Il cancelliere tedesco Olaf Scholz, arrivato a Kiev, chiede alla Russia "segnali immediati di de-escalation" nella crisi con l'Ucraina. "Un'aggressione militare avrà conseguenze pesanti per la Russia", aggiunge. Ma precisa: "L'ingresso dell'Ucraina nella Nato non è nell'agenda". Intanto, il Cremlino si aspetta "che gli esigui canali per il dialogo permetteranno di trovare una reciprocità da parte dei nostri oppositori e il desiderio di trovare una soluzione che veramente tenga conto dei nostri interessi". Il G7 avverte: "La priorità è sostenere gli sforzi per una de-escalation, ma se Mosca intensifica l'azione militare pronti a imporre sanzioni con conseguenze enormi sull'economia russa". L'Ue pensa a un piano per eventuali rifugiati.
22:44 Cremlino, Putin disposto a negoziare
Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha assicurato che il presidente russo Vladimir Putin è "disposto a negoziare" e aggiunto che la crisi ucraina è solo una parte delle più ampie preoccupazioni relative alla sicurezza che nutre la Russia. "Il presidente Putin ha sempre chiesto negoziati e diplomazia", ha detto Peskov alla Cnn. "E l'Ucraina è solo una parte del problema, è una parte del più grande problema delle garanzie di sicurezza per la Russia e ovviamente il presidente Putin è disposto a negoziare". Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha detto oggi a Putin di aver visto una "possibilità" di dialogo diplomatico con l'Occidente sulle preoccupazioni per la sicurezza della Russia e aveva raccomando che tali sforzi continuino.
20:38 Giornata dell'unità il 16 febbraio, data del possibile attacco
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato mercoledì 16 febbraio, potenziale data dell'attacco russo secondo l'allerta Usa, "giornata dell'unità".
20:37 Cbs: "I militari russi si muovono in assetto da attacco"
Alcune truppe russe vicino al confine con l'Ucraina hanno iniziato a muoversi in "posizioni da attacco". Lo riporta Cbs citando un funzionario americano. Mosca avrebbe spostato parte dell'artiglieria in posizione di tiro.
20:00 Blinken: tutta l'ambasciata Usa spostata a Leopoli
Il segretario di Stato Usa, Antony Blinken, ha annunciato lo spostamento temporaneo di tutta l'ambasciata americana da Kiev a Leopoli. Sarà dunque spostato anche il piccolo numero di diplomatici rimasto nella capitale. E questo per "la drammatica accelerazione nell'ammassarsi delle forze russe". Blinken ha invitato "vivamente" tutti i cittadini statunitensi rimasti in Ucraina a lasciare immediatamente il Paese.
15:58 Scholz: "L'appartenenza dell'Ucraina alla Nato non in agenda"
"La questione dell'appartenenza alle alleanze non è in agenda". Così ha risposto Olaf Scholz ad una domanda sull'ipotesi (o, di contro, il congelamento) dell'Ucraina alla Nato, durante la conferenza stampa a Kiev a fianco del presidente ucraino Volodimyr Zelenskij. "Ed è proprio per questo", ha continuato il cancelliere tedesco, "che è un po' strano osservare che il governo russo stia mettendo al centro di grandi problematiche politiche qualcosa che in pratica non è all'ordine del giorno. In un certo senso, è questa la sfida che stiamo effettivamente affrontando: che qualcosa che non è affatto il problema ora sia diventato un problema".
In generale, "vale la pena compiere ogni sforzo" per arrivare ad una soluzione diplomatica della crisi ucraina, ha sottolineato ancora Scholz, il quale ha anche ribadito che "Germania e Francia intendono rafforzare l'impegno del formato Normandia", per quanto questo rimanga "un processo difficile". Tra i vari formati di trattativa, Scholz ha citato anche la dinamica degli accordi di Minsk e le proposte di mediazione dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce)".
15:53 Possibile vertice straordinario dell'Ue
Durante il summit tra l'Unione europea e l'Unione africana, previsto per le giornate di giovedì 17 e venerdì 18, potrebbe essere convocato un vertice straordinario del Consiglio europeo per affrontare eventuali sviluppi nella crisi al confine russo-ucraino. È quanto apprende l'Agi a Bruxelles. L'entrata in vigore delle severe sanzioni alla Russia minacciate dall'Unione europea in caso di invasione militare dell'Ucraina richiede l'appoggio unanime dei governi europei. Di qui una delle chiavi di lettura del possibile incontro tra i leader a margine del summit con i capi di governo africani.
15:45 Zelenskij: "L'adesione alla Nato garantirebbe la nostra sicurezza"
L'adesione alla Nato garantirebbe la sicurezza dell'Ucraina: lo ha affermato il presidente ucraino, Volodimir Zelenskij, nella conferenza stampa congiunta con il cancelliere tedesco, Olaf Scholz, al termine del loro incontro a Kiev.
15:12 Finito il vertice tra Scholz e Zelenskij
Ucraina e Germania hanno approcci diversi sul gasdotto Nord Stream 2. Lo ha detto il presidente ucraino, Volodimir Zelenskij, al termine dei colloqui a Kiev con il cancelliere tedesco, Olaf Scholz. "La sicurezza dell'Ucraina è la sicurezza dell'Europa", ha aggiunto.
"La Germania sta con forza al vostro fianco", ha detto Scholz in conferenza stampa insieme al presidente ucraino. "Nessun Paese al mondo ha sostenuto l'Ucraina negli ultimi anni quanto la Germania dal punto di vista finanziario", ha aggiunto il cancelliere, che ha annunciato il pagamento rapido "di altri 150 milioni euro" di prestito. "In caso di aggressione militare, saremmo pronti a sanzioni su vasta scala, se la Russia violerà nuovamente la sovranità ucraina, sapremo cosa fare. La sovranità e l'integrità territoriale dell'Ucraina non sono negoziabili. Ci aspettiamo dalla Russia chiari segnali di de-escalation, un attacco all'Ucraina avrebbe gravi conseguenze", ha aggiunto
14:52 Una parte delle esercitazioni russe si sta concludendo
"Una parte delle esercitazioni delle forze armate russe si sta concludendo, un'altra sarà completata nel prossimo futuro". Lo ha detto il ministro della Difesa Serghei Shoigu, citato dalla Tass, incontrando il presidente Vladimir Putin.
14:19 Lavrov: "Il dialogo continua"
Ci sono "sempre" chance di raggiungere un accordo con i Paesi Occidentali, ha affermato il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, in risposta al Presidente russo Vladimir Putin che, in un colloquio oggi al Cremlino, gli aveva chiesto se esistessero appunto possibilità in questo senso o se invece i Paesi coinvolti vogliono solo trascinare la Russia in negoziati senza fine, ha reso noto il pool di giornalisti di Ria Novosti accreditati al Cremlino, pubblicando la foto di Putin e Lavrov, seduti a grande distanza ai bordi di un tavolo di legno scuro. Il Presidente seduto a capotavola, il ministro alla sua destra, ma molto, molto lontano.
14:18 Putin: "L'espansione della Nato è infinita e molto pericolosa"
L'espansione della Nato verso est "è infinita e molto pericolosa". Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin, citato dalla Tass, in un incontro con il ministro degli Esteri Serghei Lavrov sulle controrisposte da dare agli Usa e all'Alleanza atlantica in merito alle garanzie di sicurezza chieste da Mosca. Putin ha detto che questa espansione avviene "a spese delle ex Repubbliche sovietiche, inclusa l'Ucraina".
Ore 13.40 La Duma russa vota sul riconoscimento delle Repubbliche del Donbass
La Duma di Stato russa ha fissato per domani il voto della risoluzione in cui si chiede al presidente Vladimir Putin di riconoscere, come parte della Federazione russa, le regioni separatiste ucraine di Donetsk e Luhansk, autoproclamatesi Repubbliche indipendenti nel 2014. Sono state presentate due diverse risoluzioni. La prima, presentata dal Partito comunista, chiede direttamente al presidente di riconoscere le due Repubbliche, la seconda, del partito al potere di Russia unita, sollecita consultazioni fra il presidente e i ministri degli Esteri e della Difesa, prima di, eventualmente, procedere. Entrambi i testi saranno discussi domani.
Il presidente della Verkhovna Rada, il Parlamento ucraino, Ruslan Stefanchuk, ha avvertito che un riconoscimento da parte di Mosca delle repubbliche separatiste del Donbass, "causerebbe incomprensioni in tutto il mondo". "Fanno parte del territorio dell'Ucraina, in conformità con la decisione delle Nazioni Unite", ha ricordato Stefanchuk citato da Ria Novosti.
Ore 12.30. I baltici chiedono una riunione Osce, Mosca non partecipa
Ore 11. L'avvertimento del G7
I Paesi del G7 sono pronti a infliggere sanzioni alla Russia dall'impatto "enorme e immediato" nel caso di un'aggressione ai danni dell'Ucraina. È quanto si legge in una nota congiunta dei ministri delle Finanze del G7. "L'attuale dispiegamento militare russo ai confini dell'Ucraina è causa di grave preoccupazione", si legge nella nota, "noi, i ministri delle Finanze del G7, sottolineiamo la nostra prontezza ad agire con rapidità e decisione per sostenere l'economia ucraina, sostenendo inoltre gli attuali sforzi per identificare con urgenza una strada diplomatica verso la de-escalation".
"Siamo uniti nella nostra determinazione a proteggere la sovranità e l'integrità territoriale, così come la stabilità economica e finanziaria, dell'Ucraina", prosegue il comunicato, "il G7, insieme alle istituzioni finanziarie internazionali e in particolare il Fondo Monetario Internazionale tramite il suo 'Stand-by Arrangement del 2020, stanno fornendo un sostegno finanziario significativo all'Ucraina".
"Dal 2014 a oggi il sostegno economico complessivo bilaterale e multilaterale ha superato i 48 miliardi di dollari", si legge ancora, "sulla base della nostra assistenza dal 2014, continueremo a coordinarci in modo stretto per assicurare che l'Ucraina riceva il sostegno economico necessario ad agevolare gli attuali sforzi di riforma delle autorità sotto un programma dell'Fmi, sostenuto inoltre da altre istituzioni finanziarie e partner nello sviluppo, ed è su un percorso economico e fiscale sostenibile". "La nostra priorità immediata è sostenere gli sforzi per una de-escalation della situazione", continuano i ministri del G7, "ad ogni modo, ribadiamo che ogni ulteriore aggressione militare russa contro l'Ucraina sarà affrontata con una risposta rapida, coordinata e robusta. Siamo pronti a imporre collettivamente sanzioni economiche e finanziarie che avranno conseguenze enormi e immediate sull'economia russa".
"Continueremo a monitorare la situazione molto da vicino e restiamo pronti ad agire in una maniera fortemente coordinata e con brevissimo preavviso con ulteriore sostegno economico e finanziario all'Ucraina", conclude la nota.
Ore 10. Niente Nato per l'Ucraina? L'ambasciatore di Kiev a Londra "frainteso"
L'Ucraina potrebbe rinunciare all'obiettivo di entrare nella Nato se ciò può contribuire a evitare una guerra con la Russia. Lo ha dichiarato a Bbc Radio 5 Live l'ambasciatore di Kiev nel Regno Unito, Vadym Prystaiko, salvo fare poi retromarcia dopo la frenata dell'ufficio del presidente ucraino Zelensky.
Il quotidiano tedesco Die Welt scrive oggi che il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha discusso con i membri del suo staff la possibilità di un compromesso con Mosca che preveda una moratoria "di 10 anni" sull'adesione dell'Ucraina alla Nato. Die Welt precisa però che le fonti che ne hanno riferito hanno detto che la discussione è stata portata avanti come "esperimento mentale". Fonti ufficiali hanno però poi precusatio con Reuters per Berlino una simile moratoria "non è sul tavolo". Scholz è appena partito per Kiev per incontrare il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, e domani si recherà a Mosca per un colloquio con il presidente russo. Vladimir Putin.
Ore 9. Pechino: la nostra ambasciata a Kiev opera regolarmente
L'ambasciata cinese in Ucraina continua ad operare regolarmente, e fornirà protezione consolare e assistenza ai connazionali rimasti nel Paese in collaborazione con il ministero degli Esteri di Pechino. Lo ha riferito oggi il portavoce del dicastero, Wang Wenbin. Nel frattempo, il ministero degli Esteri di Taipei ha invece sollecitato i taiwanesi ad abbandonare il Paese. L'invito, che riguarda circa 25 persone presenti in Ucraina per motivi di studio e lavoro, segue l'allarme lanciato dalla Casa Bianca circa una possibile invasione da parte delle forze militari russe, in "qualsiasi momento". Da giorni gli Stati Uniti e i Paesi europei si stanno preparando a una potenziale invasione russa, indicando il 16 febbraio come la data più probabile per l'inizio dell'intervento.