scelto il popolare presidente socialdemocratico per un secondo mandato. Nel suo discorso di insediamento, il capo dello Stato tedesco ha ricordato subito uno dei temi che gli stanno più a cuore: “Il mio è un ruolo super partes” ha detto dopo il lunghissimo applauso che ha salutato la sua rielezione, “e la mia responsabilità è per tutti i cittadini. Ma non sarò neutrale sulla democrazia. Chi si batte per essa, mi avrà al suo fianco, chi la attacca mi avrà contro”. Steinmeier ha rivolto anche parole dure contro Vladimir Putin, accusato di avere la “piena responsabilità” per la minaccia di un conflitto che si sta acuendo sul confine ucraino.

L’Assemblea federale che ha scelto Steinmeier è c…

BERLINO -  Frank-Walter Steinmeier è stato confermato per altri cinque anni presidente della Repubblica tedesco. Due terzi dell’Assemblea federale, 1.045 su 1.472 elettori, hanno scelto il popolare presidente socialdemocratico per un secondo mandato. Nel suo discorso di insediamento, il capo dello Stato tedesco ha ricordato subito uno dei temi che gli stanno più a cuore: “Il mio è un ruolo super partes” ha detto dopo il lunghissimo applauso che ha salutato la sua rielezione, “e la mia responsabilità è per tutti i cittadini. Ma non sarò neutrale sulla democrazia. Chi si batte per essa, mi avrà al suo fianco, chi la attacca mi avrà contro”. Steinmeier ha rivolto anche parole dure contro Vladimir Putin, accusato di avere la “piena responsabilità” per la minaccia di un conflitto che si sta acuendo sul confine ucraino.

L’Assemblea federale che ha scelto Steinmeier è costituita quasi per metà dai membri del Bundestag, ma per il resto da rappresentanti della società civile scelti dai land. Tra di essi, l’ex cancelliera Angela Merkel, Christian Drosten la star dei virologi tedesco, Fride Springer, la vedova del fondatore del più grande gruppo editoriale europeo, la co-inventrice del vaccino Biontech-Pfizer, Oezlem Tuereci, l’astronauta Alexander Gerst, la drag Queen Gloria Viagra, l’allenatore della Nazionale tedesca Hansi Flick, il calciatore Leon Goretzka e un’illustre italiana: Daniela Cavalli, battagliera esponente del Consiglio dei lavoratori di Volkswagen, figlia di un immigrato calabrese a Wolfsburg.

Steinmeier aveva quasi tutti i partiti dalla sua parte e ha battuto agevolmente i due controcanddiati della Linke e dei Freien Waehler. Il capo dello Stato, in Germania, somiglia a quello italiano, anche se ha poteri più limitati. Ha un ruolo di rappresentanza ed è super partes, ma è sua la responsabilità di proporre il cancelliere al Bundestag. E, pur non avendo una funzione politica, può esercitare un enorme potere di persuasione. Nel 2017, ad esempio, quando fallirono i negoziati per una coalizione “Giamaica”, il socialdemocratico Steinmeier ebbe un ruolo fondamentale nel convincere il suo partito, guidato allora da Martin Schulz, ad accettare di formare con Merkel una terza Grande coalizione. La Spd si sentiva cannibalizzata da Merkel e voleva evitare una terza, logorante coabitazione. Steinmeier convinse Schulz del contrario.

Nel suo discorso di insediamento Steinmeier ha dedicato un lungo passaggio ai venti di guerra che spirano sempre più forti dall’Est Europa. “A Putin dico: sciolga il cappio intorno al collo dell’Ucraina”, ha tuonato Steinmeier. Il capo dello Stato è sembrato anche voler fugare ogni sospetto su una possibile ambivalenza della Germania verso la Russia: “Siamo nel mezzo di una minaccia di conflitto per la quale la Russia ha la piena responsabilità. E i soldati schierati sulla frontiera ucraina non possono essere fraintesi: sono una minaccia”.  Steinmeier, sempre rivolto a Mosca, ha promesso che in caso di un’invasione “risponderemo con fermezza” e ha sottolineato che l’Occidente è unito, in questo.

L’elezione di Steinmeier, formidabile mediatore e capace di costruire rapporti solidi anche con i più acerrimi rivali politici, somiglia per certi versi al percorso che ha portato al Mattarella Bis, senza ovviamente le derive rocambolesche e tragicomiche della settimana di passione che hanno prodotto la riconferma del presidente italiano. Steinmeier è un candidato senza alternative. Persino la Cdu non è riuscita a costruire un nome alternativo a quello del popolare capo dello Stato dalla folta chioma di capelli bianca (che gli venne, per inciso, dal giorno alla notte all’età di 24 anni, dopo una difficile operazione agli occhi).

Martedì prossimo, con il suo primo viaggio ufficiale, Steinmeier tradirà una delle sue grandi passioni: il palcoscenico internazionale. Nelle stesse ore in cui il cancelliere Olaf Scholz sarà a Mosca per tentare di sventare un probabile attacco all’Ucraina, Steinmeier volerà in Lettonia, uno dei Paesi più impauriti all’ipotesi di un’aggressione russa, per incontrare il suo omologo Egils Levits. E il tema dell’incontro saranno le costituzioni e  “la libertà in Europa”, ma è chiaro che Steinmeier vuole segnalare con il suo viaggio in Lettonia la sua preoccupazione per un conflitto che potrebbe scoppiare in Europa per la prima volta dalla fine della Seconda guerra mondiale. Inoltre, una delle dinamiche che lo appassionano e lo impensieriscono maggiormente e di cui si occuperà nel suo secondo mandato, racconta oggi il Tagesspiegel, è il pericolo di un declino delle democrazie. 

Durante il suo primo mandato, Steinmeier ha costruito un rapporto particolarmente stretto con il suo omologo italiano Sergio Mattarella. E quanto il presidente tedesco ci tenga ai rapporti con Roma è testimoniato anche dai suoi viaggi numerosi nel nostro Paese, spesso nei luoghi degli eccidi più efferati dei nazisti. Un esempio per tutti: ad agosto del 2019 Steinmeier andò a Fivizzano, dove le SS massacrarono 400 civili italiani nel 1944. E come segno di rispetto ulteriore verso le vittime del massacro nazista, il capo dello Stato tedesco tenne il suo discorso in italiano. 

Nel 2018, durante, i difficilissimi mesi del governo Conte I, quando la Lega di Matteo Salvini cannoneggiava quotidianamente contro l’Europa e la Germania e i grillini scendevano in piazza con i gilet jaunes francesi, il legame tra Steinmeier e Mattarella fu fondamentale per non interrompere il dialogo tra Roma e Berlino. Anche nel 2020, nei primi mesi della pandemia, quando l’Italia fu tra i Paesi più travolti dal coronavirus, Steinmeier tenne un filo costante con Mattarella, come ci rivelò in un’intervista esclusiva. E il presidente tedesco ammise anche che la Germania e l’Italia si erano scoperte particolarmente “interdipendenti”, durante il letargo della peste del secolo. Allora ci rivelò un dettaglio importante di quei mesi bui: “Al momento della discussione sulla ripresa delle attività produttive in Germania, ho sentito al telefono gli amministratori delegati di gruppi tedeschi del Dax e il messaggio era sempre lo stesso: ‘Fino a quando non riprenderà la produzione in Italia, non serve rimettere in moto la nostra. Abbiamo, infatti, bisogno di decine di migliaia di pezzi di fabbricazione italiana’".

Nato sessantasei anni fa a Detmold, in Nordreno-Westfalia, da una casalinga che da bambina era stata tra gli sfollati di Breslau e un falegname considerato un socialdemocratico riformista, Steinmeier fu capo della cancelleria durante i governi Schroeder e tra i principali architetti del pacchetto di riforme del welfare “Agenda 2010” che contribuirono a spianare la strada a un decennio di crescita e a far dimenticare una celebre copertina dell’Economist sulla “Germania malato d’Europa” che era uscita all’inizio degli anni Duemila. 

Quando Merkel vinse le elezioni nel 2005 chiamò Steinmeier nel suo governo di Grande coalizione come ministro degli Esteri. Quattro anni dopo la loro intesa era già talmente granitica - nonostante Merkel avesse assunto man mano su di sé più importanti di politica estera - che quando Steinmeier corse contro di lei per contenderle la cancelleria, i giornali parlarono del “Kuschelkandidat”, del “candidato-peluche”. Steinmeier è sposato con la giudice cinquantanovenne Elke Büdenbender. Nel 2010, quando si ammalò gravemente, suo marito Frank-Walter Steinmeier le donò un rene. Un gesto che commosse la Germania.