Crisi ucraina, da Mosca segnali di distensione
dalla nostra inviata Rosalba Castelletti , dalla nostra inviata Rosalba CastellettiMOSCA – Segnali di distensione? Poco prima dell’arrivo a Mosca del cancelliere tedesco Olaf Scholz, la Russia ha ordinato il ritorno alle loro basi di alcune unità schierate lungo il confine ucraino, la cui presenza solleva da giorni il timore di un’invasione dell’Ucraina.
“Le unità dei distretti militari meridionali e occidentali che hanno portato a termine i loro compiti hanno già iniziato a essere caricate sui mezzi di trasporto ferroviari e stradali e inizieranno a rientrare nei loro distaccamenti”, ha detto il portavoce del ministero della Difesa Igor Konashenkov, aggiungendo che “come …
MOSCA – Segnali di distensione? Poco prima dell’arrivo a Mosca del cancelliere tedesco Olaf Scholz, la Russia ha ordinato il ritorno alle loro basi di alcune unità schierate lungo il confine ucraino, la cui presenza solleva da giorni il timore di un’invasione dell’Ucraina.
“Le unità dei distretti militari meridionali e occidentali che hanno portato a termine i loro compiti hanno già iniziato a essere caricate sui mezzi di trasporto ferroviari e stradali e inizieranno a rientrare nei loro distaccamenti”, ha detto il portavoce del ministero della Difesa Igor Konashenkov, aggiungendo che “come sempre” dopo “manovre di preparazione al combattimento”, i militari torneranno “alle loro solite basi”, senza però fornire indicazioni sul numero delle forze coinvolte.
L’annuncio era stato in parte anticipato dal ministro della Difesa Serghej Shojgu che ieri, in un colloquio trasmesso in tv con il presidente russo Vladimir Putin, aveva detto che parte delle controverse manovre militari stavano volgendo al termine.
Le richieste di "garanzie di sicurezza"
Nonostante l’ammassamento di oltre 130mila uomini al confine ucraino, la Russia ha sempre negato ogni intervento bellicoso. Semmai si dice minacciata dall’espansione della Nato nell’Europa dell’Est e chiede “garanzie di sicurezza”, come l’assicurazione che l’Ucraina non entrerà mai a fare parte della Nato o che l’Alleanza atlantica sposti le sue infrastrutture militari lontano dai confini russi.
L’Occidente ha respinto per iscritto queste richieste offrendo in cambio colloqui sul controllo degli armamenti, ispezioni reciproche delle infrastrutture sensibili. Le risposte russe, ha detto la portavoce del ministero degli Esteri Maria Zakharova, sono quasi pronte.
"Proseguire e ampliare" il dialogo
Benché le principali richieste russe siano state respinte, il ministro degli Esteri Serghej Lavrov sostiene che sia necessario “proseguire e ampliare” il dialogo con l’Occidente. E lo ha detto al presidente Vladimir Putin in un incontro trasmesso ieri lunedì in tv.
“C’è sempre una possibilità”, ha detto Lavrov definendo persino “costruttive” alcune proposte statunitensi. “Le nostre possibilità sono tutt'altro che esaurite”. “Bene”, ha risposto laconicamente il presidente russo. Uno scambio di battute che è stato letto come un messaggio di Mosca all’Occidente: la Russia è aperta a proseguire il dialogo e vuole abbassare la tensione.