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Scholz media sull’Ucraina e Putin apre uno spiraglio: “Intesa ancora possibile”

(ansa)

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Oggi l'incontro tra leader russo e cancelliere tedesco, che dice: “Kiev nella Nato non all’ordine del giorno”. Biden: “Cruciale finestra diplomatica”. Ma gli Usa evacuano l’ambasciata: “Russi pronti all’attacco”
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BERLINO - "La questione di adesioni ad alleanze, praticamente, non è all'ordine del giorno". Sono da poco passate le tre quando Olaf Scholz formula da Kiev un concetto che potrebbe raffreddare l'infiammato fronte orientale. Dopo un colloquio con il presidente ucraino Volodimir Zelenskij, il cancelliere risponde a una domanda sull'adesione dell'Ucraina alla Nato. E la derubrica, di fatto, a una favola inventata dai russi: "È curioso osservare come il governo russo abbia trasformato qualcosa che non è in agenda in una grande questione politica". Ma poco prima persino Zelenskij aveva ammesso che "la porta aperta forse resterà per noi un sogno. Nessuno può dire quando raggiungeremo questo obiettivo". In mattinata un apparente malinteso sulle parole dell'ambasciatore ucraino nel Regno Unito, Vadim Prystako, aveva fatto il giro delle agenzie, alimentando impressioni analoghe. Prima…
 
BERLINO - "La questione di adesioni ad alleanze, praticamente, non è all'ordine del giorno". Sono da poco passate le tre quando Olaf Scholz formula da Kiev un concetto che potrebbe raffreddare l'infiammato fronte orientale. Dopo un colloquio con il presidente ucraino Volodimir Zelenskij, il cancelliere risponde a una domanda sull'adesione dell'Ucraina alla Nato. E la derubrica, di fatto, a una favola inventata dai russi: "È curioso osservare come il governo russo abbia trasformato qualcosa che non è in agenda in una grande questione politica". Ma poco prima persino Zelenskij aveva ammesso che "la porta aperta forse resterà per noi un sogno. Nessuno può dire quando raggiungeremo questo obiettivo". In mattinata un apparente malinteso sulle parole dell'ambasciatore ucraino nel Regno Unito, Vadim Prystako, aveva fatto il giro delle agenzie, alimentando impressioni analoghe. Prima di essere smentito dal governo ucraino, Prystako aveva avanzato l'ipotesi che Kiev potesse essere "flessibile" sull'ingresso nella Nato.
A Berlino circolano da giorni indiscrezioni su un'eventuale moratoria dell'Alleanza atlantica ritagliata sull'Ucraina - già smentite. Tuttavia una fonte tedesca aggiunge che in ambienti Nato circolerebbe anche un'ipotesi più sofisticata: l'Alleanza potrebbe congelare tutte le adesioni finché l'Europa non avrà ridisegnato la sua architettura difensiva. "Un'ipotesi che non avrebbe il sapore di un cedimento a Putin perché colpirebbe tutti". E certamente contribuirebbe ad allentare la tensione con Mosca. Un'altra fonte, invece, esclude che la Nato possa mettere nero su bianco qualsiasi ipotesi di finlandizzazione o moratoria sull'Ucraina - sempre perché sarebbe un cedimento troppo pesante a Putin. Ma interpreta già le parole di Scholz "come un'utile moral suasion e un chiaro segnale distensivo in direzione Mosca". Basterà? Ieri il portavoce del Cremlino Peskov è tornato a chiedere che una soluzione del genere venga "formalizzata". 
 
Se Mosca attaccherà, ha aggiunto Scholz, "sappiamo esattamente cosa fare". E i segnali continuano a essere allarmanti: il segretario di Stato americano Antony Blinken ha ordinato l'evacuazione dell'ambasciata di Kiev - spostata a Leopoli - e la distruzione di tutti i computer nella sede diplomatica. In serata, Zelenskij ha parlato alla nazione: "Resisteremo". E ha proclamato il 16 febbraio, data del possibile attacco russo, "Giorno dell'Unità ucraina". Intanto la Duma russa sta per approvare una risoluzione per il riconoscimento delle due repubbliche separatiste di Donetsk e Lugansk. Una nuova provocazione. Mentre gli Usa parlano di forze russe in movimento "in posizione d'attacco".
 
Nel pomeriggio, sui social sono circolate due foto scattate al Cremlino, accompagnate da un messaggio nuovo. Dal lato opposto di un lungo tavolo con Vladimir Putin, il ministro degli Esteri russo Serghej Lavrov ha dichiarato che ci sono ancora delle "possibilità" di trovare un accordo. Poco dopo, allo stesso tavolo, il ministro della Difesa Serghej Shoigu, ha aggiornato Putin sulle manovre sul fronte ucraino: "Parte delle esercitazioni russe in corso stanno volgendo al termine, altre saranno completate nel prossimo futuro". 
 
Da Mosca si è aperto dunque uno spiraglio di negoziato. Che potrebbe rendere l'arrivo di Scholz oggi al Cremlino, dove incontrerà Putin per la prima volta da cancelliere, ancora più importante. Il presidente russo ha ribadito ieri, in ogni caso, di ritenere "l'infinita" espansione della Nato verso Est "molto pericolosa". Ma anche il premier britannico Boris Johnson, che ha avuto un colloquio telefonico con il presidente Usa Joe Biden, ha ricordato che "siamo sull'orlo del precipizio", ma che "c'è ancora tempo perché Putin indietreggi". Biden e Johnson hanno concordato che "resta aperta una cruciale finestra per la diplomazia".
 
Secondo una fonte comunitaria, l'obiettivo russo potrebbe essere quello di avviare a un negoziato in cui Mosca, spostando in là la data dell'attacco ma senza allentare del tutto la tensione militare, potrebbe voler discutere del rispetto degli accordi di Minsk, ma anche del dossier iraniano o della Siria. Intanto Zelenskij ha precisato ieri che si lavora a un vertice con i leader dei Paesi formato Normandia (Russia, Ucraina, Germania e Francia). E la fonte comunitaria conferma che il pacchetto di sanzioni, ormai definito, sarà modulato in base all'eventuale aggressione russa: "Un conto è invadere il Donbass. Un altro è prendersi Kiev". Ma l'ultima parola spetterà ai leader.